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	<title>8352 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>8352 Archivi - Giustamm</title>
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	<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione VI &#8211; Sentenza &#8211; 24/5/2010 n.8352</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-vi-sentenza-24-5-2010-n-8352/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-vi-sentenza-24-5-2010-n-8352/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione VI &#8211; Sentenza &#8211; 24/5/2010 n.8352</a></p>
<p>Pres. R. Conti, est. R. Cicchese Biagio Carannante (Avv. Raffaele Affuso) c. Comune di Pozzuoli (Avv. Aldo Starace) sulla demolizione di opere di completamento di un manufatto sul quale pende una domanda di condono non ancora esitata dalla P.A. 1. Edilizia ed Urbanistica – Ordinanza di demolizione – Notificata prima</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-vi-sentenza-24-5-2010-n-8352/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione VI &#8211; Sentenza &#8211; 24/5/2010 n.8352</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-vi-sentenza-24-5-2010-n-8352/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione VI &#8211; Sentenza &#8211; 24/5/2010 n.8352</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. R. Conti, est. R. Cicchese<br />  Biagio Carannante (Avv. Raffaele Affuso) c. Comune di Pozzuoli (Avv. Aldo Starace)</span></p>
<hr />
<p>sulla demolizione di opere di completamento di un manufatto sul quale pende una domanda di condono non ancora esitata dalla P.A.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">1. Edilizia ed Urbanistica – Ordinanza di demolizione – Notificata prima dell’esitazione di domanda di rilascio di condono edilizia – Illegittimità – Ragioni 	</p>
<p>2. Edilizia ed Urbanistica – Opere di completamento – Manufatto sul quale pende una domanda di condono – Sanzione pecuniaria in luogo della demolizione – Inconfigurabiltà</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>1.  Una volta presentata un’istanza di concessione in sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/01, in assenza di preventiva determinazione su quest’ultima ed in pendenza del relativo procedimento, è illegittima l’adozione di un provvedimento sanzionatorio repressivo dell’abuso edilizio commesso, essendo l’Autorità urbanistica venuta meno ad un preciso obbligo su di lei incombente di determinarsi sull’istanza medesima prima di procedere all’irrogazione delle sanzioni definitive; e, ciò, all’evidenza, per non correre il rischio che, portata ad esecuzione l’ingiunzione a demolire, vanificato risulterebbe un eventuale provvedimento di accoglimento dell’istanza di concessione in sanatoria per la conseguente impossibilità di restituire alla legalità un’opera non più esistente (1)	</p>
<p>2. Nelle ipotesi di realizzazioni di opere a completamento di manufatti per i quali è pendente un’istanza di condono non ancora esitata dall’Amministrazione (come nella specie) non può essere invocata la sanzione pecuniaria in luogo della demolizione in quanto tali opere di completamento non possono che essere qualificate come opere abusive (2)<br />	<br />
<b/>&#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211; &#8211;	</p>
<p>1. cfr. Consiglio di Stato, Sez. IV, 19 febbraio 2008, n. 849;	</p>
<p>2. cfr. TAR Campania – Napoli, Sez. IV, 24 novembre 2009, n. 7961</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p><b></p>
<p align=center>REPUBBLICA ITALIANA<br />	<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO<br />	<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania<br />	<br />
(Sezione Sesta)</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
</b>ha pronunciato la presente<br />	<br />
<b><P ALIGN=CENTER>SENTENZA</p>
<p>	<br />
<P ALIGN=JUSTIFY><br />	<br />
</b>ex art. 21 e 26 della legge 1034/71 e successive modifiche e integrazioni,<br />
sul ricorso numero di registro generale 2060 del 2010, proposto da<br />
<b>Biagio Carannante</b>, rappresentato e difeso dall&#8217;avv. Raffaele Affuso, domiciliato, ex lege in Napoli, presso la Segreteria del T.A.R.; </p>
<p><i></p>
<p align=center>contro<br />	
</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
</i>il <b>Comune di Pozzuoli</b>, in persona del sindaco p.t., rappresentato e difeso dall&#8217;avv. Aldo Starace, presso il cui studio in Napoli, alla Riviera di Chiaia, 207, è elettivamente domiciliato; </p>
