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	<title>9840 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>9840 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 26/10/2005 n.9840</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-26-10-2005-n-9840/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-26-10-2005-n-9840/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 26/10/2005 n.9840</a></p>
<p>Pres. BACCARINI, Est. CARELLA; soc. SIFIN s.r.l.(Avv. M. Terrigno) c. AZIENDA USL ROMA H (Avv. E. Possi) sull&#8217;inoperatività della perpetuatio jurisdictionis quando la norma attributiva della giurisdizione è dichiarata incostituzionale Giurisdizione e competenza – Controversia avente ad oggetto il rimborso di compensi e di spese concernenti prestazioni sanitarie &#8211; Giudizio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-26-10-2005-n-9840/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 26/10/2005 n.9840</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-26-10-2005-n-9840/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 26/10/2005 n.9840</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. BACCARINI, Est. CARELLA;<br /> soc. SIFIN s.r.l.(Avv. M. Terrigno) c. AZIENDA USL ROMA H (Avv. E. Possi)</span></p>
<hr />
<p>sull&#8217;inoperatività della perpetuatio jurisdictionis quando la norma attributiva della giurisdizione è dichiarata incostituzionale</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Giurisdizione e competenza – Controversia avente ad oggetto il rimborso di compensi e di spese concernenti prestazioni sanitarie &#8211; Giudizio instaurato precedentemente alla sentenza della Cort. Cost. n. 204/04 – Difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo – Sussiste.</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>Non opera la <i>perpetuatio jurisdictionis</i> di cui all’articolo 5 c.p.c., quando la norma che attribuisce la giurisdizione è successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima. Pertanto va dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie inerenti al rimborso di compensi e di spese concernenti prestazioni sanitarie rese in regime di accreditamento, anche se il giudizio è stato instaurato precedentemente alla sentenza costituzionale n. 204 del 5/6 luglio 2004, che ha escluso la cognizione del giudice amministrativo in materia.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</b></p>
<p align=center><b>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio<br /> &#8211; sez 3^ &#8211;</b></p>
<p>&#8211; così composto:<br />
Stefano BACCARINI<b>	</b>-Presidente <br />	<br />
Vito  CARELLA	-Consigliere relatore<br />	<br />
Alessandro DE LEONI	#NOME?																																																																																												</p>
<p>ha pronunciato la seguente</p>
<p align=center><b>SENTENZA</b></p>
<p>sul ricorso n. r.g. 10854/00 proposto da<br />
<b>soc. SIFIN s.r.l.</b>, rappresentata e difesa dall’avv. Massimiliano Terrigno ed  elettivamente domiciliata presso il suo studio, in Roma, via Emilia n. 46;</p>
<p align=center>contro</p>
<p>&#8211;	l’<b>AZIENDA USL ROMA H</b>, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Enrica Possi ed elett.te domicliata presso il suo studio in Roma, Via Ariosto, 9;																																																																																												</p>
<p>per l’accertamento<br />
e la condanna dell’Azienda USL RM/H, al pagamento in favore della ricorrente della somma di lire 328.414.272 (lire trecentoventottomilioniquattrocentoquattordicimiladuecentosettantadue), oltre interessi;</p>
<p> Visto il ricorso con i relativi allegati;<br />
Viste le memorie difensive depositate;<br />
Visti gli atti tutti della causa;<br />
Uditi alla pubblica udienza del 6 aprile 2005, relatore il Cons. Vito Carella, i difensori delle parti, come da verbale;<br />
Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue</p>
<p align=center><b>FATTO E DIRITTO</b></p>
<p>1. Con atto introduttivo, la ricorrente chiedeva al Tribunale adito l’accertamento e la condanna al pagamento delle somme in epigrafe già indicate e per le causali in ricorso riportate.<br />
L’Amministrazione sanitaria intimata si è costituita in giudizio, depositando memoria difensiva.<br />
Nella Camera di Consiglio fissata per provvedere sull’istanza ex art. 186 ter c.p.c., il Tribunale accoglieva la detta istanza e condannava l’Azienda USL RM/H al pagamento in via provvisionale, della somma di lire 323.365.514 oltre interessi, con ordinanza n. 338 del 20 dicembre 2001.<br />
Nelle more della decisione di tale ricorso, come in epigrafe rubricato, è sopravvenuta la sentenza n. 204 del 5/6 luglio 2004, che ha escluso la cognizione del giudice amministrativo in materia.<br />
<b>2.</b> In proposito, deve rilevare il Collegio che l’articolo 33, comma 1, del D.Lgs. 31 marzo 1998, n° 80, come sostituito dall’art. 7, lettera a), della legge 21 luglio 2000, n° 205, nel testo reso conforme a Costituzione dalla sentenza della Corte Costituzionale n° 204 del 6/7/2004, limita la giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo alle controversie relative a concessione di pubblici servizi, escluse quelle concernenti corrispettivi, ovvero relative a provvedimenti amministrativi, all’affidamento di un pubblico servizio ed alla vigilanza e controllo nei confronti del gestore.<br />
Ciò premesso, non può non considerare lo stesso Collegio, che, in relazione alla data di deposito del presente ricorso, antecedente a quello della pubblicazione della citata sentenza della Corte Costituzionale, non opera la <i><b>perpetuatio jurisdictionis</b></i> di cui all’articolo 5 c.p.c., quando la norma che fonda la giurisdizione è successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima, atteso che detta norma, a differenza di quella abrogata, non può essere assunta a canone di valutazione di situazioni o di rapporti anteriori alla pubblicazione della pronunzia di incostituzionalità, data l’efficacia retroattiva che assiste tale tipo di pronunzie della Corte Costituzionale (<i>cfr. Cassazione Sezione Unite Civili  n° 6487 del 6/5/2002</i>).<br />
In sintesi, avuto presente che la controversia in questione, siccome inerente al rimborso di compensi e di spese concernenti prestazioni sanitarie rese in regime di accreditamento attiene a profili di meri corrispettivi rientranti nella giurisdizione del Giudice Ordinario (<i>Cassazione Sez.Un.Civ. n° 7160 del 9/5/2003</i>), non può questo Giudice non dichiarare il proprio difetto di giurisdizione e disporre anche la revoca del decreto ingiuntivo emesso dal Presidente pro-tempore della Sezione, estendendosi gli effetti retroattivi della citata pronunzia del Giudice delle Leggi anche al procedimento sommario in esito al quale è stato emanato il contestato decreto ingiuntivo.<br />
<b>3.</b> Il ricorso va quindi dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito.<i><br />
</i>Circa le spese, diritti ed onorari del presente giudizio ritiene il Collegio che le stesse possano essere integralmente compensate tra le parti, sussistendo, in ogni caso, giusti motivi per disporre in tal modo.</p>
<p align=center><b>P . Q . M .</b></p>
<p>il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio -sez. 3- definitivamente pronunziando:<br />
1) dichiara il proprio difetto di giurisdizione;<br />
2)	revoca l’ordinanza n. 338 del 20 dicembre 2001;<br />	<br />
3)	compensa le spese di lite.<br />	<br />
Ordina che la sentenza sia eseguita dall&#8217;autorità amministrativa.<br />
Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 6 aprile 2005.</p>
<p>Stefano BACCARINI &#8211; Presidente<br />
Vito CARELLA &#8211; Estensore</p>
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