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il Tribunale di Roma al n. 106 del
22/10/2020

News


15/01/2019
La valutazione da parte della P.A. di illeciti professionali conosciuti aliunde e non valutati rilevanti non comporta l’esclusione del concorrente che ha omesso di dichiararli.

1. In materia di appalti pubblici, l’obbligo dichiarativo relativo alla condizione di irregolarità fiscale vale solo per le eventuali pendenze tributarie tuttora in atto e che dunque, anche nel caso in cui si voglia in ipotesi assimilare – quanto a effetti pratici – l’omissione dichiarativa alla resa di una dichiarazione non veritiera è comunque onere preciso dei concorrenti allegare e dimostrare che al momento della dichiarazione stessa i precedenti obblighi tributari (che hanno giustificato l’esclusione da altra procedura di gara) sono ormai stati definitivamente assolti.
 
2. Una precedente esclusione per irregolarità fiscale non può assumere rilievo, quale motivo di esclusione, in termini di grave illecito professionale, e quindi quale circostanza da dichiarare, allorché tale condizione sia stata superata al momento della presentazione della domanda di partecipazione.
 
3. In materia di appalti pubblici, la Stazione Appaltante venuta a conoscenza prima dell’aggiudicazione della gara – anche per fatto di terzo – di uno o più precedenti illeciti professionali omessi dall’operatore economico può ritenere gli stessi non rilevanti nemmeno sotto il profilo dichiarativo a elidere l’affidabilità e/o l’integrità dell’offerente; di conseguenza, una tale valutazione – connotata da eminenti profili di discrezionalità tecnica – non potrà essere invalidata dal giudice amministrativo, se non eventualmente nel caso di un’evidente erronea rappresentazione dei fatti sottoposti a giudizio o di abnormità dello stesso.

Consiglio di Stato - Sezione V - Sentenza 9 gennaio 2019*