<p><i></p>
<p align=center>per l&#8217;annullamento<br />	<br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia,<br />	
</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
</i>dell&#8217;ordinanza di demolizione n. 4482 del 9.02.2010, notificata in data 12.02.2010, con la quale si ingiunge la demolizione delle opere realizzate alla Via Cuma Licola n.98;<br />	<br />
di ogni altro atto connesso, collegato e conseguente.</p>
<p>Visto il ricorso con i relativi allegati;<br />	<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio del Comune di Pozzuoli;<br />	<br />
Viste le memorie difensive;<br />	<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />	<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 05/05/2010 il dott. Roberta Cicchese e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;<br />	<br />
Avvisate le stesse parti ai sensi dell&#8217;art. 21 decimo comma della legge n. 1034/71, introdotto dalla legge n. 205/2000;</p>
<p>Rilevato che il ricorrente impugna il provvedimento con il quale il comune di Pozzuoli gli ha ingiunto la demolizione di un manufatto con struttura portante e copertura in legno, realizzato in aderenza ad una preesistenza edilizia di circa 65 metri quadrati a sua volta oggetto di domanda di condono edilizio non ancora esitato;<br />	<br />
Rilevato che le opere sono state realizzate in assenza di titolo abilitativo in comune assoggettato a vincolo paesistico;<br />	<br />
Ritenuto di prescindere dall’esame dell’eccezione di inammissibilità del gravame formulata dal comune resistente in ragione dall’infondatezza del ricorso:<br />	<br />
Ritenuto che debbano essere respinti il primo e il secondo motivo di doglianza, con i quali il ricorrente ha rappresentato di aver inoltrato al comune una istanza di accertamento di conformità urbanistica ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. 380/2001;<br />	<br />
Considerato, infatti che, come più volte affermato, anche da questa sezione, la proposizione di una istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. 380/2001, in tempo successivo all’emissione dell’ordinanza di demolizione, incide unicamente sulla possibilità dell’amministrazione di portare ad esecuzione la sanzione, ma non si riverbera sulla legittimità del precedente provvedimento di demolizione (cfr. Consiglio di Stato sez, IV, 19 febbraio 2008 n. 849);<br />	<br />
Ritenuto che debba essere respinto anche il terzo motivo di doglianza, con il quale il ricorrente ha lamentato violazione dell’art. 33, comma 2, del d.P.R. 380/2001 per non avere il comune valutato la possibilità di irrogare una sanzione pecuniaria in luogo di quella ripristinatoria;<br />	<br />
Considerato che la norma invocata si applica alle ipotesi di “interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità “, mentre nel caso in esame l’attività posta in essere in assenza di permesso di costruire, accedendo ad un fabbricato a sua volta oggetto di un procedimento di condono non concluso, poteva essere proseguita solo previo ottenimento della autorizzazione di cui all’art. 35, comma 13, della l. 47/1985, in assenza della quale l’attività edilizia posta in essere deve essere qualificata come sicuramente abusiva (cfr., T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 24 novembre 2009 , n. 7961);<br />	<br />
Ritenuto di porre a carico della parte soccombente le spese liquidate come in dispositivo;<br />	<br />
<b><P ALIGN=CENTER>P.Q.M.<br />	
</p>
<p>	<br />
<P ALIGN=JUSTIFY><br />	<br />
</b>Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sede di Napoli, sez. VI, respinge il ricorso.<br />	<br />
Condanna il ricorrente al pagamento, in favore del Comune resistente, delle spese processuali, liquidate in complessivi € 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre IVA e CPA, come per legge.<br />	<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall&#8217;autorità amministrativa.<br />	<br />
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 05/05/2010 con l&#8217;intervento dei Magistrati:<br />	<br />
Renzo Conti, Presidente<br />	<br />
Arcangelo Monaciliuni, Consigliere<br />	<br />
Roberta Cicchese, Primo Referendario, Estensore<br />	<br />
DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />	<br />
Il 24/05/2010	</p>
<p align=center>
<p>	</p>
<p align=justify>
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