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	<title>1199 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>1199 Archivi - Giustamm</title>
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	<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza &#8211; 16/7/2014 n.1199</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-iv-ordinanza-16-7-2014-n-1199/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-iv-ordinanza-16-7-2014-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza &#8211; 16/7/2014 n.1199</a></p>
<p>Pres. A. Scafuri – Est. M. Buonauro Novart S.r.l. (avv.ti R. De Lorenzo e A. Clarizia) vs Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei (Avvocatura di Sato) 1. Contratti della p.a. – Gara – Requisiti &#8211;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-iv-ordinanza-16-7-2014-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza &#8211; 16/7/2014 n.1199</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-iv-ordinanza-16-7-2014-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza &#8211; 16/7/2014 n.1199</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. A. Scafuri – Est. M. Buonauro<br /> Novart S.r.l. (avv.ti R. De Lorenzo e A. Clarizia) vs Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei (Avvocatura di Sato)</span></p>
<hr />
<p><span style="color: #333333;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">1.	Contratti della p.a. – Gara – Requisiti &#8211; Capacità economico-finanziaria – Carenza di una referenza bancaria &#8211; Esclusione – Riammissione con riserva – Ammissibilità.						</p>
<p>2.	Contratti della p.a. – Gara – Art. 120 c. 8 bis D. Lgs. 163/06 – Misura cautelare – Durata di 60 giorni – Cauzione – Applicabilità dello stesso termine.</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>1.	Può essere riammesso con riserva alla gara il concorrente asseritamente carente del requisito di capacità economico-finanziaria (segnatamente, per referenza bancaria riferita all’ausiliario anziché al concorrente) considerato che la dimostrazione della capacità finanziaria non si esaurisce necessariamente con l’allegazione delle referenza bancaria.						</p>
<p>2.	Ai sensi dell’art. 120, comma 8 bis, introdotto dall’art. 40 del d.l. n. 90 del 2014, del codice dei contratti pubblici il termine di sessanta giorni di durata massima della misura cautelare è applicabile anche alla cauzione che deve essere prestata affinché la misura cautelare abbia efficacia.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p><b></p>
<p align=center>REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania<br />
(Sezione Quarta)</p>
<p></p>
<p align=justify>
</b>ha pronunciato la presente<br />
<b><P ALIGN=CENTER>ORDINANZA</p>
<p>
<P ALIGN=JUSTIFY><br />
</b>sul ricorso numero di registro generale 3642 del 2014, proposto da: </p>
<p>Novart S.r.l., rappresentato e difeso dagli avv. Renato De Lorenzo, Angelo Clarizia, con domicilio eletto presso Ferruccio De Lorenzo in Napoli, viale A. Gramsci N. 10; </p>
<p><i><b></p>
<p align=center>contro</p>
<p></p>
<p align=justify>
</b></i>Ministero Per i Beni e Le Attività Culturali e del Turismo, Soprintendenza Speciale Per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, rappresentata e difesa dall’Avvocatura di Sato, domiciliata presso la sede in Napoli, via Diaz, n. 11; <br />
<i><b></p>
<p align=center>per l&#8217;annullamento<br />
</b>previa sospensione dell&#8217;efficacia,</p>
<p>
<b></p>
<p align=justify>
</b></i>della nota prot. 0010142 del 2 luglio 2014 con la quale la Novart è stata esclusa dalla procedura aperta per l’affidamento in sei lotti del “Piano della conoscenza – servizi di diagnosi e monitoraggio dello stato di conservazione di Pompei, lotto 1 CIG 5631898540;<br />
della nota prot. 0010137 del 2 luglio 2014 con la quale la Novart è stata esclusa dalla procedura aperta per l’affidamento in sei lotti del “Piano della conoscenza – servizi di diagnosi e monitoraggio dello stato di conservazione di Pompei, lotto 2 CIG 5632012354;<br />
