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	<title>Ordinanza sospensiva Archivi - Giustamm</title>
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	<title>Ordinanza sospensiva Archivi - Giustamm</title>
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	<item>
		<title>Sull&#8217;informativa antimafia.</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullinformativa-antimafia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 16:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullinformativa-antimafia-2/">Sull&#8217;informativa antimafia.</a></p>
<p>Atto amministrativo &#8211; Informativa antimafia &#8211; Motivazione &#8211; Misura della prevenzione collaborativa &#8211; Sovrapponibilità degli elementi &#8211; Domanda cautelare &#8211; Accoglimento. Va accolta la domanda cautelare proposta nel caso in cui il sostrato di elementi posto a base dell’avversata informativa antimafia paia nella sostanza sovrapponibile a quello indicato nella precedente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullinformativa-antimafia-2/">Sull&#8217;informativa antimafia.</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullinformativa-antimafia-2/">Sull&#8217;informativa antimafia.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Atto amministrativo &#8211; Informativa antimafia &#8211; Motivazione &#8211; Misura della prevenzione collaborativa &#8211; Sovrapponibilità degli elementi &#8211; Domanda cautelare &#8211; Accoglimento.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Va accolta la domanda cautelare proposta nel caso in cui il sostrato di elementi posto a base dell’avversata informativa antimafia paia nella sostanza sovrapponibile a quello indicato nella precedente e meno afflittiva misura della prevenzione collaborativa <i>ex</i> art. 94-<i>bis</i> D. Lgs n.159/2011, posto, in particolare, che la sopravvenuta misura degli arresti domiciliari è stata revocata mentre per altro verso è stata esclusa l’aggravante ex art. 416-<i>bis</i>, 1 c.p.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Pres. Correale &#8211; Est. Levato</p>
<hr />
<p class="repubblica" style="text-align: center;">REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p class="sezione" style="text-align: center;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria</p>
<p class="sezione" style="text-align: center;">(Sezione Prima)</p>
<p class="tabula" style="text-align: justify;">ha pronunciato la presente</p>
<p class="sezione" style="text-align: center;">ORDINANZA</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">sul ricorso numero di registro generale 825 del 2025, proposto da:</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">-OMISSIS-, in proprio e in qualità di titolare dell’omonima impresa individuale, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Spataro e Giuseppe Rombolà, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;</p>
<p class="contro" style="text-align: center;">contro</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Ministero dell&#8217;Interno, Prefettura di Vibo Valentia, in persona del legale rappresentante <i>pro tempore</i>, rappresentati e difesi dall&#8217;Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro, domiciliataria in Catanzaro, via G. Da Fiore, 34;</p>
<p class="contro" style="text-align: justify;">per l&#8217;annullamento, previa sospensione dell&#8217;efficacia,</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">dell’informativa interdittiva antimafia del Prefetto di Vibo Valentia prot. n. -OMISSIS- del 29.05.2025 e degli esiti informativi degli organi di polizia, interessati in sede di Gruppo Interforze Antimafia, riunitisi in data 11.10.2024.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Visti il ricorso e i relativi allegati;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell&#8217;Interno e della Prefettura di Vibo Valentia;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Visto l&#8217;art. 55 c.p.a.;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Visti tutti gli atti della causa;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 luglio 2025 il dott. Arturo Levato e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Ritenuto che:</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">&#8211; in via preliminare va disattesa l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa erariale, poiché per un verso la Direttiva del Ministero dell’Interno n. -OMISSIS- non risulta formalmente impugnata e, per altro verso, l’esponente non ne denuncia l’illegittimità ma ne lamenta la violazione ad opera dell’avversato provvedimento