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News


08/02/2019
Il perfezionamento della fattispecie sostanziale generatrice di danno, in un torno di tempo anteriore all'entrata in vigore della normativa processuale ex art. 30 CPA, impedisce in modo irrimediabile l'applicazione del termine decadenziale di cui alla richiamata disposizione codicistica

1.Il perfezionamento della fattispecie sostanziale generatrice di danno, in un torno di tempo anteriore all'entrata in vigore della normativa processuale ex art. 30 CPA, impedisce in modo irrimediabile l'applicazione del termine decadenziale di cui alla richiamata disposizione codicistica.

 

2.Nel caso di illecito permanente, protraendosi la verificazione dell'evento in ogni momento della durata del danno e della condotta che lo produce, la prescrizione ricomincia a decorrere ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato per la prima volta, fino alla cessazione della predetta condotta dannosa, sicché il diritto al risarcimento sorge in modo continuo via via che il danno si produce, ed in modo continuo si prescrive, se non esercitato entro cinque anni dal momento in cui si verifica.

 

3.Nel caso dell’illecito della PA derivante dall’omessa attività provvedimentale, la scadenza del termine normativamente previsto per provvedere, in costanza degli altri profili di imputabilità e sussistenza del nesso causale, provoca un danno che si incrementa di giorno in giorno, e che cessa quando l’amministrazione adempie al suo obbligo, provvedendo.

 

4.La circostanza che il termine decadenziale ex art. 30 comma 4 c.p.a., non decorra fintanto che perdura l’inadempimento, non è il riflesso normativo di un mutamento della disciplina sostanziale dell’illecito omissivo ad effetti permanenti, ma è soltanto un temperamento delle conseguenze della neointrodotta disciplina decadenziale sulla dinamica dell’illecito omissivo, finalizzato ad evitare che il dies a quo del relativo termine segua l’evolversi giornaliero e continuo della produzione del danno secondo uno schema che, avuto riguardo alla non interrompibilità del termine decadenziale, sarebbe del tutto irragionevole sul piano giudiziario.

Consiglio di Stato - Sezione III - Sentenza 5 febbraio 2019*