della nota prot. 0010091 del 2 luglio 2014 con la quale la Novart è stata esclusa dalla procedura aperta per l’affidamento in sei lotti del “Piano della conoscenza – servizi di diagnosi e monitoraggio dello stato di conservazione di Pompei, lotto 6 CIG 5632076823.</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 16 luglio 2014 il dott. Michele Buonauro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p>Considerato che, ad un esame sommario, sembra che il rapporto di avvalimento fra la ricorrente e la Archicultura rende riferibile alla prima la referenza bancaria emessa nei confronti della seconda, onde non appare violata la prescrizione del disciplinare di gara;<br />
rilevato in ogni caso che la dimostrazione della capacità finanziaria non si esaurisce necessariamente con l’allegazione delle referenza bancaria, onde, in una prospettiva sostanzialistica, il pregiudizio lamentato può ben essere riparato mediante l’ammissione con riserva alla gara, ai fini della valutazione dell’offerta; <br />
osservato che l’accoglimento dell’istanza cautelare impone per legge (art. 120, comma 8 bis, introdotto dall’art. 40 del d.l. n. 90 del 2014, del codice dei contratti pubblici) la subordinazione dell’ordinanza alla prestazione di una cauzione in favore della stazione appaltante, che si stima equo determinare in euro 500.oo (cinquecento), per la durata di sessanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza;<br />
<b><P ALIGN=CENTER>P.Q.M.</p>
<p>
<P ALIGN=JUSTIFY><br />
</b>Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) accoglie l’istanza cautelare e per l&#8217;effetto dispone l’ammissione con riserva della ricorrente ai fini della valutazione dell’offerta, previa prestazione di idonea cauzione.<br />
Fissa per la trattazione di merito del ricorso l&#8217;udienza pubblica del 15 ottobre 2014. Condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese della presenta fase cautelare sostenute dalla ricorrente, che si liquidano in euro 500,oo (cinquecento). .<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p>Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 16 luglio 2014 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Angelo Scafuri, Presidente<br />
Michele Buonauro, Consigliere, Estensore<br />
Maria Barbara Cavallo, Primo Referendario</p>
<p align=center>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />
Il 16/07/2014</p>
<p align=justify>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-campania-napoli-sezione-iv-ordinanza-16-7-2014-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza &#8211; 16/7/2014 n.1199</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione V &#8211; Sentenza &#8211; 2/3/2009 n.1199</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione V &#8211; Sentenza &#8211; 2/3/2009 n.1199</a></p>
<p>Pres. A. Onorato, est. V. Cernese F. Serrao D&#8217;Aquino (avv. Gherardo Marone) c. ASL NA 1 (N.C.). sulle differenze retribuite ex art. 29 DPR 761/79 Pubblico impiego &#8211; Mansioni e funzioni &#8211; Svolgimento di mansioni superiori &#8211; Differenze retributive &#8211; Art. 29 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761 – Condizioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione V &#8211; Sentenza &#8211; 2/3/2009 n.1199</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione V &#8211; Sentenza &#8211; 2/3/2009 n.1199</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres.<i> A. Onorato</i>, est. <i>V. Cernese</i><br /> F. Serrao D&#8217;Aquino (avv. Gherardo Marone) c. ASL NA 1 (N.C.).</span></p>
<hr />
<p>sulle differenze retribuite ex art. 29 DPR 761/79</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Pubblico impiego &#8211; Mansioni e funzioni &#8211; Svolgimento di mansioni superiori &#8211; Differenze retributive &#8211; Art. 29 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761 – Condizioni</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>Ai sensi dell’art. 29 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, per il riconoscimento delle differenze retributive nel caso dello svolgimento delle funzioni superiori di primario è sufficiente che si siano verificate due condizioni: che le mansioni siano state esercitate su posto vacante in pianta organica e che sussista l&#8217;obbligo del dipendente di esercitarle<sup>1</sup>: (nella fattispecie il TAR Campania ha accolto il ricorso dal momento che la documentazione prodotta dal ricorrente, ai fini della remunerabilità delle mansioni superiori, era idonea a dimostrare la sussistenza dei due presupposti indefettibili sopra indicati, necessari ai fini dell’accoglibilità della proposta domanda)	</p>