antimafia;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">&#8211; quanto alla richiesta tutela interinale, sul piano del <i>fumus boni iuris</i> appaiono <i>prima facie</i> sussistere i denunciati profili di vizio di eccesso di potere, poiché il sostrato di elementi posto a base dell’avversata informativa pare nella sostanza sovrapponibile a quello indicato nella precedente e meno afflittiva misura della prevenzione collaborativa <i>ex</i> art. 94-<i>bis</i> D. Lgs n.159/2011, posto, in particolare, che la sopravvenuta misura degli arresti domiciliari è stata revocata mentre per altro verso è stata esclusa l’aggravante ex art. 416-<i>bis</i>, 1 c.p.;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">&#8211; è altresì sussistente il requisito del <i>periculum in mora</i>, correlato all’interruzione dell’attività d’impresa;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">&#8211; la richiesta di tutela interinale è pertanto accolta, con conseguente sospensione del provvedimento impugnato;</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">&#8211; le spese della presente fase processuale seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.</p>
<p class="fatto" style="text-align: center;">P.Q.M.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare e sospende gli effetti dell’impugnata informativa interdittiva.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Condanna la resistente amministrazione al pagamento delle spese di lite in favore della ricorrente, quantificate in euro 1.000,00, oltre accessori di legge.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Fissa per la trattazione del merito del ricorso l’udienza pubblica del 17 dicembre 2025.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">La presente ordinanza sarà eseguita dall’amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale Amministrativo che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all&#8217;articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dell’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all&#8217;oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare parte ricorrente.</p>
<p class="popolo" style="text-align: justify;">Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 23 luglio 2025 con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<p class="tabula" style="text-align: justify;">Ivo Correale, Presidente</p>
<p class="tabula" style="text-align: justify;">Arturo Levato, Primo Referendario, Estensore</p>
<p class="tabula" style="text-align: justify;">Federico Baffa, Referendario</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sull&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense.</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullesame-di-abilitazione-allesercizio-della-professione-forense/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 11:45:42 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/?post_type=cpt_387&#038;p=87588</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullesame-di-abilitazione-allesercizio-della-professione-forense/">Sull&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense.</a></p>
<p>Concorso &#8211; Esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense &#8211; Esame orale &#8211; Esito negativo &#8211; Domanda vertente su leggi complementari &#8211; Illegittimità. Appare assistito da adeguati profili di humus boni juris il ricorso con cui il candidato partecipante all&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense impugni l&#8217;esito negativo della prova orale, giacché</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullesame-di-abilitazione-allesercizio-della-professione-forense/">Sull&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Concorso &#8211; Esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense &#8211; Esame orale &#8211; Esito negativo &#8211; Domanda vertente su leggi complementari &#8211; Illegittimità.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Appare assistito da adeguati profili di <i>humus boni juris </i>il ricorso con cui il candidato partecipante all&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense impugni l&#8217;esito negativo della prova orale, giacché il quesito posto esulava dalla sola disciplina codicistica e richiedeva la conoscenza della normativa in tema di contratto di viaggio, contenuta in una legge complementare (il D.Lgs. n. 206 del 2005, cd. Codice del Consumo), quando, per contro, le Linee Generali per la formulazione dei quesiti d’esame approvate con D.M. del 21.12.2022, stabiliscono che “<em>Per quanto riguarda il diritto civile e il diritto penale, la disciplina dell’esame fa riferimento a una “materia regolata dal codice civile” e “dal codice penale”,</em> per cui “<em>Il quesito non può pertanto avere ad oggetto materie disciplinate nell’ambito delle leggi complementari al codice civile e al codice penale</em>&#8220;.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Pres. Russo &#8211; Est. Bini</p>
