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	<title>7764 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>7764 Archivi - Giustamm</title>
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	<item>
		<title>Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 23/4/2004 n.7764</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-23-4-2004-n-7764/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2004 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-23-4-2004-n-7764/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 23/4/2004 n.7764</a></p>
<p>Antonio Saggio &#8211; Presidente; Francesco Genovese &#8211; Estensore Massimo Carosi, Luca Bruno, Antonio Raffaeli (avv. Carlo Cironi) contro Comune di Pizzoli (Cesidio Gualtieri) in materia di liquidazione del compenso degli arbitri 1. Arbitri &#8211; Compenso &#8211; Liquidazione &#8211; Compenza funzionale &#8211; Del Presidente del Tribunale &#8211; Ai sensi dell&#8217;art. 814</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-23-4-2004-n-7764/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 23/4/2004 n.7764</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-23-4-2004-n-7764/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 23/4/2004 n.7764</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Antonio Saggio &#8211; Presidente; Francesco Genovese &#8211; Estensore<br /> Massimo Carosi, Luca Bruno, Antonio Raffaeli (avv. Carlo Cironi) contro Comune di Pizzoli (Cesidio Gualtieri)</span></p>
<hr />
<p>in materia di liquidazione del compenso degli arbitri</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">1. Arbitri &#8211; Compenso &#8211; Liquidazione &#8211;  Compenza funzionale &#8211; Del Presidente del Tribunale &#8211;  Ai sensi dell&#8217;art. 814 cod. proc. civ.- Principio della delegabilita&#8217; delle funzioni giurisdizionali &#8211; Ai sensi dell&#8217;art. 104 ord. giud. &#8211; Ammissibilita&#8217; &#8211; Fondamento &#8211; Limiti &#8211; Diritto tabellare vigente.</p>
<p>2. Liquidazione &#8211;  Compenza funzionale &#8211; Del Presidente del Tribunale &#8211; Ai sensi dell&#8217;art. 814 cod. proc. civ.- Principio della delegabilita&#8217; delle funzioni giurisdizionali &#8211; Ai sensi dell&#8217;art. 104 ord. giud. &#8211; Ammissibilita&#8217; &#8211; Fondamento &#8211; Limiti &#8211; Diritto tabellare vigente.</p>
<p>3. Minimi degli onorari &#8211; Inderogabilita&#8217; &#8211; Violazione trattato  Cee &#8211; Esclusione &#8211; Fondamento &#8211; Deliberazione del Consiglio Nazionale Forense approvata con D.M. n. 392/1990 &#8211; Natura.</p>
<p>4. Liquidazione da parte del presidente  del  Tribunale dell&#8217;onorario ad avvocati per lo svolgimento di attivita&#8217;  quali  arbitri  &#8211; Epoca successiva al 1 aprile 1995 &#8211; Riferimento       alla  tariffa professionale  &#8211; Necessita&#8217; Limiti &#8211; Collegio arbitrale  composto non  esclusivamente  da avvocati &#8211; Liquidazione del compenso  ex art.  814, secondo comma, cod. proc. civ. &#8211; Adozione di criteri equitativi  secondo il prudente apprezzamento del presidente del Tribunale  &#8211;  Eventuale ricorso ad altri parametri &#8211; Ammissibilita&#8217; &#8211; Fattispecie.</p>
<p>5. Liquidazione dell&#8217;onorario e delle  spese  degli arbitri &#8211; Ordinanza del Presidente del Tribunale &#8211; Ricorribilita&#8217;  in  Cassazione  ex. art. 111 Cost. &#8211; Limiti del sindacato &#8211; Omessa motivazione &#8211; Configurabilita&#8217; &#8211; Condizioni &#8211; Fattispecie.</p>
<p>6. Impugnazioni civili &#8211; cassazione (ricorso per) &#8211; provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita&#8217;) &#8211; in genere &#8211; Liquidazione dell&#8217;onorario e delle  spese  degli arbitri &#8211; Ordinanza del Presidente del Tribunale &#8211; Ricorribilita&#8217;  in  Cassazione  ex. art. 111 Cost. &#8211; Limiti del sindacato &#8211; Omessa motivazione &#8211; Configurabilita&#8217; &#8211; Condizioni &#8211; Fattispecie.</span></span></span></p>
