<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>10391 Archivi - Giustamm</title>
	<atom:link href="https://www.giustamm.it/numero-provvedimento/10391/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giustamm.it/numero-provvedimento/10391/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 Oct 2021 16:21:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.giustamm.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-giustamm-32x32.png</url>
	<title>10391 Archivi - Giustamm</title>
	<link>https://www.giustamm.it/numero-provvedimento/10391/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 4/11/2005 n.10391</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2005 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 4/11/2005 n.10391</a></p>
<p>Pres. de Lise; Rel. Savo Amodio G. Arienzo + altri (Avv.ti G. Pistone, M. Chiti e A. Di Amatola) c. Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) e Presidenza del Consiglio dei Ministri (Avv. Stato) + altri la cognizione delle cause di risarcimento danni per comportamenti colposi della</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 4/11/2005 n.10391</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 4/11/2005 n.10391</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. de Lise; Rel. Savo Amodio<br /> G. Arienzo + altri (Avv.ti G. Pistone, M. Chiti e A. Di Amatola) c. Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) e Presidenza del Consiglio dei Ministri (Avv. Stato) + altri</span></p>
<hr />
<p>la cognizione delle cause di risarcimento danni per comportamenti colposi della Consob e della Banca d&#8217;Italia spetta al giudice ordinario</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Giurisdizione e Competenza – Risarcimento danni per condotte colpose della  CONSOB e della BANCA D’ITALIA – Giurisdizione del giudice ordinario.</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>La richiesta di risarcimento dei danni subiti in conseguenza della violazione da parte di CONSOB e BANCA D’ITALIA dei loro obblighi di vigilanza sull’attività di intermediazione mobiliare va proposta dinanzi al giudice ordinario.</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p align=center><b>REPUBBLICA ITALIANA<br />
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</b></p>
<p align=center><b>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio<br /> – Sezione Prima &#8211;</b></p>
<p>composto dai Magistrati:<br />
Pasquale de LISE                                       Presidente<br />
Antonino SAVO AMODIO                      Consigliere rel.<br />
Mario Alberto di NEZZA                          Primo referendario</p>
<p>ha pronunciato la seguente</p>
<p align=center><b>SENTENZA</b></p>
<p>sul ricorso n. 19962/2000 proposto da<br />
<b>Arienzo Gabriello</b> ed altri (come da elenco allegato) rappresentati e difesi dagli avv.ti Giuseppe Pistone, Mario Chiti e Astolfo Di Amato ed elettivamente domiciliati presso quest’ultimo in Roma, via Nizza n. 59</p>
<p align=center>contro</p>
<p>la <b>Commissione Nazionale per le Società </b>e la<b> Borsa (CONSOB</b>) in persona del suo legale rappresentante p.t.<br />
la <b>Presidenza del Consiglio dei Ministri</b>, in persona del Ministro p.t. entrambi rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale domiciliano in Roma, Via dei Portoghesi n. 12;<br />
la <b>Banca d’Italia</b>, in persona del Governatore della Banca d’Italia rappresentata e difesa dagli avv.ti Ceci Stefania, Lucani Sergio, Guarracino Francesco ed elettivamente domiciliata presso di loro in Roma, via Nazionale n. 91</p>
<p>per l’accertamento<br />
della violazione da parte di CONSOB e BANCA D’ITALIA dei loro obblighi di vigilanza sull’attività di intermediazione mobiliare nelle circostanze,  relative all’operato dell’Agenzia di Cambio de Asmundis e della Professione e Finanza S.p.A. – SIM di Napoli;</p>
<p>nonché per l’accertamento del danno ingiusto subito dai ricorrenti in conseguenza di detti comportamenti tenuti da CONSOB e BANCA D’ITALIA;<br />
conseguentemente, per la condanna di CONSOB e BANCA D’ITALIA in solido, in subordine, per la condanna di ciascuno dei convenuti per quanto di sua spettanza, a risarcire i ricorrenti dei danni subiti a seguito delle loro condotte colpose;</p>
<p>nonché  per l’accertamento della violazione da parte della REPUBBLICA ITALIANA dell’obbligo di tempestivo recepimento della direttiva 93/22/CEE del Consiglio dell’Unione Europea del 10.5.1993;</p>
<p>nonché per l’accertamento del danno ingiusto subito dai ricorrenti in conseguenza della violazione di tale obbligo comunitario;</p>
<p>conseguentemente, per la condanna della Repubblica Italiana, in solido con gli enti suddetti o, in subordine, per la condanna di ciascuno dei convenuti per quanto di sua spettanza, a risarcire i ricorrenti dei danni subiti a seguito di detto comportamento in violazione degli obblighi comunitari.</p>
<p>	Visto il ricorso con i relativi allegati;<br />	<br />
	Visti gli atti tutti di causa;<br />	<br />
	Nominato relatore il consigliere Antonino Savo Amodio e uditi, nella camera di consiglio del 12 ottobre 2005 l’avv.to Di Amato Alessio, l’avv.to dello Stato Carlo Sica e l’avv. Ceci. <br />	<br />
Vista l’ordinanza del 2 maggio 2003 n. 6719/03 della Corte Suprema di Cassazione &#8211; Sez. Unite Civili – che, in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario sulla pretesa de qua;<br />
Considerato, pertanto, che il ricorso in esame va dichiarato inammissibile;<br />
Ritenuto, peraltro, che sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione fra le parti delle spese di giudizio;</p>
<p align=center><b>P.Q.M.</b></p>
<p>il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima, dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe indicato.<br />
Compensa integralmente le spese di giudizio fra le parti.<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall&#8217;Autorità amministrativa.</p>
<p>Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 12 ottobre 2005.</p>
<p>Pasquale de LISE				Presidente<br />	<br />
Antonino SAVO AMODIO		Consigliere est.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzauno/t-a-r-lazio-roma-sezione-i-sentenza-4-11-2005-n-10391/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione I &#8211; Sentenza &#8211; 4/11/2005 n.10391</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