<hr />
<p style="text-align: center;">REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p style="text-align: center;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia</p>
<p style="text-align: center;">(Sezione Seconda)</p>
<p style="text-align: justify;">ha pronunciato la presente</p>
<p style="text-align: center;">ORDINANZA</p>
<p style="text-align: justify;">sul ricorso numero di registro generale 730 del 2023, proposto da</p>
<p style="text-align: justify;">Orazio Scicolone, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Paolo Mastrovito, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;</p>
<p style="text-align: center;"><em>contro</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ministero della Giustizia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura dello Stato, domiciliato presso i suoi uffici, in Milano, via Freguglia, 1;<br />
Corte D’Appello di Milano – Commissione Esami Avvocato Sessione 2022, Corte D’Appello di Roma, Corte D’Appello di Roma – IV Sottocommissione di Roma, non costituiti in giudizio;</p>
<p style="text-align: center;"><em>per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia,</em></p>
<p style="text-align: justify;">− del verbale della Corte d’Appello di Milano – Commissione Esami Avvocato Sessione 2022 del 22.03.2023, con il quale il ricorrente candidato, all’esito della prima prova orale dell’esame di abilitazione alla professione forense, dinanzi alla Sottocommissione n. IV della Corte di Appello di Roma “è stato dichiarato non idoneo, avendo conseguito il voto complessivo seguente: 15/30”;</p>
<p style="text-align: justify;">− di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Visti il ricorso e i relativi allegati;</p>
<p style="text-align: justify;">Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;</p>
<p style="text-align: justify;">Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;</p>
<p style="text-align: justify;">Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;</p>
<p style="text-align: justify;">Visti tutti gli atti della causa;</p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2023 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato il ricorso assistito da sufficienti giacché il quesito posto esulava dalla sola disciplina codicistica e richiedeva la conoscenza della normativa in tema di contratto di viaggio, contenuta in una legge complementare (il D.Lgs. n. 206 del 2005, cd. Codice del Consumo);</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le Linee Generali per la formulazione dei quesiti d’esame approvate con D.M. del 21.12.2022, ove viene stabilito che “<em>Per quanto riguarda il diritto civile e il diritto penale, la disciplina dell’esame fa riferimento a una “materia regolata dal codice civile” e “dal codice penale”,</em> per cui “<em>Il quesito non può pertanto avere ad oggetto materie disciplinate nell’ambito delle leggi complementari al codice civile e al codice penale”;</em></p>
<p style="text-align: justify;">elementi di fondatezza, giacché il quesito posto esulava dalla sola disciplina codicistica e richiedeva la conoscenza della normativa in tema di contratto di viaggio, contenuta in una legge complementare (il D.Lgs. n. 206 del 2005, cd. Codice del Consumo);</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le Linee Generali per la formulazione dei quesiti d’esame approvate con D.M. del 21.12.2022, ove viene stabilito che “<em>Per quanto riguarda il diritto civile e il diritto penale, la disciplina dell’esame fa riferimento a una “materia regolata dal codice civile” e “dal codice penale”,</em> per cui “<em>Il quesito non può pertanto avere ad oggetto materie disciplinate nell’ambito delle leggi complementari al codice civile e al codice penale”;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuto che la domanda cautelare merita quindi accoglimento, con la conseguenza che l’Amministrazione dovrà rinnovare la prima prova orale del ricorrente davanti ad una commissione tutta in diversa composizione rispetto a quella che ha adottato il provvedimento impugnato;</p>
<p style="text-align: justify;">la nuova prova dovrà essere sostenuta non prima di quindici e non oltre trenta giorni dalla notificazione della presente ordinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le spese della presente fase saranno liquidate con la decisione definitiva.</p>
