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	<title>1093 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>1093 Archivi - Giustamm</title>
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	<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Decreto &#8211; 9/12/2020 n.1093</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-decreto-9-12-2020-n-1093/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-decreto-9-12-2020-n-1093/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Decreto &#8211; 9/12/2020 n.1093</a></p>
<p>Pres. S. Veneziano PARTI: D. Del Gaizo (Avv.ti M. Luciani, P.Chirulli, P. I. D&#8217;Andrea) c/ Regione Campania (Avv. T. Monti) ed altri. Sul carattere perentorio dei termini per richiedere la discussione da remoto 1. Processo amministrativo &#8211; Discussione da remoto &#8211; Istanza &#8211; Termini &#8211; Carattere perentorio &#8211; Ragioni.  1.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-decreto-9-12-2020-n-1093/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Decreto &#8211; 9/12/2020 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-decreto-9-12-2020-n-1093/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Decreto &#8211; 9/12/2020 n.1093</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. S. Veneziano  PARTI: D. Del Gaizo (Avv.ti M. Luciani, P.Chirulli, P. I. D&#8217;Andrea) c/ Regione Campania (Avv. T. Monti) ed altri.</span></p>
<hr />
<p>Sul carattere perentorio dei termini per richiedere la discussione da remoto</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;">1. Processo amministrativo &#8211; Discussione da remoto &#8211; Istanza &#8211; Termini &#8211; Carattere perentorio &#8211; Ragioni.<br /> </span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;"><em>1. I termini fissati dall&#8217;art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti &#8211; cui deve essere assimilato quello fissato per chiedere la discussione da remoto &#8211; hanno carattere perentorio, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell&#8217;ordinato lavoro del giudice, oltre che delle esigenze di corrente funzionalità  degli organi e degli uffici della Giustizia Amministrativa specificamente prese in considerazione nel quarto periodo del comma 1 dell&#8217;art. 4 D.L. n. 28/2020.</em></div>
<hr />
<p><span style="color: #999999;"></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Pubblicato il 09/12/2020<br /> <strong>N. 01093/2020 REG.PROV.PRES.</strong><br /> <strong>N. 01815/2017 REG.RIC.</strong></p>
<p> <strong>DECRETO</strong></p>
<p> sul ricorso numero di registro generale 1815 del 2017, proposto da<br /> Danilo Del Gaizo, rappresentato e difeso dagli avvocati Massimo Luciani, Piermassimo Chirulli, Patrizio Ivo D&#8217;Andrea, con domicilio eletto presso lo studio Maria Andretta in Napoli, via Carlo Poerio, n. 53;<br /> <strong><em>contro</em></strong><br /> Regione Campania, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall&#8217;avvocato Tiziana Monti, con domicilio eletto in Napoli, via S.Lucia, 81;<br /> Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Avvocatura Generale dello Stato, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall&#8217;Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, domiciliataria ex lege in Napoli, via Armando Diaz, 11;<br /> <strong><em>per l&#8217;annullamento</em></strong><br /> &#8211; della Nota della Direzione generale per le risorse umane del 15 febbraio 2017, prot. n. 108578, recapitata al ricorrente in data 21 febbraio 2017 e avente ad oggetto &#8220;Limite al trattamento economico dei pubblici dipendenti. Art. 23-ter D.L. n. 201/02011, D.P.C.M. 23 marzo 2012, art. 13 D.L. n. 66/2014. Recupero somme anni 2012 e 2013&#8221;, con cui la Regione Campania, in pretesa &#8220;applicazione della disciplina sul tetto retributivo&#8221;, ha domandato all&#8217;odierno ricorrente la restituzione delle somme asseritamente dovute di &#8220;€42.080,58 per l&#8217;anno 2012&#8221; e di &#8220;€39.093,44 per l&#8217;anno 2013&#8221;;<br /> &#8211; ove occorra, della Nota della Direzione generale per le risorse umane del 24 gennaio 2017, prot. n. 49975;<br /> &#8211; ove occorra, della Nota del Segretario generale dell&#8217;Avvocatura dello Stato del 30 giugno 2015, prot. 304576 P, 304593 P, 304628 P, 304635 P;<br /> &#8211; di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, anche allo stato non conosciuto;<br /> e per l&#8217;accertamento dell&#8217;infondatezza della pretesa, azionata nei confronti dell&#8217;odierno ricorrente, di riconduzione ai tetti retributivi degli emolumenti percepiti in qualità  di Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta regionale della Regione Campania e della conseguente pretesa di restituzione alla Regione Campania delle somme pari agli importi netti di €42.080,58 e di €39.093,44, relative rispettivamente agli anni 2012 e 2013;<br /> con richiesta di condanna dell&#8217;Amministrazione a restituire all&#8217;odierno ricorrente quanto eventualmente giÃ  trattenuto e recuperato.</p>
