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News


11/04/2019
Il soccorso istruttorio processuale

1.L’omessa dichiarazione dei requisiti di moralità - ex art. 80 del d.lgs. n. 50 del 2016 - non comporta l’esclusione del concorrente allorchè la clausola del bando non richieda in termini espressi e specifici la dichiarazione dei medesimi, alla luce del principio di tassatività delle cause di esclusione: in detta evenienza la dichiarazione non può ritenersi falsa, ma al più solo incompleta, parziale o limitata, e come tale soggetta a soccorso istruttorio. In altri termini, l’omessa presentazione in gara della dichiarazione sostitutiva in ordine all’assenza dei reati ostativi, lungi dal rappresentare una falsa dichiarazione di per sé sola idonea a giustificare l’esclusione del concorrente dalla gara, si configura come mancanza di una dichiarazione sostitutiva, in quanto tale sanabile facendo ricorso al soccorso istruttorio.

 

2.La disciplina della procedura di gara non deve essere concepita come una sorta di corsa ad ostacoli fra adempimenti formali imposti agli operatori economici ed all’Amministrazione aggiudicatrice, ma deve mirare ad appurare quale sia l’offerta migliore, nel rispetto delle regole di concorrenza, verificando la sussistenza dei requisiti tecnici, economici, morali e professionali dell’aggiudicatario.

 

3.L’istituto del soccorso istruttorio tende, in generale, ad evitare che irregolarità ed inadempimenti meramente estrinseci possano pregiudicare gli operatori economici più meritevoli anche nell’interesse del seggio di gara che potrebbe perdere l’opportunità di selezionare il concorrente migliore per vizi procedimentali facilmente emendabili.

 

4.Ove il soccorso istruttorio processuale sia stato espresso e ricondotto nell’ambito dell’attività defensionale, il termine perentorio di riferimento è costituito non dall’art. 83 comma 9 del codice degli appalti pubblici, bensì dall’art. 79 C.P.A. .

Consiglio di Stato - Sezione V - Sentenza 5 aprile 2019*