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22/10/2020

News


29/01/2019
Sulla incompatibilità con il diritto comunitario del controllo di legittimità, da parte degli organi giurisdizionali nazionali, sugli atti della procedura sull’accesso all’attività e sulla vigilanza prudenziale degli e

L’art. 263 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso osta a che gli organi giurisdizionali nazionali esercitino un controllo di legittimità sugli atti di avvio, preparatori o di proposta non vincolante adottati dalle autorità nazionali competenti nell’ambito della procedura prevista agli artt. 22 e 23, Dir. 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la dir. 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE, all’art. 4, par. 1, lett. c), e all’art. 15 del Reg. UE n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, nonché agli articoli da 85 a 87 del Reg. UE n. 468/2014 della BCE, del 16 aprile 2014, che istituisce il quadro di cooperazione nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la BCE e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (Regolamento quadro sull’MVU).
È al riguardo irrilevante la circostanza che un giudice nazionale sia stato investito di un’azione specifica di nullità per asserita violazione del giudicato formatosi su una decisione giudiziaria nazionale.

Corte di giustizia dell'Unione europea - Grande Sezione - Sentenza 19 dicembre 2018*