<p> Visti il ricorso e i relativi allegati;<br /> Visti gli atti tutti del fascicolo;<br /> Vista l&#8217;istanza di discussione orale telematica depositata da parte ricorrente in data 9.12.2020;<br /> Visti gli artt. 25 del D.L. n. 137/2020 e 4 del D.L. n. 28/2020, come convertito in legge dall&#8217;art. 1 della l. n. 70/2020;<br /> Considerato che, per consolidata giurisprudenza (cfr. Cons. di Stato sez. VI, n. 3192 del 18.7.2016; TAR Campania-Salerno n. 1490 del 24.10.2018; TAR Umbria n. 100 del 26.1.2017; TAR Sicilia-Catania n. 2950 del 16.1.2016), i termini fissati dall&#8217;art. 73, comma 1, c.p.a. per il deposito di memorie difensive e documenti &#8211; cui deve essere assimilato quello in parola, fissato per chiedere la discussione da remoto, alla luce anche dell&#8217;espresso richiamo fatto dall&#8217;art. 4, co. 1, citato, quanto alle cause in trattazione nel merito, al &#8220;termine per il deposito delle memorie di replica&#8221; &#8211; hanno carattere perentorio, in quanto espressione di un precetto di ordine pubblico processuale posto a presidio del contraddittorio e dell&#8217;ordinato lavoro del giudice, oltre che delle esigenze di corrente funzionalità  degli Organi e degli Uffici della Giustizia Amministrativa specificamente prese in considerazione nel quarto periodo del citato comma 1 dell&#8217;art. 4 D.L. n. 28/2020;<br /> Ritenuto che l&#8217;istanza è tardiva essendo stata depositata successivamente alla scadenza del termine prescritto (cfr Decreto Presidente Sezione settima, TAR Campania, Napoli, n. 1014/2020) e che non si ravvisano d&#8217;ufficio necessità  di acquisire difese ulteriori rispetto a quelle giÃ  ampiamente spiegate dalla parte richiedente;</p>
<p> P.Q.M.<br /> Respinge l&#8217;istanza.<br /> Il presente decreto è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà  a darne comunicazione alle parti.<br /> Così¬ deciso in Napoli il giorno 9 dicembre 2020.<br /> </div>
<p> <br /> <br /> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a></p>
<p>Pres. Barra Caracciolo – Est. Castriota Scanderbeg Sanzioni agli ordini professionali: Stop cautelare del CdS all’attività sanzionatoria dell’ANAC. Professioni – CNF – Ordini professionali – Legge. C.d. anticorruzione – Misure di repressione e prevenzione – Sospensione – Ammissibilità – Ragioni. &#160; Nelle more della definizione del giudizio nel merito, va</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Barra Caracciolo – Est. Castriota Scanderbeg</span></p>
<hr />
<p>Sanzioni agli ordini professionali: Stop cautelare del CdS all’attività sanzionatoria dell’ANAC.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Professioni – CNF – Ordini professionali – Legge. C.d. anticorruzione – Misure di repressione e prevenzione – Sospensione – Ammissibilità – Ragioni.</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Nelle more della definizione del giudizio nel merito, va accolta l’istanza di sospensione della esecutività della impugnata sentenza concernente l’applicazione di disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità agli ordini e collegi professionali (l.190/2012), tenuto anche conto degli sviluppi normativi attualmente in itinere, aventi finalità chiarificatrici riguardo alla portata applicativa soggettiva dell’attuale disciplina normativa in materia di contrasto alla corruzione.<br />
&nbsp;</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right;"><strong>N. 01093/2016 REG.PROV.CAU.</strong><br />
<strong>N. 00066/2016 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Consiglio di Stato</strong><br />
<strong>in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)</strong><br />
ha pronunciato la presente</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ORDINANZA</strong></div>
<p>sul ricorso numero di registro generale 66 del 2016, proposto da:</p>
<p>Consiglio Nazionale Forense &#8211; Cnf, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Maria Flick, Mario Sanino, Francesco Saverio Bertolini, Giuseppe Colavitti, con domicilio eletto presso Mario Sanino in Roma, viale Parioli, 180; Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Frosinone, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Firenze, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Massa Carrara, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Brescia, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Palermo, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Roma, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Agrigento, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Cremona, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Ancona, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Udine, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Pavia, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Salerno, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Trento, rappresentati e difesi dagli avv. Giovanni Maria Flick, Mario Sanino, Giuseppe Colavitti, Francesco Saverio Bertolini, con domicilio eletto presso Mario Sanino in Roma, viale Parioli, 180;<br />
