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	<title>3520 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>3520 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 28/9/2012 n.3520</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-28-9-2012-n-3520/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-28-9-2012-n-3520/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 28/9/2012 n.3520</a></p>
<p>Non vanno sospesi i provvedimenti di informativa atipica del Prefetto di Cosenza emessa ai sensi dell’art.10 DPR 252/1998 e di annotazione nel casellario informatico dell’ Autorita&#8217; per la Vigilanza Sui Contratti Pubblici, ai sensi dell’art.8 comma 2 lett.d) DPR n.207/2010; ritenuto che l&#8217;informativa prefettizia atipica non richiede un grado di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-28-9-2012-n-3520/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 28/9/2012 n.3520</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"></span></p>
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<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Non vanno sospesi i provvedimenti di informativa atipica del Prefetto di Cosenza emessa ai sensi dell’art.10 DPR 252/1998 e di annotazione nel casellario informatico dell’ Autorita&#8217; per la Vigilanza Sui Contratti Pubblici, ai sensi dell’art.8 comma 2 lett.d) DPR n.207/2010; ritenuto che l&#8217;informativa prefettizia atipica non richiede un grado di dimostrazione probatoria analogo a quello occorrente per la dimostrazione dell&#8217;appartenenza di un soggetto ad associazioni della criminalità organizzata, essendo sufficiente l&#8217;indicazione di circostanze obiettive che si traducano in indizi i quali, nel loro complesso, consentano la formulazione di un giudizio probabilistico, ma del pari obiettivo, circa la possibilità che l&#8217;attività dell&#8217;impresa possa anche indirettamente agevolare le attività criminali o esserne in qualche modo condizionata (Consiglio di Stato sez. III, 23 luglio 2012, n. 4208); Considerato che, nel caso in esame, la valutazione indiziaria effettuata dal Prefetto – che costituisce presupposto dell’annotazione nel Casellario Informatico &#8211; non appare sotto tale profilo palesemente illogica, in considerazione della circostanza che gli incontri dell’amministratore unico della Società, segnalati con riferimento a controlli casuali effettuati negli anni 2005,2007,2008 e 2010, evidenziano una frequentazione continuativa e radicata del predetto, già dalla giovane età, con soggetti tutti appartenenti alla medesima famiglia mafiosa che opera nel territorio di San Gregorio d’Ippona, dove opera la Società ricorrente. (G.S.)</span></span></span></span></span></p>
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<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
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<p>N. 03520/2012 REG.PROV.CAU.<br />	<br />
N. 07034/2012 REG.RIC.           	</p>
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />	<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio<br />	<br />
(Sezione Terza)</b></p>
<p>ha pronunciato la presente	</p>
<p align=center><b>ORDINANZA</b></p>
<p>sul ricorso numero di registro generale 7034 del 2012, proposto da:<br />	<br />
<b>Soc Emme 430 Srl</b>, in persona del L.R. p.t., rappresentato e difeso dagli avv. Demetrio Verbaro e Alfredo Gualtieri, con domicilio eletto presso Giuseppe Cosco in Roma, via Anapo, 29 (c/o St di Gravio);	</p>
<p align=center>contro</p>
<p><b>Autorita&#8217; per la Vigilanza Sui Contratti Pubblici di Lavori Servizi e Forniture</b> e <b>Prefettura di Vibo Valentia</b>, in persona del L.R. p.t., rappresentati e difesi per legge dall&#8217;Avvocatura, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 	</p>
<p>per l&#8217;annullamento<br />	<br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia,<br />	<br />
del provvedimento di annotazione nel casellario informatico ai sensi dell’art.8 comma 2 lett.d) DPR n.207/2010;<br />	<br />
dell’informativa atipica del Prefetto di Cosenza emessa ai sensi dell’art.10 DPR 252/1998	</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />	<br />
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Autorita&#8217; per la Vigilanza Sui Contratti Pubblici di Lavori Servizi e Forniture e di Prefettura di Vibo Valentia;<br />	<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />	<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />	<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />	<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />	<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 settembre 2012 la dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;	</p>
<p>Ritenuto che l&#8217;informativa prefettizia atipica non richiede un grado di dimostrazione probatoria analogo a quello occorrente per la dimostrazione dell&#8217;appartenenza di un soggetto ad associazioni della criminalità organizzata, essendo sufficiente l&#8217;indicazione di circostanze obiettive che si traducano in indizi i quali, nel loro complesso, consentano la formulazione di un giudizio probabilistico, ma del pari obiettivo, circa la possibilità che l&#8217;attività dell&#8217;impresa possa anche indirettamente agevolare le attività criminali o esserne in qualche modo condizionata (Consiglio di Stato sez. III, 23 luglio 2012, n. 4208);<br />	<br />
Considerato che, nel caso in esame, la valutazione indiziaria effettuata dal Prefetto – che costituisce presupposto dell’annotazione nel Casellario Informatico &#8211; non appare sotto tale profilo palesemente illogica, in considerazione della circostanza che gli incontri dell’amministratore unico della Società, segnalati con riferimento a controlli casuali effettuati negli anni 2005,2007,2008 e 2010, evidenziano una frequentazione continuativa e radicata del predetto, già dalla giovane età, con soggetti tutti appartenenti alla medesima famiglia mafiosa che opera nel territorio di San Gregorio d’Ippona, dove opera la Società ricorrente;	</p>
<p align=center><b>P.Q.M.<br /></b></p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza)<br />
Respinge l’istanza; .<br />	<br />
Compensa le spese della presente fase cautelare.	</p>
<p>La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.	</p>
<p>Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 27 settembre 2012 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />	<br />
Franco Bianchi, Presidente<br />	<br />
Paolo Restaino, Consigliere<br />	<br />
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore	</p>
<p>L&#8217;ESTENSORE	 	IL PRESIDENTE										</p>
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />	<br />
Il 28/09/2012	</p>
<p>IL SEGRETARIO<br />	<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</p>
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