<p></b>________________________________<br />	<br />
<sup>1</sup> Cfr. Cons. St. Sez. V 16 dicembre 2004 n. 8089, 1 dicembre 2003 n. 7803, 20 ottobre 2004 , n. 6784, 20 settembre 2005 , n. 4814, 7 luglio 2005 n. 3746, maggio 2005 23 n. 2579, 12 aprile 2005 n. 1640</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p><b></p>
<p align=center>REPUBBLICA ITALIANA<br />	<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO<br />	<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania<br />	<br />
(Sezione Quinta)<br />	
</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
</b>ha pronunciato la presente<br />	<br />
<b><P ALIGN=CENTER>SENTENZA</p>
<p>	<br />
<P ALIGN=JUSTIFY><br />	<br />
</b>Sul ricorso numero di registro generale 2354 del 1998, proposto da: 	</p>
<p><b>Serrao D&#8217;Aquino Francesco</b>, rappresentato e difeso dall&#8217;avv. Gherardo Marone, con domicilio eletto presso Gherardo Marone in Napoli, via Cesario Console N. 3; 	</p>
<p align=center>contro</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
<b>l’Azienda Sanitaria Locale Napoli 1</b> in persona del legale rappresentante pro-tempore, non costituita in giudizio, </p>
<p><i><b>per l’annullamento<br />	<br />
</b></i>della nota dell’A.S.L. Napoli 1 n. 843 del 22.1.1998, a riscontro dell’atto di diffida inoltrata dal ricorrente in data 11.12.1997 per il riconoscimento di funzioni superiori,</p>
<p>e per la condanna <br />	<br />
dell’intimata Amministrazione, in persona del legale rappresentante pro-tempore, al pagamento in favore del ricorrente delle differenze retributive a lui spettanti per avere espletato le funzioni superiori di Primario del Servizio di Chirurgia presso il presidio ospedaliero “Nuovo Pellegrini” ed Ospedale Psichiatrico “Leonardo Bianchi”, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.</p>
<p>Visto il ricorso con relativi allegati,<br />	<br />
Vista la memoria prodotta dalla parte ricorrente,<br />	<br />
Visti gli atti tutti di causa;<br />	<br />
Vista l’ordinanza n. 701 del 16 ottobre 2008 della Sezione di reinscrizione del ricorso nel ruolo per gli eventuali adempimenti richiamati in motivazione; <br />	<br />
Udita alla pubblica udienza del 19 febbraio 2009 la relazione del cons. dr. V. Cernese;<br />	<br />
Uditi altresì i difensori delle parti presente come da verbale,<br />	<br />
Ritenuto e considerato in<br />	<br />
<b>	</p>
<p align=center>FATTO e DIRITTO</p>
<p>	</p>
<p align=justify>	<br />
</b>1- Il ricorrente &#8211; dipendente della ex U.S.L. n° 42 di Napoli in servizio con la qualifica di Aiuto di ruolo della Divisione di Chirurgia Generale presso il presidio ospedaliero “Leonardo Bianchi” &#8211; espone di avere svolto funzioni primariali del servizio di Chirurgia del “Nuovo Pellegrini” dall’1.6.1987 all’1.9.1987 e dall’1.1.1998 all’1.4.1988, e di esplicare tuttora ininterrottamente ed esclusivamente le funzioni primariali del Servizio di Chirurgia del “Leonardo Bianchi”sin dall’11.7.1988.<br />	<br />
2- Di qui la sua domanda giudiziale di annullamento della nota n. 843 del 22.1.1998 con la quale l’A.S.L. Napoli 1, a riscontro di formale diffida dell’11.12.1997 comunica che << agli atti della ex U.S.L. n. 47 e di questa A.S.L. non risultano provvedimenti formali (atti deliberativi) di riconoscimento di dette funzioni >>, seguita dalla richiesta di condanna dell’Amministrazione intimata al pagamento delle differenze retributive riconosciute spettanti per mansioni superiori ai sensi dell’art. 29 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, oltre alle maggiori somme a titolo di rivalutazione monetaria ed interessi legali.<br />	<br />
3- Il ricorso deve essere accolto relativamente al periodo dall’1.6.1987 all’1.9.1987 e dall’1.1.1988 all’1.4.1988, nonché dall’11.7.1988 al 23.2.1994. <br />	<br />