&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>contro</em></strong></div>
<p>Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione, rappresentato e difeso per legge dall&#8217;Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>per la riforma</em></strong></div>
<p>della sentenza del T.A.R. LAZIO &#8211; ROMA: SEZIONE III n. 11392/2015, resa tra le parti, concernente applicazione delle disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell&#8217;illegalità nella pubblica amministrazione (l.190/2012) agli ordini e collegi professionali</p>
<p>Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;art. 98 cod. proc. amm.;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione;<br />
Viste le memorie difensive;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;efficacia della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di reiezione del ricorso di primo grado, presentata in via incidentale dalla parte appellante;<br />
Relatore, nella camera di consiglio del giorno 31 marzo 2016, il Consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e uditi per le parti gli avvocati Flick, Sanino, Colavitti, Bertolini, e l’avvocato dello Stato Pluchino;</p>
<p>Considerato che nelle more della definizione del giudizio nel merito, per la cui trattazione appare fin d’ora opportuno fissare l’udienza pubblica del 17 novembre 2016, merita di essere accolta l’istanza di sospensione della esecutività della impugnata sentenza ( nonché dell’efficacia dell’atto in primo grado gravato), tenuto anche conto degli sviluppi normativi attualmente in itinere, aventi finalità chiarificatrici &#8211; per quel che qui rileva- riguardo alla portata applicativa soggettiva dell’attuale disciplina normativa in materia di contrasto alla corruzione;<br />
considerato, quanto alle spese della presente fase cautelare, che le stesse possono essere compensate tra le parti, ricorrendo giusti motivi;</p>
<div style="text-align: center;">P.Q.M.</div>
<p>Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l&#8217;istanza cautelare (Ricorso numero: 66/2016) e, per l&#8217;effetto, sospende l&#8217;esecutività della sentenza impugnata nonché l’efficacia dell’atto impugnato in primo grado.<br />
Fissa per la trattazione del merito l’udienza pubblica del 17 novembre 2016.<br />
Spese della presente fase cautelare compensate.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 31 marzo 2016, con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<div style="text-align: center;">Luciano Barra Caracciolo, Presidente<br />
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore<br />
Dante D&#8217;Alessio, Consigliere<br />
Andrea Pannone, Consigliere<br />
Vincenzo Lopilato, Consigliere</div>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width:100.0%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="text-align: center;">
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />
Il 01/04/2016<br />
IL SEGRETARIO<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Lombardia &#8211; Milano &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/7/2011 n.1093</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lombardia-milano-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-7-2011-n-1093/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lombardia-milano-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-7-2011-n-1093/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lombardia-milano-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-7-2011-n-1093/">T.A.R. Lombardia &#8211; Milano &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/7/2011 n.1093</a></p>
<p>Va accolta, ai fini del riesame, la domanda cautelare avverso il provvedimento del Settore Assegnazione Alloggi di E.R.P., con rigetto di un&#8217;istanza di deroga: il Comune di Milano era pervenuto alla propria determinazione sul presupposto che il ricorrente avesse perso la disponibilità dell’alloggio precedentemente occupato a seguito di sfratto per</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lombardia-milano-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-7-2011-n-1093/">T.A.R. Lombardia &#8211; Milano &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/7/2011 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzatre/t-a-r-lombardia-milano-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-7-2011-n-1093/">T.A.R. Lombardia &#8211; Milano &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/7/2011 n.1093</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"></span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Va accolta, ai fini del riesame, la domanda cautelare avverso il provvedimento del Settore Assegnazione Alloggi di E.R.P., con rigetto di un&#8217;istanza di deroga: il Comune di Milano era pervenuto alla propria determinazione sul presupposto che il ricorrente avesse perso la disponibilità dell’alloggio precedentemente occupato a seguito di sfratto per morosità (per un importo esiguo pari a € 580), e che nel mese di luglio 2010 ha percepito “il contributo per il sostegno dell’affitto pari a € 2312 con il quale avrebbe potuto sanare la morosità”. Sennonche&#8217; il suddetto contributo era stato percepito in data successiva alla convalida di sfratto, circostanza non pare essere stata adeguatamente ponderata dall’Amministrazione procedente; mentre l’indisponibilità di soluzioni alloggiative, tenuto conto della tenera età dei quattro figli, espone il nucleo familiare del ricorrente a un serio pregiudizio. (G.S.)</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>N. 01093/2011 REG.PROV.CAU.<br />	<br />
