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	<title>12831 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2005 n.12831</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-2-12-2005-n-12831/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-2-12-2005-n-12831/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2005 n.12831</a></p>
<p>Pres. Di Giuseppe, Est. Realfonzo R. Ciardo (Avv. F. De Lorenzo) c/ Consiglo dell’Ordina Avvocati di Roma (Avv. C. Contaldi La Grotteria) l&#8217;impugnazione del parere di congruità rilasciato dal Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati rientra nella giurisdizione del G.O. Processo – Parere di congruità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati – Impugnazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-2-12-2005-n-12831/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2005 n.12831</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-sentenza-2-12-2005-n-12831/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2005 n.12831</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Di Giuseppe, Est. Realfonzo<br />
R. Ciardo (Avv. F. De Lorenzo) c/ Consiglo dell’Ordina Avvocati di Roma (Avv. C. Contaldi La Grotteria)</span></p>
<hr />
<p>l&#8217;impugnazione del parere di congruità rilasciato dal Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati rientra nella giurisdizione del G.O.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Processo – Parere di congruità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati – Impugnazione – Giurisdizione del G.O. – Sussiste &#8211; Motivi</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>Rientra nella giurisdizione del G.O. la controversia sorta per l’impugnazione di un “parere di congruità” rilasciato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati; il parere in oggetto, infatti, non costituisce manifestazione di una potestà amministrativa e non è, quindi, in grado di incidere direttamente su di una situazione giuridica di interesse legittimo.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">l’impugnazione del parere di congruità rilasciato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati rientra nella giurisdizione del G.O.</span></span></span></p>
<hr />
<p align="center"><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</b></p>
<p align="center"><b>Il Tribunale Amministrativo Regionale del LAZIO<br />
Sez. III quater</b></p>
<p>composto da Dr. Mario Di Giuseppe Presidente;Dr.Ssa Carlo Taglienti Consigliere; Dr. Umberto Realfonzo Consigliere-rel.</p>
<p>ha pronunciato la seguente</p>
<p align="center"><b>SENTENZA</b></p>
<p>ai sensi dell’art. 9 della L. n. 205/2000, sul ricorso n. 9194/2005 R.G. proposto da</p>
<p><b>CIARDO ROCCO</b> rappresentato e difeso dall’Avv. Fabrizio De Lorenzo presso cui è elettivamente domiciliato in Roma Viale Angelico, 67</p>
<p align="center">Contro</p>
<p>&#8212; il <b>Consiglio dell&#8217;ordine degli Avvocati di Roma</b> rappresentato e difeso dall’Avv. Carlo Contaldi La Grotteria</p>
<p>e nei confronti di</p>
<p><b>MARULLO EGIDIO</b> rappresentato e difeso da se medesimo</p>
<p>per l&#8217;annullamento<br />
&#8211; del parere di congruità relativo alla richiesta presentata dall’Egidio Marullo nell’adunanza del 16.1.2003;<br />
&#8211; di ogni altro atto indicato nell’epigrafe del ricorso.</p>
<p>Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;<br />
Visti gli atti di costituzione delle parti intimate;<br />
Nominato relatore il Consigliere Umberto Realfonzo e uditi alla Camera di Consiglio del 16 novembre 2005 gli avvocati De Lorenzo e Contaldi La Grotteria;<br />
Resa nota alle parti la determinazione del Collegio di definire la causa ai sensi dell’art. 26, c. 5, L. n. 1034 del 1971;<br />
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:</p>
<p align="center"><b>FATTO E DIRITTO</b></p>
<p>Con il presente gravame il ricorrente ha impugnato il “parere di congruità” emesso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, sulla parola dell’Avvocato Marullo, già difensore dell’odierno ricorrente.<br />
Si sono costituiti in giudizio, sia il predetto controinteressato che il Consiglio dell’Ordine rilevando: &#8212; in linea pregiudiziale il difetto di giurisdizione; &#8211;in linea preliminare la tardività del gravame; &#8212; nel merito l’infondatezza del gravame.<br />
L’eccezione di difetto di giurisdizione è fondata.<br />
Deve infatti escludersi che il c.d. “parere di congruità” dell’Ordine professionale costituisca la manifestazione di una potestà amministrativa e, come tale, direttamente incidente su una situazione giuridica di interesse legittimo.<br />
Il Collegio non ritenendo di poter aderire al contrario orientamento (cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 26 gennaio 2004, n. 26; TAR Lombardia, n. 138/1984) deve ricordare come la Cassazione ha affermato che se la parcella relativa alle prestazioni professionali costituisce una dichiarazione unilaterale del professionista, il parere del consiglio dell’Ordine in funzione di controllo è certamente espressione di un motivato giudizio (e non di una mera operazione contabile).<br />
Tale parere, per sua natura, è soggetto a sua volta alla valutazione del competente tribunale ordinario in uno con la liquidazione delle parcelle (cfr. Cassazione civile, Sez. II, 29 ottobre 1992, n. 11765) .<br />
In definitiva, specie ove vi sia contestazione da parte dell&#8217;opponente (in ordine all&#8217;effettività ed alla consistenza delle prestazioni eseguite o all&#8217;applicazione della tariffa pertinente), la sede propria nel quale sindacare il parere di congruità dell’Ordine non è il giudizio amministrativo, ma il giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo avente ad oggetto il pagamento di prestazioni professionali, nel quale il creditore opposto assume la veste sostanziale di attore e sul quale incombono i relativi oneri probatori ex art. 2697 c.c. (cfr. infra multa Cassazione civile, sez. II, 30 luglio 2004, n. 14556; Cassazione civile, sez. II, 11 agosto 1997, n. 7476).<br />
In assenza di un provvedimento amministrativo e di una posizione di diritto soggettivo, deve escludersi la giurisdizione del Giudice amministrativo<br />
In conseguenza il Collegio non può che dichiarare il difetto di giurisdizione di questo TAR.<br />
Le spese possono tuttavia essere compensate tra le parti.</p>
<p align="center"><b>P.Q.M.</b></p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III Quater:<br />
1. dichiara inammissibile il presente gravame per difetto di giurisdizione.<br />
2. Spese compensate.<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.</p>
<p>Così deciso in Roma nella Camera di Consiglio del 16 Novembre 2005.</p>
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