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News


02/04/2019
E' del GO la rinegoziazione dei prezzi di riferimento in ambito sanitario

1.Secondo lo schema dell’art. 9 ter D.L. 98/2011 l’Amministrazione propone alla controparte negoziale una rinegoziazione del contratto che, attraverso la riduzione dei prezzi unitari di fornitura o dei volumi di acquisto pattuiti in origine, realizzi l’obiettivo della riduzione del cinque per cento, su base annua, del suo valore complessivo, riconoscendo alle stesse parti, qualora non si trovi l’accordo sulla modifica del contratto, un reciproco diritto di recesso: in questo sistema, la volontà dell'affidatario del contratto rimane determinante per l'esito definitivo della procedura di rinegoziazione poiché l'alterazione dell'originario sinallagma non viene automaticamente determinata dalla norma, ma esige un esplicito consenso di entrambe le parti. Ove tale consenso non venga raggiunto, soccorrono le ipotesi alternative del recesso, della nuova gara e della adesione transitoria a contratti più vantaggiosi.

 

2.Esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo per rientrare in quella del Giudice ordinario la rinegoziazione dei prezzi di riferimento in ambito sanitario previsto dall’a rt. 9 ter del d.l. n. 98 del 2011, riferendosi al contratto già perfezionato e atteggiandosi a vicenda modificativa o estintiva di esso secondo che la rinegoziazione abbia esito positivo ovvero l'amministrazione receda dal contratto.

Consiglio di Stato - Sezione III - Sentenza 25 marzo 2019*