<p style="text-align: center;">P.Q.M.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) accoglie e per l’effetto:</p>
<p style="text-align: justify;">a) sospende ai fini della rinnovazione della prova nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione;</p>
<p style="text-align: justify;">b) fissa per la prosecuzione della trattazione del ricorso l’udienza in camera di consiglio del 17 ottobre 2023.</p>
<p style="text-align: justify;">Spese al definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2023 con l’intervento dei magistrati:</p>
<p style="text-align: justify;">Maria Ada Russo, Presidente</p>
<p style="text-align: justify;">Silvana Bini, Consigliere, Estensore</p>
<p style="text-align: justify;">Laura Patelli, Primo Referendario</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenza/sullesame-di-abilitazione-allesercizio-della-professione-forense/">Sull&#8217;esame di abilitazione all&#8217;esercizio della professione forense.</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione II &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 13/7/2017 n.3574</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione II &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 13/7/2017 n.3574</a></p>
<p>Pres. Savo Amodio/ Est. Martino Sul rilievo dell&#8217; illecito concorrenziale in termini di grave errore professionale ex art. 38, co, 1 lett. f D.Lgs. 163/2006 e sulla necessità di valutare a tal fine anche le misure di self cleaning adottate Contratti della p.a. – Gara – Offerta – Sanzione per</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione II &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 13/7/2017 n.3574</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione II &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 13/7/2017 n.3574</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Savo Amodio/ Est. Martino</span></p>
<hr />
<p>Sul rilievo dell&#8217; illecito concorrenziale in termini di grave errore professionale ex art. 38, co, 1 lett. f D.Lgs. 163/2006 e sulla necessità di valutare a tal fine anche le misure di self cleaning adottate</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></p>
<div style="text-align: justify;">Contratti della p.a. – Gara – Offerta – Sanzione per illecito antitrust &#8211; Esclusione &nbsp;&#8211; Ai sensi dell’art. 38, comma 1, lett. f) – Presupposti &#8211; Motivata valutazione &#8211; Necessità &#8211; Misure di self cleaning &#8211; Rilevanza</div>
<p></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Nella nozione di “errore nell’esercizio dell’attività professionale”, quale delineata dall’art. 38, comma 1, lett) f) del d.lgs. n. 163/2006, rientra a buon diritto, anche la commissione di illeciti concorrenziali, accertati dalla competente Autorità, posto che la normativa antitrust è espressione degli stessi principi ispiratori delle disposizioni, comunitarie e nazionali, in materia di affidamento delle pubbliche commesse; né la disposizione in esame, diversamente da quella relativa alla distinta fattispecie delle “grave negligenza o inadempimento”, risulta limitata alla specifica fase dell’esecuzione della prestazione contrattuale, trattandosi, in sostanza, di una formula di chiusura, in ordine alla quale può rilevare anche la violazione di regole deontologiche e, più in un generale, della cornice legale in cui gli imprenditori debbono operare. Tuttavia, ai fini della “motivata valutazione” richiesta dal previgente codice dei contratti, la stazione appaltante deve &nbsp;avere riguardo al principio di proporzionalità e quindi adeguatamente soppesare la gravità dell’illecito ascritto all’impresa in rapporto alle circostanze dei fatti, alla tipologia di violazione, alle conseguenze sanzionatorie, al tempo trascorso e alle eventuali recidive, il tutto in relazione all&#8217;oggetto e alle caratteristiche dell&#8217;appalto. A tal fine, anche prima dell’espressa previsione contenuta nell’art. 80, comma 7, del d.lgs. n. 50/2016, non possono essere considerate irrilevanti eventuali misure di “self cleaning” adottate dall’impresa incorsa nell’infortunio professionale, in particolare in quanto volte ad adottare modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire illeciti della specie di quello verificatosi, in quanto tale condotta “riparatoria” denota la capacità dell’impresa di ricostituire la propria integrità professionale.</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>
Pubblicato il 13/07/2017</p>
<p style="text-align: right;">N. 03574/2017 REG.PROV.CAU.</p>
<p style="text-align: right;">N. 06197/2017 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>&nbsp;</h1>