N. 01835/2011 REG.RIC.           	</p>
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />	<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia<br />	<br />
(Sezione Prima)</b></p>
<p>ha pronunciato la presente	</p>
<p align=center><b>ORDINANZA</b></p>
<p>sul ricorso numero di registro generale 1835 del 2011, proposto da:<br />	<br />
<b>Yasser Attia</b>, rappresentato e difeso dall&#8217;Avv. Roberto Fortunato, con domicilio eletto presso il suo studio, in Milano, Via G. Ripamonti, n. 66	</p>
<p align=center>contro</p>
<p><b>Comune di Milano</b>, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avv. Antonella Fraschini, Irma Marinelli, Ruggero Meroni, Anna Maria Pavin, Donatella Silvia, Maria Sorrenti, Maria Rita Surano, Loredana Mattaliano e Anna Tavano, con domicilio eletto presso gli Uffici dell’Avvocatura comunale di Milano, Via Andreani, n. 10	</p>
<p>per l&#8217;annullamento,<br />	<br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia<br />	<br />
del provvedimento emesso dal Direttore di Settore del Comune di Milano &#8211; Direzione Centrale Casa &#8211; Settore Assegnazione Alloggi di E.R.P. in data 4.4.2011, comunicato al ricorrente in data 12.4.2011 con il quale veniva respinto il ricorso proposto dal Sig. Attia avverso il rigetto dell&#8217;istanza di deroga ex art. 14 del Reg. Reg. Lombardia n.1/2004, emesso dallo stesso Direttore di Settore con provvedimento del 15.2.2011; nonché, di tutti gli atti preordinati, consequenziali e/o comunque connessi ed in particolare del predetto decreto di rigetto dell&#8217;istanza di deroga	</p>
<p>nonché per il riconoscimento del diritto all&#8217;assegnazione di un alloggio ai sensi dell&#8217;art. 14, del Reg.Reg. n. 1/2004;	</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />	<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio del Comune di Milano;<br />	<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />	<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />	<br />
Visti tutti gli atti della causa;	</p>
<p>Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />	<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 luglio 2011 il dott. Marco Poppi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;	</p>
<p>Rilevato:<br /> <br />
che il ricorrente ha impugnato il diniego opposto dall’Amministrazione resistente alla propria istanza di assegnazione di alloggio di ERP in deroga alla graduatoria ex art. 14 del R.R. n. 1/2004;<br />	<br />
che il Comune di Milano è pervenuto alla propria determinazione sul presupposto che il ricorrente:<br />	<br />
&#8211; ha perso la disponibilità dell’alloggio precedentemente occupato a seguito di sfratto per morosità;<br />	<br />
&#8211; era moroso “per un importo esiguo pari a € 580,00”;<br />	<br />
&#8211; nel mese di luglio 2010 ha percepito “il contributo per il sostegno dell’affitto pari a € 2312 con il quale avrebbe potuto sanare la morosità”;	</p>
<p>Ritenuto:<br />	<br />
che il suddetto contributo è stato percepito in data successiva alla convalida di sfratto (15.7.2010);<br />	<br />
che la circostanza non pare essere stata adeguatamente ponderata dall’Amministrazione procedente;<br />	<br />
che, ad un primo sommario esame:<br />	<br />
&#8211; il ricorso pare essere sorretto dal prescritto fumus quanto ai dedotti vizi di motivazione e di istruttoria, nonché relativamente alla erronea valutazione dei presupposti di fatto;<br />	<br />
&#8211; l’indisponibilità di soluzioni alloggiative da parte del ricorrente, tenuto conto della tenera età dei quattro figli, espone il nucleo familiare del ricorrente a un serio pregiudizio;	</p>
<p align=center><b>P.Q.M.<br /></b></p>
<p>il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione I) accoglie l’istanza di sospensione ai fini del riesame.<br />	<br />
Compensa le spese della presente fase cautelare.	</p>
<p>La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.	</p>
<p>Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 6 luglio 2011 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />	<br />
Francesco Mariuzzo, Presidente<br />	<br />
Marco Bignami, Consigliere<br />	<br />
Marco Poppi, Referendario, Estensore	</p>
<p>L&#8217;ESTENSORE   IL PRESIDENTE 	</p>
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />	<br />
Il 07/07/2011	</p>
<p>IL SEGRETARIO<br />	<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</p>
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