<hr />
<p>1. In materia di liquidazione del compenso agli arbitri, ai sensi<br />
dell&#8217;art. 814 cod. proc. civ., il Presidente del tribunale, cui<br />
spetta la competenza funzionale a provvedere, ha il potere di<br />
delegare tale attivita&#8217;, che la legge gli riserva, ai sensi dell&#8217;art.<br />
104 ord. giudiudiziario. Tale previsione, infatti, va interpretata in<br />
via evolutiva e cioe&#8217; comprendendo nel concetto di impedimento,<br />
presupposto del potere di delegazione, anche le quotidiane ragioni di<br />
ufficio che tengono impegnato il presidente del Tribunale nelle<br />
attivita&#8217; di organizzazione della giurisdizione, nella direzione di<br />
unita&#8217; operative complesse e nella gestione delle risorse umane e<br />
materiali funzionali all&#8217;erogazione di un servizio efficiente (art.<br />
97 Cost.) reso in tempi ragionevoli (art. 111 Cost.). Valori<br />
costituzionali che, unitamente ai principi dell&#8217; imparzialita&#8217; e<br />
dell&#8217;indipendenza nonche&#8217; del giudice naturale hanno consentito<br />
l&#8217;assorbimento delle regole di ordinamento giudiziario nell&#8217;ambito<br />
del cd. diritto tabellare, ossia nella disciplina dinamica delle<br />
designazioni dei singoli giudici in relazione agli affari giudiziari<br />
(In applicazione di tale principio, la Corte ha respinto il ricorso<br />
degli arbitri che chiedevano la cassazione del provvedimento di<br />
liquidazione del loro compenso perche&#8217; il provvedimento era stato<br />
adottato da un giudice delegato dal Presidente del Tribunale, ma<br />
senza alcuna indicazione riguardante la violazione di regole<br />
tabellari vigenti in quell&#8217;Ufficio e poste in rispondenza delle<br />
circolari dettate dal CSM tale materia).</p>
<p>2. In tema di tariffe professionali degli avvocati, e&#8217; valida la<br />
disposizione  statale  che  fissa il principio della normale<br />
inderogabilita&#8217; dei minimi degli  onorari, atteso che la Corte di<br />
giustizia delle comunita&#8217; europee, con la  sentenza  19  febbraio<br />
2002, causa C-35/99, pronuncia vincolante per ogni organo<br />
giurisdizionale  degli Stati membri, ha dichiarato che &#8220;gli artt. 5 e<br />
85  del  trattato CEE (divenuti artt. 10 Ce e 81 Ce) non ostano<br />
all&#8217;adozione, da  parte  di uno Stato membro, di norme che approvino,<br />
sulla base di un progetto  stabilito da un ordine professionale, una<br />
tariffa che fissa dei minimi e  dei  massimi  per  gli onorari dei<br />
membri dell&#8217;ordine, a condizione che lo Stato  stesso eserciti a<br />
mezzo dei suoi organi controlli nei momenti dell&#8217;approvazione  della<br />
tariffa e della liquidazione degli onorari; inoltre, atteso che la<br />
stessa sentenza ha ritenuto che nel procedimento di approvazione<br />
della tariffa  forense  italiana,  il  consiglio nazionale forense<br />
esercita solo un potere  di proposta mentre la tariffa e&#8217; emanata dal<br />
Ministro della Giustizia nell&#8217;esercizio  di  un proprio potere, deve<br />
escludersi che il d.m. n. 392 del 1990  integri  un  regolamento<br />
adottato da una autorita&#8217; non statale in forza di un autonomo potere<br />
conferito da leggi speciali.</p>
<p>3. In  tema di arbitrato, a partire dall&#8217;1 aprile 1995, l&#8217;onorario<br />
spettante agli  arbitri,  che  siano anche avvocati, deve essere<br />
liquidato in base alla tariffa  professionale,  senza  possibilita&#8217;<br />
per il presidente del Tribunale, che  procede alla sua liquidazione,<br />