<p style="text-align: center;">REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p style="text-align: center;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio</p>
<p style="text-align: center;">(Sezione Seconda)</p>
<p style="text-align: center;">ha pronunciato la presente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">ORDINANZA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">sul ricorso numero di registro generale 6197 del 2017, proposto da:</p>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify;">Manutencoop Facility Management S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Antonio Lirosi, prof. Andrea Zoppini, Marco Martinelli, Giorgio Vercillo, Carmine Pepe, con domicilio eletto presso lo studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli &amp; Partners, in Roma Via delle Quattro Fontane, 20</p>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify;">contro</p>
<p style="text-align: justify;">Consip, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dal prof. avv. Angelo Clarizia, ed elettivamente domiciliata presso lo studio del difensore, in Roma, via Principessa Clotilde n. 2;<br />
Anac &#8211; Autorità Nazionale Anticorruzione, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, via dei Portoghesi, 12;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">per l&#8217;annullamento</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; del provvedimento di esclusione di MFM ex art. 38, c. 1, lett. f) del D.Lgs. 163/06 (“Codice”) dalla gara a procedura aperta “per l&#8217;affidamento dei servizi di pulizia ed igiene ambientale nonché degli altri servizi aggiuntivi da eseguirsi negli immobili ad uso caserma per le pubbliche amministrazioni” (la “Gara Caserme” o “Gara”) comunicato con nota prot. n. 15450 del 16/6/17, ex art. 79, c. 5 lett. b) Codice (il “Provvedimento di Esclusione” o l&#8217;“Esclusione”);</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; di ogni atto presupposto, connesso o consequenziale ivi inclusi, ove occorrer possa (i) la Delibera dell&#8217;ANAC n. 296 del 29/3/17 (il “Parere ANAC”), (ii) l&#8217;art. 6 del Disciplinare della gara indetta da Consip per la pulizia degli istituti scolastici con bando dell&#8217;11/7/12 (la “Gara Scuole”); (iii) il provvedimento di escussione della cauzione, medio tempore eventualmente adottato, ancorché non conosciuto, (iv) la nota 16173 del 23/6/17 recante la comunicazione all&#8217;ANAC ai sensi dell&#8217;art. 8, lett. r) ed s), del d.P.R. n. 207/10 per l&#8217;inserimento dell&#8217;annotazione nel Casellario Informatico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify;">Visto il ricorso con i relativi allegati;</p>
<p style="text-align: justify;">Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di Anac &#8211; Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione;</p>
<p style="text-align: justify;">Vista l’istanza cautelare, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;</p>
<p style="text-align: justify;">Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;</p>
<p style="text-align: justify;">Visti gli atti tutti della causa;</p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore alla camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 il Cons. Silvia Martino;</p>
<p style="text-align: justify;">Uditi gli avvocati, di cui al verbale;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p style="text-align: justify;">Considerato che nella nozione di “errore nell’esercizio dell’attività professionale”, quale delineata dall’art. 38, comma 1, lett) f) del d.lgs. n. 163/2006, rientra(va) a buon diritto, anche la commissione di illeciti concorrenziali, accertati dalla competente Autorità, posto che la normativa&nbsp;<i>antitrust</i>&nbsp;è espressione degli stessi principi ispiratori delle disposizioni, comunitarie e nazionali, in materia di affidamento delle pubbliche commesse; né la disposizione in esame, diversamente da quella relativa alla distinta fattispecie delle “grave negligenza o inadempimento”, risulta limitata alla specifica fase dell’esecuzione della prestazione contrattuale, trattandosi, in sostanza, di una formula di chiusura, in ordine alla quale può rilevare anche la violazione di regole deontologiche e, più in un generale, della cornice legale in cui gli imprenditori debbono operare;</p>