Quanto affermato dal ricorrente trova il testuale conforto della documentazione da lui prodotta in giudizio, dalla quale si evince che con deliberazione commissariale della U.S.L. n. 42 n. 1241/c del 23 giugno 1987 si era ritenuto << di dover conferire al dott. Serrao d’Aquino Francesco, aiuto di ruolo della divisione di Chirurgia Generale, in possesso dei maggiori titoli, le funzioni di primario a decorrere dall’1.6.1987, limitatamente al periodo dell’assenza per malattia del titolare >>, circostanza questa avveratasi dall’1.6.1987 all’1.9.1987 e dall’1.1.1988 all’1.4.1988.<br />	<br />
Inoltre con ordine di servizio n. 77 dell’8 luglio 1988 il Presidente dell’U.S.L. n. 42 disponeva che << dall’11.7.1988 l’equipe chirurgica della Divisione di Chirurgia Generale e di P.S. dell’Ospedale nuovo Pellegrini, assicuri per l’intero arco delle 24 ore, le prestazioni chirurgiche ordinarie e di emergenza per i ricoverati del Presidio Ospedaliero Leonardo Bianchi >>.<br />	<br />
Ne deriva &#8211; come attestato dal Direttore Sanitario dell’Ospedale L. Bianchi con atto prot. 3828 del 4.12.1989 e dal Direttore dell’U.S.L. n. 42, con atto del 23.2.1994 depositati in giudizio dalla difesa del ricorrente &#8211; che quest’ultimo, in esecuzione del citato ordine di servizio n. 77/1988, ha disimpegnato le relative funzioni primariati, dal giorno 11.7.1988 fino al 23.2.1994 (data del predetto attestato), su un posto vacante nella pianta organica del predetto Ospedale.<br />	<br />
4- Pertanto, nella fattispecie, deve essere ribadito l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa a partire dalla sentenza 16 marzo 1991 n. 2 dell&#8217;Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, secondo il quale, in applicazione della norma di cui all’art. 29 D.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, per il riconoscimento delle differenze retributive nel caso dello svolgimento delle funzioni superiori di primario è sufficiente che si siano verificate due condizioni: che le mansioni siano state esercitate su posto vacante in pianta organica e che sussista l&#8217;obbligo del dipendente di esercitarle (Cfr. Cons. St. Sez. V 16 dicembre 2004 n. 8089, 1 dicembre 2003 n. 7803, 20 ottobre 2004 , n. 6784, 20 settembre 2005 , n. 4814, 7 luglio 2005 n. 3746, maggio 2005 23 n. 2579, 12 aprile 2005 n. 1640). <br />	<br />
La maggiore retribuzione dell&#8217; aiuto ospedaliero che eserciti le funzioni di primario non spetta, infatti, solo quando l&#8217;assegnazione temporanea non ecceda i sessanta giorni (Cfr. Consiglio Stato sez. V 16 ottobre 2002 n. 5613).<br />	<br />
5- Quanto sopra comporta che il ricorso merita accoglimento con riferimento al periodo dall’1.6.1987 all’1.9.1987 e dall’1.1.1988 all’1.4.1988, nonché dall’11.7.1988 fino al 23.2.1994, con previo annullamento della nota dell’A.S.L. NA 1 n. 843 del 22.1.1998 e conseguente accertamento dell&#8217;obbligo dell&#8217;Azienda intimata di corrispondere le richieste differenze retributive, oltre gli interessi e la rivalutazione monetaria.<br />	<br />
A tale accertamento consegue la condanna dell’Amministrazione al pagamento di quanto risulterà dovuto.<br />	<br />
6- Quanto ai criteri di computo delle predette somme, vanno osservati i principi dettati dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la decisione n. 3 del 15 giugno 1998, con divieto del cumulo delle somme dovute a titolo di interessi legali e rivalutazione monetaria per gli emolumenti retributivi maturati entro il 31 dicembre 1994, essendo stato introdotto il divieto di cumulo per i crediti di lavoro con decorrenza 1° gennaio 1995, dall’art. 22, comma 36, L. 23 dicembre 1994, n. 724 e conteggio separato degli uni e dell’altra, a decorrere dalla maturazione dei singoli crediti, sulla sorte capitale al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, con la conseguenza che, unicamente a partire dal 1° gennaio 1995, l’importo dovuto a titolo di interessi non va portato in detrazione dalle somme eventualmente spettanti a ristoro della svalutazione monetaria.<br />	<br />
7- Le spese giudiziali seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.<br />	<br />
<b><P ALIGN=CENTER>P.Q.M.</p>
<p>	<br />
<P ALIGN=JUSTIFY><br />	<br />
</b>Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania, V Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso indicato in epigrafe, così dispone:<br />	<br />
a) lo accoglie; per l’effetto, annulla la nota dell’A.S.L. Napoli 1 n. 843 del 22.1.1998, n. 843;<br />	<br />
