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News


01/04/2019
Silenzio e aiuti all' agricoltura

1. In materia di aiuti comunitari all’agricoltura sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo atteso che la relativa controversia attiene alla concessione di un ausilio finanziario pubblico, rispetto al quale il soggetto beneficiario vanta una situazione giuridica soggettiva di interesse legittimo all’esercizio corretto dei propedeutici poteri tecnico-discrezionali di valutazione e di ammissione all’aiuto e dei seguenti poteri tecnico-discrezionali di controllo e di verifica delle c.d. condizionalità e degli altri presupposti, sulla scorta della peculiare disciplina amministrativa europea.

2.La materia del pagamento dei c.d. contributi comunitari (o integrazioni) alla attività agricola, svolta da imprese in possesso dei previsti requisiti, è disciplinata dal diritto dell’Unione europea e, segnatamente, da specifici regolamenti U.E., che dettano le speciali norme sul procedimento da applicarsi.

3. Il regolamento U.E. n. 1306 del 2013, come tutti i regolamenti comunitari, a norma dell’art. 288 T.F.U.E., ha valenza generale (c.d. portata normativa), è obbligatorio per tutti (c.d. obbligatorietà integrale) ed è direttamente applicabile (c.d. efficacia diretta). Pertanto, esso comporta l’adattamento degli ordinamenti interni ai singoli Stati membri dell’Unione europea “direttamente”, cioè immediatamente e automaticamente.

4. In base al combinato disposto di cui agli artt. 91, 93 e 99 del regolamento n. 1306/2013, al beneficiario che non rispetti le c.d. regole di condizionalità, ossia i criteri di gestione obbligatori previsti dal diritto dell’U.E. e dalle norme per il mantenimento del fondo coltivato in buone condizioni agronomiche e ambientali, non viene corrisposto il contributo quale “sanzione” per la mancata osservanza delle regole cui si è obbligato presentando la domanda di pagamento per l’erogazione dei contributi di ausilio e d’integrazione alle attività agricole: in particolare, l’art. 35 del regolamento U.E. n. 604 del 2014, che ha integrato il regolamento n. 1306 del 2013, prevede che il sostegno richiesto sia rifiutato o revocato, se non siano rispettati i criteri di ammissibilità, gli impegni e gli altri obblighi.

5. Il regolamento U.E. n. 604 del 2014 ha previsto una fattispecie tipica di silenzio-diniego in ipotesi di constatazione di mancata erogazione (o solo parziale erogazione) dell’aiuto comunitario, richiesto in pagamento con la domanda presentata in forma telematico-informatica: le espressioni regolamentari multilinguistiche denegará” (“La ayuda solicitada se denegará o se retirará”), “refusée” (“L’aide demandée est refusée ou retirée”), “refused” (“The support claimed shall be refused or withdrawn”) e, in particolare, il tedesco “abgelehnt” (“Die beantragte Förderung wird ganz abgelehnt oder zurückgenommen”) vanno infatti similmente e convergentemente interpretate nel senso di aiuto “denegato-rifiutato-respinto”.

6. Dalla lettura sistematica delle disposizioni normative U.E. si ricava chiaramente che il procedimento amministrativo per gli aiuti in agricoltura è impostato in toto in modalità telematica e informatica, attraverso l’alimentazione dei dati, informazioni e consultazione dello stato del procedimento, come anche dell’esito, attraverso il sistema S.I.A.N. (sistema informativo agricolo nazionale), di cui al d.lgs. 30 aprile 1998 n. 173. Si è dunque in presenza di una fattispecie tipica di tele-amministrazione, ossia di amministrazione in forme digitali avanzate, attraverso un sistema informatico e un portale telematico, che supera la necessità di effettuare la notificazione di un distinto provvedimento cartaceo all’indirizzo di domicilio (o anche di un atto digitale all’indirizzo P.E.C.) del destinatario.

7.Le diverse tipologie di amministrazione digitale impiegano un sistema di gestione di dati informatici e trovano rappresentazione in forma digitale su una piattaforma informatico-telematica attraverso la quale l’utente-destinatario delle decisioni amministrative ha la possibilità di interagire accedendo direttamente al proprio fascicolo e consultando tutti i dati e le comunicazioni ivi previste, a seconda della normativa di settore. La tele-amministrazione, a seconda dei casi, sostituisce in parte o in toto la necessità della comunicazione formale di provvedimenti tra amministrazione e cittadini e imprese. Una simile tipologia di amministrazione consente la conoscenza in tempo reale delle decisioni assunte dall’amministrazione e non necessita di notifiche o di altre attività notiziali, in quanto i dati e le informazioni sono ivi compiutamente rappresentate e motivate. Ne consegue che non può dirsi che vi sia alcuna forma di silenzio-inadempimento in caso di mancata notifica di un provvedimento distinto e separato dalle evidenze digitali già nella disponibilità dell’istante (o del soggetto a cui è stato conferito speciale mandato), le quali rappresentano la decisione assunta dall’amministrazione.

8. La società agricola, che voglia presentare una domanda di aiuto comunitario, può conferire ad un C.A.A., ossia ad un centro di assistenza agricola (abilitato ad operare, secondo le nome di settore), un mandato di patrocinio (art. 14 D. Mi.P.A.A.F. 27 marzo 2008), attraverso il quale – non diversamente dal mandato che è possibile presentare ad un C.A.A.F. per l’assistenza fiscale o dal mandato a un istituto di patronato per l’assistenza previdenziale e assistenziale– il soggetto mandatario agisce per conto della società agricola per la presentazione della domanda di pagamento e per la ricezione degli esiti, secondo le modalità informatico-telematiche previste.

9. I rapporti tra società agricola mandante ed il centro di assistenza mandatario, che diviene anche domiciliatario di qualsiasi comunicazione informatico-telematica contenuta nel fascicolo aziendale gestito per conto dalla impresa agricola, sono disciplinate dalle norme in materia di mandato (art. 1703 e seguenti del codice civile), integrate da quelle di settore, che disciplinano detti rapporti (art. 3-bis del d.lgs. 27 maggio 1999 n. 165; D. Mi.P.A.A.F. 27 marzo 2008). Venendo in rilievo un’obbligazione pubblicistica al pagamento di ausili finanziari europei, il mandatario (il C.A.A.) è onerato da obblighi di informazione e di trasparenza e deve adempiere con diligenza all’incarico ricevuto (art. 1710 del codice civile), salvaguardando la posizione e gli interessi della mandante azienda agricola, se del caso – tenuto conto della particolarità del soggetto assistito – fornendo adeguata consulenza, fino ad assumere un comportamento di “stimolo” nei confronti dello stesso mandante (art. 1375 cod. cv.). Tanto, allo scopo di consentire il buon fine della domanda di pagamento dei contributi comunitari, con obbligo finale di rendiconto del proprio operato (art. 1713 cod. civ.).

 

T.A.R. Puglia - Bari - Sezione II - Sentenza 29 marzo 2019*