<p style="text-align: justify;">Rilevato tuttavia che, ai fini della “motivata valutazione” richiesta dal previgente codice dei contratti, la stazione appaltante deve (doveva) avere riguardo al principio di proporzionalità (cfr., ad esempio Corte giustizia UE, sez. IV, 14/12/2016, n. 171) e quindi adeguatamente soppesare la gravità dell’illecito ascritto all’impresa in rapporto alle circostanze dei fatti, alla tipologia di violazione, alle conseguenze sanzionatorie, al tempo trascorso e alle eventuali recidive, il tutto in relazione all&#8217;oggetto e alle caratteristiche dell&#8217;appalto (cfr.&nbsp;<i>ex plurimis</i>&nbsp;Consiglio di Stato, sez. VI, 02/01/2017, n. 1)</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato che, a tal fine, anche prima dell’espressa previsione contenuta nell’art. 80, comma 7, del d.lgs. n. 50/2016, non potevano essere considerate irrilevanti eventuali misure di “<i>self cleaning</i>” adottate dall’impresa incorsa nell’infortunio professionale, in particolare in quanto volte ad adottare modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire illeciti della specie di quello verificatosi (cfr., sul punto, le Linee guida ANAC n. 6 del 6.11.2016), in quanto tale condotta “riparatoria” denota la capacità dell’impresa di ricostituire la propria integrità professionale;</p>
<p style="text-align: justify;">Rilevato che, nel caso di specie, Consip non ha effettuato alcuna valutazione, in concreto, in ordine alle caratteristiche dell’illecito concorrenziale sanzionato dall’AGCM, con particolare riguardo alla rimodulazione ad opera del giudice amministrativo della sanzione inflitta e ai rimedi strutturali che la società afferma di avere, nel frattempo, adottato;</p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuta, infine, la gravità del pregiudizio derivante dai provvedimenti impugnati i quali comportano la sostanziale estromissione di MFM da una rilevante quota del mercato degli appalti pubblici, nel settore di interesse, considerato il carattere nazionale della gara “Caserme” nonché la circostanza che, analoga decisione, è stata assunta in relazione alla gara “Sanità” svolta da Consip, sempre a livello nazionale, nello stesso arco temporale;</p>
<p style="text-align: justify;">P.Q.M.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma, sez. II^, accoglie l’istanza cautelare, e, per l’effetto sospende l’efficacia del provvedimento di esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Compensa integralmente fra le parti le spese della presente fase di giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fissa, per la trattazione del merito, la pubblica udienza del 25 ottobre 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2017 con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Antonino Savo Amodio, Presidente</p>
<p>Silvia Martino, Consigliere, Estensore</p>
<p>Roberto Proietti, Consigliere</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="1" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>L&#8217;ESTENSORE</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>IL PRESIDENTE</td>
</tr>
<tr>
<td>Silvia Martino</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Antonino Savo Amodio</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>IL SEGRETARIO</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-ii-ordinanza-sospensiva-13-7-2017-n-3574/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione II &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 13/7/2017 n.3574</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Puglia &#8211; Lecce &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 29/6/2017 n.329</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/">T.A.R. Puglia &#8211; Lecce &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 29/6/2017 n.329</a></p>
<p>Pres.D&#8217;Arpe/ Est. Lariccia L’ente gestore di acquedotto pubblico è tenuto a rimuovere i rifiuti abbandonati da terzi? Rifiuti – Acquedotto pubblico – Abbandono incontrollato da parte di terzi – Responsabilità ente gestore – E’esclusa – Competenza a emettere ordinanze – Sindaco – Procedimento accertamento corresponsabilità – In contraddittorio con interessati</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/">T.A.R. Puglia &#8211; Lecce &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 29/6/2017 n.329</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/">T.A.R. Puglia &#8211; Lecce &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 29/6/2017 n.329</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres.D&#8217;Arpe/ Est. Lariccia</span></p>
<hr />
<p>L’ente gestore di acquedotto pubblico è tenuto a rimuovere i rifiuti abbandonati da terzi?</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Rifiuti – Acquedotto pubblico – Abbandono incontrollato da parte di terzi – Responsabilità ente gestore – E’esclusa – Competenza a emettere ordinanze – Sindaco – Procedimento accertamento corresponsabilità – In contraddittorio con interessati – Motivazione esauriente<br />
