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News


11/01/2019
Sull'illegittimità della revoca totale di un contributo pubblico già erogato in caso di interdittiva antimafia sopravvenuta.

È illegittima la revoca totale di un contributo pubblico, conseguente a informativa antimafia sopravvenuta, nelle ipotesi in cui non sia stato fatto salvo, al momento della revoca del finanziamento, il pagamento del valore delle opere già eseguite e, quindi, consistente in somme già erogate, ove il finanziamento sia stato elargito sulla base di una prima informativa liberatoria. Infatti, l’art. 11, co. 2, D.P.R. n. 252/1998 fa “salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità eseguite”. La particolare nozione di “utilità conseguite” va estesa anche a quei vantaggi generali che l’esecuzione del programma finanziato aveva di mira, che sono da accettarsi da parte della Pubblica Amministrazione in termini di effettività sul presupposto che – in un contesto che dovrebbe essere ispirato a serietà e a premialità delle iniziative private avviate in zone svantaggiate, il che non sempre avviane – ogni attività della Pubblica Amministrazione che importa erogazione di provvidenze economiche è (deve essere) finalizzata a scopi di interesse pubblico e questi ultimi si sostanziano in benefici collettivi, immediatamente o mediatamente riconducibili all’esercizio del potere.
 

Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana - Sezione Giurisdizionale - Sentenza 4 gennaio 2019*