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News


31/01/2019
E' rimesso alla Corte di giustizia il quesito interpretativo pregiudiziale: "se il diritto dell’Unione europea osti a una disciplina nazionale in base alla quale la mancata indicazione dei costi della manodopera e degli oneri per la sicurezza dei lavoratori comporti comunque l’esclusione dalla gara senza che il concorrente stesso possa essere ammesso poi al c.d. ‘soccorso istruttorio’".

Va formulato alla Corte di giustizia dell’Unione Europea ai sensi dell’art. 267 del T.F.U.E. il seguente quesito interpretativo pregiudiziale: se il diritto dell’Unione europea (e segnatamente i princìpi di legittimo affidamento, di certezza del diritto, di libera circolazione, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi) ostino a una disciplina nazionale (quale quella di cui agli articoli 83, comma 9, 95, comma 10 e 97, comma 5 del ‘Codice dei contratti pubblici’ italiano) in base alla quale la mancata indicazione da parte di un concorrente a una pubblica gara di appalto dei costi della manodopera e degli oneri per la sicurezza dei lavoratori comporta comunque l’esclusione dalla gara senza che il concorrente stesso possa essere ammesso in un secondo momento al beneficio del c.d. ‘soccorso istruttorio’, pur nell’ipotesi in cui la sussistenza di tale obbligo dichiarativo derivi da disposizioni sufficientemente chiare e conoscibili e indipendentemente dal fatto che il bando di gara non richiami in modo espresso il richiamato obbligo legale di puntuale indicazione.

Consiglio di Stato - Adunanza plenaria - Ordinanza 24 gennaio 2019*