&nbsp;</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Va sospesa l’ordinanza del Dirigente che intimi all’ente gestore di un acquedotto pubblico di rimuovere rifiuti abbandonati da terzi sulle aree interessate dalle condutture idriche.Ciò in quanto, da un lato, l’ente gestore dell’acquedotto, in linea generale non è tenuto agli adempimenti di rimozione dei rifiuti abbandonati da terzi sulle aree interessate dalle condutture idriche (non essendo comprese negli obblighi da essa assunti convenzionalmente la vigilanza e la custodia delle infrastrutture per comportamenti di natura patologica posti in essere da terzi estranei), e – dall’altro – perché il disposto dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 03/04/2006 n° 152 prevede la competenza del Sindaco e non del dirigente e &nbsp;richiede, ai fini della corresponsabilità del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell’area interessata dall’abbandono di rifiuti, che i necessari propedeutici accertamenti sulla responsabilità dolosa o colposa della violazione dell’obbligo di abbondono e deposito incontrollato di rifiuti siano effettuati dai soggetti istituzionalmente preposti al controllo in contraddittorio con gli interessati, dandone conto in un’esauriente motivazione.</div>
<p>
&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>
Pubblicato il 29/06/2017</p>
<p style="text-align: right;">N. 00329/2017 REG.PROV.CAU.</p>
<p style="text-align: right;">N. 00637/2017 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>&nbsp;</h1>
<p style="text-align: center;">REPUBBLICA ITALIANA</p>
<p style="text-align: center;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia</p>
<p style="text-align: center;">Lecce &#8211; Sezione Terza</p>
<p style="text-align: center;">ha pronunciato la presente</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">ORDINANZA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sul ricorso numero di registro generale 637 del 2017, proposto da:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font>Acquedotto</font>&nbsp;Pugliese S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Monica Boezio e Maria Rosaria Mola, con domicilio eletto presso lo studio Maria Rosaria Mola in Bari, via Cognetti 36;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>contro</p>
<p>Comune di Leverano, non costituito in giudizio;&nbsp;</p>
<p>per l&#8217;annullamento</p>
<p>previa sospensione dell&#8217;efficacia,</p>
<p>dell’ordinanza del Dirigente del Comune di Leverano n.24 del 4 aprile 2017, notificata alla società&nbsp;<font>Acquedotto</font>Pugliese in pari data.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Visto il ricorso e i relativi allegati;</p>
<p>Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;</p>
<p>Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;</p>
<p>Visti tutti gli atti della causa;</p>
<p>Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;</p>
<p>Relatore nella camera di consiglio del giorno 27 giugno 2017 la dott.ssa Antonella Lariccia e udita per la parte ricorrente l&#8217;avv. R.M. Mola.;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato che, ad una sommaria delibazione propria della fase cautelare del giudizio, il ricorso appare fondato, in quanto – da un lato – l’<font>Acquedotto</font>&nbsp;Pugliese S.p.A., ente gestore dell’<font>acquedotto</font>, (in linea generale) non è tenuto agli adempimenti di rimozione dei&nbsp;<font>rifiuti</font>&nbsp;abbandonati da terzi sulle aree interessate dalle condutture idriche (non essendo comprese negli obblighi da essa assunti convenzionalmente la vigilanza e la custodia delle infrastrutture per comportamenti di natura patologica posti in essere da terzi estranei), e – dall’altro – perché (nel caso di specie) il Comune intimato ha comunque violato il disposto dell’art. 192 comma 3 d.lgs. 03/04/2006 n° 152, che prevede la competenza del Sindaco e non del dirigente e che richiede, ai fini della corresponsabilità del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell’area interessata dall’abbandono di&nbsp;<font>rifiuti</font>, che i necessari propedeutici accertamenti sulla responsabilità dolosa o colposa della violazione dell’obbligo di abbondono e deposito incontrollato di&nbsp;<font>rifiuti</font>&nbsp;siano effettuati dai soggetti istituzionalmente preposti al controllo in contraddittorio con gli interessati, dandone conto in un’esauriente motivazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritenuti, altresì, sussistenti sia il pregiudizio grave ed irreparabile allegato dalla Società ricorrente, sia i presupposti di legge per dichiarare irripetibili le spese della presente fase cautelare.</p>
