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News


22/03/2019
Osservatorio sui diritti fondamentali

PRESENTAZIONE DELL'OSSERVATORIO SUI DIRITTI FONDAMENTALI
 
Direttore scientifico dell’Osservatorio: Alessandro Pagano; Comitato editoriale: Federico de Luca , Diotima Pagano



E’ bastevole leggere un breve estratto dalla Relazione del Presidente del Consiglio di Stato del 14 febbraio 2019 per cogliere la centralità, nell’attuale dibattito giuridico, del tema della tutela dei diritti fondamentali.

 

Afferma la Relazione:

 

“La tutela dei diritti fondamentali”

“Il secondo veicolo di integrazione in via giudiziaria è rappresentato dalla tutela dei diritti fondamentali, in forza della quale la cooperazione tra Corti nazionali ed europee ha fatto progressivamente emergere una dimensione diversa del mercato comune, non più circoscritta al solo profilo economico della persona.”

“La vicenda dei diritti fondamentali evidenzia come ‒ una volta intrapreso liberamente il processo d’integrazione ‒ gli ordinamenti nazionali non possono pretendere di “continuare a definirsi, in modo autoreferenziale, come sistemi a sé stanti, se non in nome di una sorta di nazionalismo costituzionale che contraddirebbe non solo gli obblighi internazionali, ma gli stessi principi costituzionali che esplicitamente legittimano l’apertura dello Stato al processo d’integrazione” (A.Tizzano). Sui diritti fondamentali non sono consentiti arretramenti, come ribadito anche dal Presidente della Corte di Cassazione.”

 

Ancora:

 

“Diritti fondamentali e migranti”

“Particolarmente delicato è il tema dei diritti fondamentali dei migranti.

Il diritto dell’immigrazione è ciclicamente interessato da rivisitazioni legislative e delinea uno statuto dello straniero in più parti derogatorio rispetto all’ordinario quadro di regole e valori che disciplinano il rapporto tra il pubblico potere e i cittadini. Va quindi in tensione il nucleo dei diritti fondamentali, di cui è nota l’intrinseca vocazione universalistica, come di recente sottolineato dal Presidente della Corte costituzionale.

La giurisprudenza amministrativa ha dato una dimensione concreta ai diritti fondamentali dei migranti, soprattutto quando vengano in rilievo il diritto alla salute, il diritto all’unità familiare o quello all’adeguata protezione dei minori.

Per converso, nel discernere l’arbitrio dal ragionevole esercizio del potere per ragioni di ordine e sicurezza pubblici, si è ritenuto che, pur in presenza di vincoli familiari, la particolare gravità dei reati e la loro reiterazione attribuisca carattere “autoevidente” alle ragioni alla base di un’espulsione.”

 

Centralizzando anche l’epocale tema delle discriminazioni:

 

“La definitiva cancellazione di ogni riferimento al concetto di razza”

“Il Consiglio di Stato ha avuto anche modo di occuparsi delle leggi razziali a ottanta anni dalla loro scellerata approvazione. Ed è stato detto che non si può far uso di concetti e categorie giuridiche elaborate al tempo della loro vigenza, basate sul concetto di appartenenza alla razza, per verificare oggi i presupposti della concessione dei benefici in favore dei soggetti discriminati.”

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