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	<title>12335 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2009 n.12335</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-2-12-2009-n-12335/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-2-12-2009-n-12335/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2009 n.12335</a></p>
<p>Pres. Giovannini &#8211; Est. Politi A. Amato e C. Molini pastifici s.p.a. (Avv. A. Clarizia e S. Sica) c/ AGCM (Avv. Stato) 1. Concorrenza e mercato – Intese – Pratica concordata – Individuazione &#8211; Oggetto anticoncorrenziale – Sufficienza – Effetti anticoncorrenziali – necessità – Esclusione. 2. Concorrenza e mercato –</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-2-12-2009-n-12335/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2009 n.12335</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-2-12-2009-n-12335/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 2/12/2009 n.12335</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Giovannini &#8211; Est. Politi<br /> A. Amato e C. Molini pastifici s.p.a. (Avv. A. Clarizia e S. Sica) c/ AGCM (Avv. Stato)</span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">1. Concorrenza e mercato – Intese – Pratica concordata – Individuazione &#8211; Oggetto anticoncorrenziale – Sufficienza – Effetti anticoncorrenziali – necessità – Esclusione. 	</p>
<p>2. Concorrenza e mercato – Intese – Pratica concordata – Individuazione – Indizi gravi, precisi e concordanti – Sufficienza.	</p>
<p>3. Concorrenza e mercato – Mercato oligopolistico – Condotte parallele delle imprese &#8211; Intesa – Sussiste – Condizioni &#8211; Spiegazione alternativa – Impossibilità – Elementi indiziari esogeni – Presenza.	</p>
<p>4.  Concorrenza e mercato – Mercato rilevante – AGCM – Individuazione – Sindacato del G.A. – Limiti.	</p>
<p>5. Concorrenza e mercato – Mercato rilevante – Individuazione geografica – Porzione limitata di territorio – Sufficienza – Condizioni. 	</p>
<p>6. Concorrenza e mercato – Mercato rilevante – Individuazione – Ampiezza dell’intesa – Individuazione preventiva – Necessità – Ragioni. 	</p>
<p>7. Concorrenza e mercato – Intese – Accordi – Riunioni di imprese – Finalità anticoncorrenziali – Partecipazione – Responsabilità dell’impresa – Sussiste.	</p>
<p>8. Concorrenza e mercato – Intesa – Prova – Documenti di terzi – Ammissibilità – Limiti.	</p>
<p>9. Concorrenza e mercato – Intese – Impegni – Rigetto – Gravità della violazione – Sufficienza – Motivazione ulteriore – Esclusione.</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>1.  Affinché una intesa possa essere considerata anticoncorrenziale, è sufficiente la presenza dell’oggetto anticoncorrenziale non essendo necessario verificare anche il consequenziale effetto (c.d. restrizione della concorrenza “per oggetto”). Infatti, le pratiche  concordate possono sussistere anche in assenza di effetti anticoncorrenziali, poiché esse presuppongono un comportamento dipendente dalla concertazione, ma non implicano necessariamente che il comportamento stesso abbia l’effetto di impedire o falsare la concorrenza. 	</p>
<p>2. L’intesa restrittiva della concorrenza mediante pratica concordata richiede comportamenti di più imprese, ripetuti e non episodici, uniformi e paralleli, che appaiano frutto di concertazione e non di iniziative unilaterali. Ne consegue che la prova della pratica concordata, oltre che documentale, può essere indiziaria, purché gli indizi siano seri, precisi e concordanti. 	</p>
