Per smaltire l'arretrato (e, contemporaneamente, per evitare il formarsi di nuovo arretrato), la questione, in una realta' come la nostra (vista dall’interno), si pone in termini abbastanza semplici, ossia: lavorare di piu' e/o lavorare meglio per essere piu' produttivi.
Il primo problema e' capire se:
1. dobbiamo lavorare di piu' (in quanto stiamo lavorando poco in proporzione alla paga – in senso lato - ricevuta);
oppure
2. Dobbiamo lavorare meglio (in quanto il tempo e le energie dedicate al lavoro, pur essendo proporzionate alla paga, vengono impiegate male con sacche di inefficienza che possono essere recuperate);
oppure
3. Dobbiamo lavorare di piu' e meglio.
Rispondere a questi interrogativi e' gia' abbastanza difficile, a meno che si voglia spacciare per risposte serie (in termini razionali e organizzativi) battute sparate piu' o meno a casaccio a seconda dell'umore, del sentito dire, della propria esperienza, delle ambizioni e di altre considerazioni personali che sono relative, parziali e spesso opinabili.
Una volta individuato cosa dobbiamo fare bisogna poi chiedersi "come si fa", "chi lo fa" ed, eventualmente, "come si incentiva a farlo".
I quesiti anche qui si moltiplicano e valgono le stesse regole sul come interpretare le varie risposte.
Ad esempio, se scopriamo che dobbiamo lavorare di piu', e' necessario poi chiedersi se "tutti" devono lavorare di piu' (perché gli attuali limiti sul carico di lavoro sono inadeguati), oppure se e' solo "qualcuno" che deve lavorare di piu' (perche', di fatto, lavora al di sotto dei limiti stabiliti; limiti che io cerco sempre di considerare "qualitativi" e non "quantitativi", nel senso che, ad es., 6 ricorsi assegnatimi da un presidente "nemico" possono richiedere un impegno "1,2,3,4...n" volte superiore rispetto a 6 ricorsi assegnatimi da un presidente "amico").
Se, invece, scopriamo che dobbiamo lavorare meglio, allora qui occorre capire se questo meglio riguarda il supporto che riceviamo dalle segreterie oppure lo studio del fascicolo oppure la redazione dei provvedimenti oppure tutte queste cose insieme e, ovviamente, proporre i conseguenti rimedi (in quanto e' inutile individuare la malattia se poi non si fornisce la relativa cura, come e' ovviamente inutile fare diagnosi sbagliate e proporre cure altrettanto sbagliate).
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