b) condanna l’intimata Amministrazione al pagamento in favore del ricorrente delle somme in motivazione indicate a titolo di differenze stipendiali per il periodo dal dall’1.6.1987 all’1.9.1987 e dall’1.1.1988 all’1.4.1988, nonché dall’11.7.1988 al 23.2.1994, con interessi legali e rivalutazione monetaria;<br />	<br />
c) condanna l’Amministrazione soccombente al pagamento in favore del ricorrente della somma di € 1000 (mille), comprensive di diritti, onorari ed altre competenze.<br />	<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall&#8217;autorità amministrativa.<br />	<br />
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 19/02/2009 con l&#8217;intervento dei Magistrati:<br />	<br />
Antonio Onorato, Presidente<br />	<br />
Andrea Pannone, Consigliere<br />	<br />
Vincenzo Cernese, Consigliere, Estensore</p>
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />	<br />
Il 02/03/2009</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-v-sentenza-2-3-2009-n-1199/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione V &#8211; Sentenza &#8211; 2/3/2009 n.1199</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 27/4/2006 n.1199</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/t-a-r-campania-napoli-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-27-4-2006-n-1199/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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<p>Qualora, all’indomani di un provvedimento che nega agevolazioni economiche per iniziative innovative, emerga una violazione della fase partecipativa per carente preavviso di rigetto (art. 10 bis L. 241/1990), si puo’ ottenere una sospensiva con effetti propulsivi che riprenda il procedimento.(sulla stessa vicenda si veda l’ordinanza Cons.Stato VI 4407/06 e la</p>
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<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"></span></p>
<hr />
<p><span style="color: #333333;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Qualora, all’indomani di un provvedimento che nega agevolazioni economiche per iniziative innovative, emerga una violazione della fase partecipativa per carente preavviso di rigetto (art. 10 bis L. 241/1990), si puo’ ottenere una sospensiva con effetti propulsivi che riprenda il procedimento.(sulla stessa vicenda si veda l’ordinanza Cons.Stato VI 4407/06 e la sentenza TAR Napoli III 2074/07). (G.S.)</span></span></span></p>
<hr />
<p>vedi anche: T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI, SEZ.III <a href="/ga/id/2007/9/10707/g">Sentenza del 14 marzo 2007 n. 2074</p>
<p>vedi anche: CONSIGLIO DI STATO, SEZ. VI &#8211; <a href="/ga/id/2007/9/10709/g">Ordinanza sospensiva del 29 agosto 2006 n. 4407</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE<br />PER LA CAMPANIA<br />NAPOLI </b></p>
<p align=center><b>TERZA SEZIONE</b></p>
<p>Registro Ordinanze:1199/2006<br />Registro Generale: 2411/2006<br />
nelle persone dei Signori:<br />
GIOVANNI DE LEO Presidente<br />ANGELO SCAFURI Cons.<br />OBERDAN FORLENZA Cons., relatore<br />
ha pronunciato la seguente</p>
<p align=center><b>ORDINANZA</b></p>
<p>nella Camera di Consiglio del 27 Aprile 2006<br />
Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034;</p>
<p>Visto il ricorso 2411/2006  proposto da:<br />
<b>FARBENFOTO DI CEROTTO FABIO S.A.S. </b><br />
rappresentato e difeso da:ABENAVOLI GIUSEPPE &#8211; PRISCO FRANCESCAcon domicilio eletto in NAPOLIPIAZZA RODINO&#8217;, 18presso PRISCO FRANCESCA </p>
<p align=center>contro</p>
<p><b>MINISTERO PER LE ATTIVITA&#8217; PRODUTTIVE </b><br />
per l&#8217;annullamento,<br />previa sospensione dell&#8217;esecuzione,<br />del decreto del 12/01/2006 di non ammissione alle agevolazioni finanziarie P.O.N. Sviluppo Imprenditoriale Locale.</p>
<p>Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso;<br />Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di:</p>
<p>Udito il relatore Cons. OBERDAN FORLENZA<br /> Uditi altresì per le parti, gli avvocati come da verbale di udienza;<br />
considerato che il ricorso, ad un primo sommario esame, appare assistito da sufficiente fumus boni juris, con particolare riguardo al dedotto vizio di violazione dell’art. 10-bis l. n. 241/1990;<br />