<p>3.Un parallelismo consapevole delle condotte tenute da imprese, anche operanti in un mercato oligopolistico, di per sé lecito, può essere considerato come frutto di un’intesa anticoncorrenziale  ove sia impossibile spiegare alternativamente la condotta parallela come frutto plausibile delle singole iniziative imprenditoriali (ed in tal caso, l’onere dell’impossibilità di spiegazioni alternative grava sull’Autorità procedente)  ed in presenza di elementi indiziari esogeni, quali contatti e scambi di informazioni, rivelatori di una concertazione e di una collaborazione anomala (e, in tal caso, l’onere probatorio di spiegare la razionalità della condotta grava sulle imprese).	</p>
<p>4. L&#8217;individuazione da parte dell&#8217;autorità garante della concorrenza del “mercato rilevante” – definito come quella zona geograficamente circoscritta dove, dato un prodotto o una gamma di prodotti considerati fra loro sostituibili, le imprese che forniscono quel prodotto si pongono fra loro in rapporto di concorrenza – non è sindacabile in sede di giurisdizione di legittimità se non per vizi logici, di difetto di istruttoria e di motivazione.(1) 	</p>
<p>5. In sede di individuazione del «mercato rilevante» sul piano geografico l’AGCM può prendere in considerazione anche una porzione limitata del territorio, quando sia individuabile un&#8217;area nella quale si svolga l&#8217;incontro della domanda e dell&#8217;offerta di un determinato prodotto, in condizioni di completa autonomia rispetto ad altri ambiti anche contigui (2). 	</p>
<p>6. Nell&#8217;ipotesi di intese restrittive, la definizione del mercato rilevante deve essere successiva all&#8217;individuazione dell&#8217;intesa, in quanto sono l&#8217;ampiezza e l&#8217;oggetto dell&#8217;intesa a circoscrivere il mercato su cui l&#8217;abuso è commesso. Infatti, la definizione dell&#8217;ambito merceologico e territoriale nel quale si manifesta un coordinamento fra imprese concorrenti e si realizzano gli effetti derivanti dall&#8217;illecito concorrenziale è funzionale alla decifrazione del grado di offensività dell&#8217;illecito (3). 	</p>
<p>7. Nel caso di accordi che si manifestino in occasione di riunioni di imprese concorrenti miranti a organizzare artificialmente il funzionamento del mercato, la responsabilità di una impresa è validamente accertata  se essa ha partecipato a dette riunioni conoscendone l’oggetto anche qualora non abbia poi attuato le misure concordate. 	</p>
<p>8.  Nell’ambito dell’acquisizione di elementi che provino un’intesa restrittiva della concorrenza, la documentazione rinvenuta, anche presso un terzo, può senz’altro assumere rilievo se attesta la inequivoca volontà collusiva della società, mentre è sostanzialmente ininfluente se  è dimostrazione dell’intendimento anticoncorrenziale dell’una ma non anche dell’altra (4). 	</p>
<p>9. In tema di intese restrittive della concorrenza, il parametro della gravità dell&#8217;intesa è adeguato a giustificare la reiezione degli impegni. Pertanto, se la stessa Autorità ritiene di dovere irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria in considerazione della natura e dell&#8217;entità dell&#8217;intesa, correttamente può respingere gli impegni, senza che sia tenuta ad osservare ulteriori obblighi motivazionali, atteso che il riferimento alla rilevante gravità dell&#8217;intesa (c.d. violazione hard core) costituisce ex se una motivazione sufficiente per giungere, in linea con l&#8217;orientamento comunitario, al rigetto degli impegni. (5) 	</p>
<p>&#8212; *** &#8212;	</p>
<p>(1) Cfr. Cons. Stato, sez. VI, 14 marzo 2000 n. 1348.<br />	<br />
(2) T.A.R. Lazio, sez. I, 27 febbraio 2007 n. 1743 e 8 febbraio 2000 n. 793. <br />	<br />
(3) Cons. St., sez. VI, 10 marzo 2006 n. 1271. <br />	<br />
(4) Cons. Stato, sez. VI, n. 23 giugno 2006 n. 4017; T.A.R. Lazio, sez. I, 26 giugno 2008 n. 6213. <br />	<br />
(5) T.A.R. Lazio, sez. I, 4 dicembre 2007 n. 12457.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
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