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News


31/01/2019
Sull’irrilevanza della mancata verbalizzazione dei dati delle offerte economiche.

1. La dovuta prevalenza da attribuire alle espressioni letterali, se chiare, contenute nel bando esclude ogni ulteriore procedimento ermeneutico per rintracciare pretesi significati ulteriori e preclude ogni operazione intesa ad evidenziare significati inespressi e impliciti, che rischierebbe di vulnerare l'affidamento dei partecipanti e la par condicio dei concorrenti.
 
2. Nelle procedure relative all’affidamento dei servizi la valutazione dell’offerta può tenere in considerazione la pregressa esperienza del lavoratore, come anche la solidità ed estensione della sua organizzazione di impresa: sotto tale profilo, appare pertanto legittimo che tra gli elementi oggetto di valutazione possa rientrare anche il pregresso positivo svolgimento di servizi analoghi a quello oggetto di gara per un importo significativo, a condizione tuttavia, che il bando di gara non attribuisca all’esperienza un peso ponderale di per sé decisivo ai fini della aggiudicazione della gara.
 
3. La mancata verbalizzazione dell’offerta economica, di per sé, non vale ad inficiare né l’attendibilità del verbale, quale atto pubblico; né, in assenza di specifiche censure nei confronti delle offerte economiche, l’ulteriore prosieguo della gara. La verbalizzazione dell’offerta è uno strumento volto a dare pubblicità alle sedute di gara, rispondendo all'esigenza di tutela non solo della parità di trattamento dei concorrenti, ma anche dell’interesse pubblico alla trasparenza e all’imparzialità dell'azione amministrativa, le cui conseguenze negative sono difficilmente apprezzabili ex post una volta rotti i sigilli ed aperti i plichi, in mancanza di un riscontro immediato. Tuttavia, in assenza di una specifica contestazione atta anche solo a mettere in dubbio che le offerte abbiano subito modifiche, la mancata verbalizzazione delle stesse ben può ricondursi ad una mera irregolarità, non idonea ad integrare un vizio di legittimità della procedura.
 
4. In tema di affidamento del servizio di assistenza specialistica a favore degli alunni disabili, la scelta della Stazione Appaltante di ridurre i termini minimi di ricezione delle offerte di cui all’art. 60, comma 1 del D. Lgs. n. 50/2016 trova giustificazione nelle ragioni di urgenza sottese all’espletamento del servizio. Infatti, nella specie, la gara si collocava nel periodo coincidente con l’inizio dell’anno scolastico.

Consiglio di Stato - Sezione VI - Sentenza 14 gennaio 2019*