considerato che al danno lamentato può ovviarsi ordinando all’amministrazione di riprendere il procedimento (già concluso con il provvedimento impugnato nella presente sede) dall’invio della comunicazione al soggetto istante della sussistenza di motivi ostativi all’accoglimento della domanda, ai sensi del citato art. 10-bis,<br />
Ritenuto che sussistono le ragioni di cui al citato art. 21 della L. 6.12.1971, n. 1034;</p>
<p align=center><b>P.Q.M.</b></p>
<p>
ACCOGLIE la suindicata domanda incidentale di sospensione, nei sensi di cui in motivazione.</p>
<p>La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p>NAPOLI, li  27 aprile  2006</p>
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		<item>
		<title>T.A.R. Piemonte &#8211; Torino &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 29/6/2004 n.1199</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-piemonte-torino-sezione-i-sentenza-29-6-2004-n-1199/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2004 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-piemonte-torino-sezione-i-sentenza-29-6-2004-n-1199/</guid>

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<p>Pres. Gomez de Ayala – Est. Vigotti Ministero dell’Economia e delle Finanze (avv. Stato) c. M.G. ed altri (avv. Rossini e Pellegrino) Militari – Retribuzione – Straordinari – Effettiva esecuzione – Superamento monte ore previsto – Pagamento – Irrilevanza Il superamento del monte ore di straordinario previsto per ogni provincia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-piemonte-torino-sezione-i-sentenza-29-6-2004-n-1199/">T.A.R. Piemonte &#8211; Torino &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 29/6/2004 n.1199</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Gomez de Ayala – Est. Vigotti<br /> Ministero dell’Economia e delle Finanze (avv. Stato) c. M.G. ed altri (avv. Rossini e Pellegrino)</span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Militari – Retribuzione – Straordinari – Effettiva esecuzione – Superamento monte ore previsto – Pagamento – Irrilevanza</span></span></span></p>
<hr />
<p>Il superamento del monte ore di straordinario previsto per ogni provincia per decreto non può legittimare il diniego del pagamento della retribuzione dovuta a tale titolo</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Se lo straordinario è stato effettuato va retribuito anche se è stato superato il monte ore previsto per decreto</span></span></span></p>
<hr />
<p align=center><b>SENTENZA</b></p>
<p>sul ricorso n. 1894 del 2003, proposto da</p>
<p><b>Ministero dell’economia e delle finanze</b>, in persona del ministro in carica , rappresentato e difeso dall’avvocatura dello Stato, domiciliataria in Torino</p>
<p align=center>contro</p>
<p><b>Massimo Genugu, Daniele Amato, Vincenzo Amodeo, Andrea Basso, Patrizio Bianchi, Roberto Blandino, Fedele Bonamassa, Paolo Boni, Giuseppe Bordin, Mauro Borsarelli, Girolamo Buono, Ernesto Casalvieri, Pasquale Cesta, Stefano Chiatti, Giacomo Cianciola, Giuseppe Cianciola, Sergio Cocciolone, Paolo Colombo, Luciano Contini, Dario Cosimi, Sebastiano D’Amora, Luigi De Nisco, Cosimo Devicienti, Christian Di Florio, Antonino Errica, Massimo Finetti, Riccardo Pasquale Franco, Giuseppe Garbellini, Mario Gargiulo, Marco Gastaldi, Giuseppe Giliberto, Claudio Greggi, Roberto Gros Jaques, Mario Indelicato, Andrea Lanza, Giuseppe Martano, Fabrizio Mattioli, Giovanni Nargiso, Luca Nicoletta, Gianluca Pala, Domenico Pasquale, Diego Picone, Stefano Polletta, Corrado Prestigiacomo, Mario Pugnana, Amabile Cravaro Ramella, Claudio Rossi, Lorenzo Ruberti, Renato Scarpetti, Alessandro Sessa, Massimo Sforza, Marco Silvestri, Francesco Spadafina, Emilio Viglianisi, Tommaso Zaccaro</b>, rappresentati e difesi dagli avvocati Nicola Rossini e Fabio Pellegrino, presso il cui studio domiciliano in Torino, Via Santa Teresa 12;</p>
<p>in opposizione<br />
al decreto ingiuntivo n. 1 del 2004 intervenuto tra le parti, con il quale il Presidente di questo TAR ha ordinato il pagamento di somme dovute a titolo di retribuzione di ore di lavoro straordinario.</p>
<p>Visto il ricorso in opposizione con i relativi allegati;<br />
