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	<title>10131 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 2/5/2006 n.10131</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2006 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-2-5-2006-n-10131/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 2/5/2006 n.10131</a></p>
<p>Pres. Olla, est. Del Core Regione Friuli Venezia Giulia (Avv. A. Musenga) c. CS Tagliamento (Avv.ti A. Biagini e P. Venturi) sui limiti del controllo di legittimità della Cassazione sulla sentenza confermativa del lodo arbitrale 1. Processo – Ricorso per Cassazione – Impugnazione della sentenza di Corte d’Appello su un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-2-5-2006-n-10131/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 2/5/2006 n.10131</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzadue/corte-di-cassazione-sezione-i-civile-sentenza-2-5-2006-n-10131/">Corte di Cassazione &#8211; Sezione I civile &#8211; Sentenza &#8211; 2/5/2006 n.10131</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Olla, est. Del Core<br /> Regione Friuli Venezia Giulia (Avv. A. Musenga) c. CS Tagliamento (Avv.ti A. Biagini e P. Venturi)</span></p>
<hr />
<p><span style="color: #333333;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">sui limiti del controllo di legittimità della Cassazione sulla sentenza confermativa del lodo arbitrale</span></span></span></p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">1.	Processo – Ricorso per Cassazione – Impugnazione della sentenza di Corte d’Appello su un lodo arbitrale – Verifica di legittimità della sentenza – Contenuto																																																																																												</p>
<p>2.	Contratti della P.A. – Arbitrato – Lodo –Impugnazione per nullità – Limiti																																																																																												</p>
<p>3.	Processo – Impugnazione della sentenza di Corte d’Appello su un lodo arbitrale – Giudizio di legittimità della Corte di Cassazione – Contenuto – Interpretazione del contratto – Esclusione – Conseguenze – Eccezioni																																																																																												</p>
<p>4.	Arbitrato – Lodo &#8211; Liquidazione del danno da mancato guadagno – Ricorso a criteri di valutazione equitativa &#8211; Ammissibilità</span></span></span></p>
<hr />
<p>1.	In sede di ricorso avverso la sentenza che ha deciso sull’impugnazione per nullità del lodo arbitrale, la Corte di Cassazione non può prendere in esame direttamente il lodo, ma solo la sentenza emessa in esito a quel giudizio. In particolare, il compito di fare corretta applicazione dei canoni ermeneutici per accertare il significato del contratto e la volontà delle parti che l’hanno stipulato spetta solamente all’arbitro, mentre al giudice dell’impugnazione del lodo compete valutare se questo contenga al riguardo una motivazione adeguata e corretta e alla Corte di Cassazione, cui possono essere denunciati vizi della sentenza di detto giudice e non vizi del lodo, spetta verificare se tale sentenza sia a sua volta adeguatamente e correttamente motivata in relazione ai motivi dell’impugnazione del lodo.																																																																																												</p>
<p>2.	L’interpretazione degli arbitri, in ordine al contenuto di una clausola contrattuale, può essere contestata, con l’impugnazione per nullità del lodo, solo in relazione alla violazione di regole di diritto, e non anche tramite la mera deduzione di erroneità, ovvero la prospettazione di un’interpretazione diversa, senza la specifica indicazione di quali criteri ermeneutica gli arbitri abbiano mancato di osservare.																																																																																												</p>
<p>3.	L’intepretazione del contratto, mirando a determinare una realtà storica e obiettiva, è tipico accertamento in fatto istituzionalmente riservato al giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità, se non nelle ipotesi di violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, di cui agli artt. 1362 ss. c.c. o di motivazione inadeguata ovverosia non idonea a consentire la ricostruzione dell’iter logico seguito per giungere alla decisione. In particolare, per far valere una violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, il ricorrente per Cassazione non solo deve fare puntuale riferimento alle regole legali di interpretazione mediante specifica indicazione dei canoni asseritamene violati e ai principi in esse contenuti, ma è tenuto altresì a precisare in qual modo e con quali considerazioni il giudice del merito se ne sia discostato. Pertanto, non è ammissibile la critica della ricostruzione della volontà negoziale operata dal giudice di merito che, dedotta sotto il profilo della violazione delle norme ermeneutiche o del vizio di motivazione, si risolva in realtà nella proposta di un’interpretazione diversa.																																																																																												</p>
<p>4.	In materia di liquidazione del mancato guadagno, è ammissibile il ricorso degli arbitri a criteri di valutazione equitativa del danno</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
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