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News


23/11/2018
La Corte Suprema torna a pronunciarsi sui criteri di riparto della giurisdizione ove siano implicate le attività facenti capo a società partecipate di Enti Locali

La Corte Suprema (sent.n. 22406/2028) torna a pronunciarsi sui criteri di riparto della giurisdizione ove siano implicate le attività facenti capo a società partecipate di Enti Locali.
E’ bene comprendere come la problematica abbia la sua radice nella cd “neutralità delle forme organizzatorie” utilizzabili dai soggetti pubblici e regolate dal diritto comune: ne derivano ex pluris gli anzidetti problemi di investigazione circa l’organo giurisdizionale chiamato a dirimere le relative controversie.
Uno snodo orientativo deve essere individuato nel principio (ripreso anche dalla presente decisione) secondo cui spetta al Giudice Ordinario la giurisdizione in ordine all'azione di risarcimento dei danni subiti da una società a partecipazione pubblica per effetto di condotte illecite degli amministratori o dei dipendenti, non essendo in tal caso configurabile, avuto riguardo all'autonoma personalità giuridica della società, nè un rapporto di servizio tra l'agente e l'ente pubblico titolare della partecipazione, nè un danno direttamente arrecato allo Stato o ad altro ente pubblico, idonei a radicare la giurisdizione della Corte dei Conti.
Nel medesimo alveo va collocata la decisione della Corte Suprema (sent. n. 22409/2018) che, distinguendo fra la giurisdizione della Corte dei Conti per danno erariale e quella spettante al Giudice Ordinario, precisa come non sia risolutiva la partecipazione pubblica, anche se totalitaria, in una società di capitali, sussistendo la giurisdizione della Corte di Conti “nei soli casi in cui sia prospettato un danno arrecato dal rappresentante della società partecipata al socio pubblico in via diretta (non, cioè, quale mero riflesso della perdita di valore della partecipazione sociale)”.
Non riscontrandosi alterità soggettiva, appartiene parimenti alla Corte dei Conti la giurisdizione per la responsabilità degli organi sociali per danni cagionati al patrimonio delle società cc.dd. in house provinding. (sent.n. 22409/2018).
Dalla sentenza innanzi citata (sent. n. 22406/2018) si ricava, per contro, la giurisdizione del G.O. in tema di società partecipata da un ente locale, pur quando costituita secondo il modello del cd. in house providing, con riferimento alle azioni concernenti la nomina o la revoca di amministratori e sindaci, ai sensi dell'art. 2449 cod. civ., che spettano alla giurisdizione del giudice ordinario, non di quello amministrativo, perché investono atti compiuti dall'ente pubblico uti socius, non jure imperii, e posti in essere a valle della scelta di fondo per l'impiego del modello societario.
(Per una efficace sintesi della disciplina del modello in house, cfr., da ultimo, il parere del CdS Consiglio di Stato - Sezione Prima Adunanza di Sezione – n. 02583/2018 – 8 novembre 2018) ( https://www.giustamm.it/bd/giurisprudenza/24566 ) .

REDAZIONE - Approfondimento tematico 23 novembre 2018*