Visto l’atto di costituzione in giudizio degli interessati;<br />
Visti gli atti tutti della causa;<br />Uditi alla pubblica udienza del 23 giugno 2004, relatore il consigliere Roberta Vigotti, l’avv. Carotenuto per l&#8217;amministrazione opponente e l&#8217;avv. Pellegrino per i soggetti resistenti;</p>
<p align=center><b>Ritenuto in fatto e diritto</b></p>
<p>Il ministero dell’economia e delle finanze ritiene illegittimo il decreto ingiuntivo n. 1/04 adottato dal presidente del tribunale a seguito del ricorso dei creditori opposti, che reclamano il pagamento degli straordinari effettuati e non retribuiti. Per ciò l’amministrazione finanziaria ha notificato l’atto in data 26.2.2004, con cui lamenta la violazione di legge, con particolare riguardo al dm 30.11.1991.<br />
I creditori opposti si sono costituiti in giudizio eccependo la tardività dell’impugnazione e la sua infondatezza nel merito.<br />
Il giudice deve innanzitutto respingere l’eccezione proposta dai creditori opposti, che hanno chiesto dichiararsi tardiva l’impugnazione, depositata in segreteria al di là del termine di legge di quaranta giorni dalla notifica del decreto.<br />
In fatto risulta che il decreto ingiuntivo è stata notificato il 20.1.2004, per cui risulta rispettato il termine per proporre l&#8217;opposizione, essendo a ciò sufficiente la notifica dell’atto di opposizione, senza che vi fosse la necessità che anche il deposito in segreteria seguisse nei termini. (in tal senso cons. Stato, sez. IV,  5 aprile 2003, n.  1804). Del resto, anche l’ordinario ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere notificato entro sessanta giorni a pena di decadenza potendo il deposito seguire entro trenta giorni dall’ultima notifica (art. 21, comma 2 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034).<br />
Ne consegue che l’eccezione di tardività dell’opposizione è infondata e va respinta.<br />	Nel merito va anzitutto osservato che la p.a. non contesta che le ore di straordinario vennero effettivamente svolte, e che il loro compenso ammonta a quanto richiesto.<br /> <br />
L’amministrazione finanziaria eccepisce invece che:<br />le ore di straordinario che i militari possono effettuare vanno iscritte in un monte ore stabilito in ogni provincia, per ciascuna forza di polizia;<br />
l’effettuazione di ore straordinarie fa sorgere in capo al dipendente l’obbligo di fruire di riposi compensativi, e non abilita in via diretta alla richiesta del pagamento di somme di denaro;<br />
il pagamento non può comunque avvenire, in assenza di una tempestiva richiesta dell’autorizzazione allo svolgimento delle ore straordinarie.<br />Il tribunale osserva in contrario che il lavoro straordinario ha le caratteristiche di quello previsto dall’orario di lavoro, e concorre a integrare la retribuzione, che permette lo svolgimento della vita del lavoratore in senso libero e dignitoso(art. 36 cost.)<br />
Ne consegue che un regolamento non può frapporsi tra lo svolgimento di un’attività lavorativa, appunto straordinaria, ed il suo compenso: al più la p.a. potrà inibire tempestivamente ai suoi dipendenti di svolgere tale parte del servizio, ma una volta che esso sia stato effettuato compete direttamente la retribuzione. Gli accordi collettivi possono ammettere che lo straordinario venga recuperato in tutto od in parte con dei riposi, ma la mancata richiesta dei fruire della pausa lavorativa da parte del dipendente non può legittimare il diniego del pagamento.<br />
L’eventuale superamento del monte ore di straordinario previsto per ogni provincia non può legittimare il diniego del pagamento della retribuzione dovuta a tale titolo: al più la p.a. potrà richiedere il risarcimento del danno patrimoniale ai comandanti che non hanno fatto rispettare puntualmente le norme regolamentari.<br />
In conclusione l’opposizione è destituita di fondamento e  va respinta, potendosi compensare le spese di questa fase di opposizione, attesa la peculiarità della specie.</p>
<p align=center><b>P.Q.M.</b></p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte,  I sezione,respinge l’opposizione il ricorso, e per l’effetto condanna il ministero delle finanze al pagamento delle somme riportate nel decreto ingiuntivo qui opposto.<br />
