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News


13/04/2019
Misura interdittiva e decorso del tempo

La misura interdittiva, che rileva il pericolo di condizionamento della criminalità organizzata, non perde efficacia a seguito di un ampio lasso di tempo trascorso dai fatti ritenuti sintomatici del rischio di permeabilità mafiosa: il “venir meno delle circostanze rilevanti” di cui all’art. 91, comma 5, del d.lgs. n. 159 del 2011, non dipende, infatti, dal mero trascorrere del tempo, in sé, ma dal sopraggiungere di obiettivi elementi diversi o contrari che ne facciano venir meno la portata sintomatica o perché ne controbilanciano, smentiscono e in ogni caso superano la valenza sintomatica, o perché rendono remoto, e certamente non più attuale, il pericolo. 

 

Sul piano letterale, la clausola “rebus sic stantibus” prevista dall’art. 86, comma 2, del d.lgs. n. 159 del 2011 comporta che in caso di sopravvenienza di fatti favorevoli all’imprenditore -ad es. in relazione alle modificazioni degli assetti societari e gestionali dell’impresa, in ipotesi capaci di modificare la valutazione alla base dell’informativa- l’Amministrazione verifichi nuovamente se persistano ragioni di sicurezza e di ordine pubblico tali da prevalere sull’iniziativa e sulla libertà di impresa del soggetto inciso. 

 

In caso di ripetute reiterazioni di domande dirette ad ottenere un provvedimento di ritiro o di revoca di un’interdittiva in corso di validità, collegate alla affermata rilevanza di sopravvenienze e fatti nuovi asseriti come favorevoli al soggetto inciso, l’Amministrazione può limitarsi a verificare se la domanda sia accompagnata da un fatto realmente nuovo, perché sopravvenuto ovvero non conosciuto, che possa essere ritenuto effettivamente incidente sulla fattispecie: valutare, di conseguenza, se possano ritenersi venute meno quelle ragioni di sicurezza e di ordine pubblico in precedenza ritenute prevalenti sull’iniziativa e sulla libertà di impresa del soggetto inciso. In caso di esito negativo di detta verifica, per contro, la Amministrazione può semplicemente limitarsi a prendere atto della inesistenza di profili nuovi ed adottare un atto di natura meramente confermativa; ciò a maggior ragione in presenza di sentenze di conferma della legittimità dei precedenti provvedimenti.

Consiglio di Stato - Sezione III - Sentenza 9 aprile 2019*