di fare ricorso a criteri equitativi, atteso  che il D.M. 5 ottobre<br />
1994, n. 585 &#8211; con il quale e&#8217; stata approvata la delibera  del<br />
Consiglio nazionale forense in data 12 giugno 1993, che stabilisce  i<br />
 criteri  per la  determinazione degli onorari, dei diritti e delle<br />
indennita&#8217;  spettanti  agli  avvocati,  a  partire dall&#8217;1 aprile<br />
1995, per le prestazioni  giudiziali, in materia civile e penale, e<br />
stragiudiziali &#8211; prevede  al  punto  9) della tabella  relativa  alla<br />
 attivita&#8217; stragiudiziale gli onorari  spettanti  al collegio<br />
composto da avvocati, indicandone il minimo e il massimo  secondo il<br />
valore  della controversia. Tuttavia, tale disposizione, contenuta<br />
nella disciplina dei compensi per l&#8217;attivita&#8217; forense  anche<br />
stragiudiziale  e pertinente, quindi, ai soli soggetti iscritti al<br />
relativo  albo  e solo nei loro confronti vincolante, non puo&#8217;<br />
trovare applicazione con riguardo ai collegi arbitrali a composizione<br />
mista, nei quali gli avvocati non rappresentino la totalita&#8217; del<br />
collegio (nella specie, solo due componenti su tre erano avvocati,<br />
l&#8217;altro essendo ingegnere), rimanendo,  in siffatta ipotesi,<br />
applicabile il disposto dell&#8217;art. 814,  secondo  comma, cod. proc.<br />
civ., in base al quale il presidente del tribunale,  non  vincolato<br />
ad alcun parametro normativo nell&#8217;esercizio dei suoi poteri<br />
discrezionali  &#8220;in subiecta materia&#8221;, e&#8217; libero di scegliere, secondo<br />
il  suo  prudente  apprezzamento, i criteri equitativi di valutazione<br />
che ritenga piu&#8217; adeguati all&#8217;oggetto ed al valore della<br />
controversia, nonche&#8217; alla natura  ed  all&#8217;importanza  dei compiti<br />
attribuiti agli arbitri, anche attraverso  il  ricorso, ma solo come<br />
utile parametro di riferimento, alle tariffe di alcune categorie<br />
professionali (In applicazione di tale principio, la Corte ha<br />
respinto il ricorso contro il provvedimento di liquidazione adottato<br />
dal Giudice delegato dal Presidente del Tribunale, il quale aveva<br />
provveduto alla liquidazione utilizzando i parametri posti dall&#8217;art.<br />
2233 cod. civ.).</p>
<p>4. L&#8217;ordinanza con cui il Presidente del tribunale provvede alla<br />
liquidazione  degli  onorari  e  delle  spese  degli arbitri a norma<br />
dell&#8217;art. 814 cod. proc.  civ.  e&#8217;  impugnabile in Cassazione con<br />
ricorso straordinario ai sensi dell&#8217;art.  111  Cost.  solo per<br />
violazione di legge o per mancanza di motivazione, per  tale<br />
intendendosi non solo la totale assenza testuale delle ragioni  del<br />
decidere, ma altresi&#8217; una cosi&#8217; grave carenza o intrinseca<br />
incongruenza  della  motivazione da renderla inidonea ad essere<br />
individuata ed apprezzata  quale, eventualmente erroneo, supporto<br />
logico e giuridico della motivazione.  (Nella specie, la S.C. ha<br />
respinto il ricorso proposto contro l&#8217;ordinanza con la quale si<br />
liquidava  agli arbitri di cun collegio misto il relativo compenso,<br />
perche&#8217; congruamente motivata in riferimento ai parametri stabiliti<br />
dall&#8217;art. 2233 e scelti dal Giudice della liquidazione).</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">In materia di liquidazione del compenso degli arbitri</span></span></span></p>
<hr />
<p>Per visualizzare il testo integrale della sentenza <a href="/static/pdf/g/3906_3906.pdf">clicca qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-23-4-2004-n-7764/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 23/4/2004 n.7764</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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