Compensa le spese.<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall&#8217;Autorità amministrativa.</p>
<p>Così deciso in Torino nella camera di consiglio del 23 giugno 2004, con l&#8217;intervento dei signori magistrati:</p>
<p>Alfredo Gomez de Ayala, presidente<br />
Roberta Vigotti,  consigliere, estensore<br />
Paolo Peruggia, primo referendario</p>
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		<title>Consiglio di Stato &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 16/3/2004 n.1199</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/consiglio-di-stato-sezione-iv-ordinanza-sospensiva-16-3-2004-n-1199/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2004 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/consiglio-di-stato-sezione-iv-ordinanza-sospensiva-16-3-2004-n-1199/</guid>

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<p>Pubblico impiego – procedimento disciplinare &#8211; inosservanza termini del procedimento (art. 110 del T.U., che assegna 90 giorni dalla nomina al funzionario istruttore per concludere l’inchiesta) &#8211; sospensiva di sentenza di accoglimento del ricorso – tutela cautelare richiesta dall’amministrazione – rigetto REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Registro Ordinanze:</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/consiglio-di-stato-sezione-iv-ordinanza-sospensiva-16-3-2004-n-1199/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione IV &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 16/3/2004 n.1199</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"></span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Pubblico impiego – procedimento disciplinare  &#8211; inosservanza termini del procedimento (art. 110 del T.U., che assegna 90 giorni dalla nomina al funzionario istruttore per concludere l’inchiesta)  &#8211; sospensiva di sentenza di accoglimento del ricorso – tutela cautelare richiesta dall’amministrazione – rigetto</span></span></span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA <br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</b></p>
<p>Registro Ordinanze: 1199/2004<br />
Registro Generale: 702/2004</p>
<p align=center><b>Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale<br />
Sezione Quarta </b></p>
<p>composto dai Signori:	Pres. Paolo Salvatore Cons. Livia Barberio Corsetti Cons. Antonino Anastasi Cons. Anna Leoni Cons. Eugenio Mele Est.<br />
ha pronunciato la presente</p>
<p align=center><b>ORDINANZA</b></p>
<p>nella Camera di Consiglio del 16 Marzo 2004.</p>
<p>Visto l&#8217;art. 33, commi terzo e quarto, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificato dalla legge 21 luglio 2000, n. 205;<br />
Visto l&#8217;appello proposto da:</p>
<p><b>MINISTERO DELL&#8217;ECONOMIA E DELLE FINANZE &#8211; COMANDO GEN. GDF </b>rappresentato e difeso dall’AVVOCATURA GEN. STATO con domicilio in Roma VIA DEI PORTOGHESI 12</p>
<p align=center>contro</p>
<p><b>DI LEO ROBERTO</b> rappresentato e difeso dagli Avv.ti GIANFRANCO FONTANA e GIORGIO ALLOCCA con domicilio eletto in Roma VIA G. NICOTERA, 29 presso GIORGIO ALLOCCA</p>
<p>per l&#8217;annullamento, <br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia, della sentenza del TAR LOMBARDIA &#8211; BRESCIA – n. 1348/2003, resa tra le parti, concernente PERDITA DEL GRADO PER RIMOZIONE DAL SERVIZIO.</p>
<p>Visti gli atti e documenti depositati con l&#8217;appello;<br />Vista la domanda di sospensione dell’ efficacia della sentenza di accoglimento, presentata in via incidentale dalla parte appellante.<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di:<br />
DI LEO ROBERTO<br />
Udito il relatore Cons. Eugenio Mele e udito, altresì, per la parte appellata l’Avv. Giorgio Allocca.</p>
<p>Considerato che, a partire dalla contestazione degli addebiti, nessun atto risulta emanato oltre i 90 gg.</p>
<p align=center><b>P. Q. M.</b></p>
<p>Accoglie l&#8217;istanza cautelare (Ricorso numero: 702/2004) e, per l&#8217;effetto, sospende l’efficacia della sentenza impugnata.</p>
<p>La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione, che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p>Roma, 16 Marzo 2004</p>
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