<p style="text-align: justify;">P.Q.M.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce &#8211; Sezione Terza</p>
<p style="text-align: justify;">Accoglie e per l&#8217;effetto:</p>
<p style="text-align: justify;">a) sospende il provvedimento impugnato;</p>
<p style="text-align: justify;">b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l&#8217;udienza pubblica del 09/01/2018.</p>
<p style="text-align: justify;">Dichiara irripetibili le spese della presente fase cautelare.</p>
<p style="text-align: justify;">La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p style="text-align: justify;">Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 27 giugno 2017 con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Enrico d&#8217;Arpe, Presidente</p>
<p>Antonella Lariccia, Referendario, Estensore</p>
<p>Maria Luisa Rotondano, Referendario</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table border="0" cellspacing="1" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>L&#8217;ESTENSORE</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>IL PRESIDENTE</td>
</tr>
<tr>
<td>Antonella Lariccia</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Enrico d&#8217;Arpe</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>IL SEGRETARIO</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-puglia-lecce-sezione-iii-ordinanza-sospensiva-29-6-2017-n-329/">T.A.R. Puglia &#8211; Lecce &#8211; Sezione III &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 29/6/2017 n.329</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 24/3/2017 n.1337</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 24/3/2017 n.1337</a></p>
<p>Pres. Griffi/ Est. Pannone Rimessa all’Adunanza Plenaria l’ordinanza di demolizione di un immobile abusivo trasferito mortis causa Abuso edilizio – &#160;Rimessione Adunanza Plenaria – Immobile trasferito – Mortis causa. &#160; &#160; Va rimessa all’Adunanza Plenaria la seguente questione : se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo (nella specie, trasferito mortis</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 24/3/2017 n.1337</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 24/3/2017 n.1337</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Griffi/ Est. Pannone</span></p>
<hr />
<p>Rimessa all’Adunanza Plenaria l’ordinanza di demolizione di un immobile abusivo trasferito mortis causa</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Abuso edilizio – &nbsp;Rimessione Adunanza Plenaria – Immobile trasferito – Mortis causa.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Va rimessa all’Adunanza Plenaria la seguente questione : se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo (nella specie, trasferito mortis causa) debba essere congruamente motivato sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata quando il provvedimento sanzionatorio intervenga a una distanza temporale straordinariamente lunga dalla commissione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi del provvedimento sanzionatorio.<br />
&nbsp;</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: center;">Pubblicato il 24/03/2017</div>
<p><strong>N. 01337/2017 REG.PROV.COLL.</strong><br />
<strong>N. 00712/2015 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Consiglio di Stato</strong><br />
<strong>in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)</strong><br />
ha pronunciato la presente<br />
<strong>ORDINANZA DI RIMESSIONE ALL&#8217;ADUNANZA PLENARIA</strong></div>
<p>sul ricorso numero di registro generale 712 del 2015, proposto da:</p>
<p>Fiorella Bartolucci, Fabio Bartolucci e Annamaria Bartolucci, rappresentati e difesi dall&#8217;avvocato Maria Antonella Mascaro, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via di Ripetta, 22;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>contro</em></strong></div>
<p>Comune di Fiumicino, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Catia Livio e Francesco Di Mauro, con domicilio eletto presso lo studio Francesco Di Mauro in Roma, via Padre Semeria, 33;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>per la riforma</em></strong></div>
<p>della sentenza in forma semplificata del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione I quater, n. 7519/2014, resa tra le parti, concernente demolizione di opere edilizie abusive.</p>
<p>Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di Comune di Fiumicino;<br />
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Relatore nell&#8217;udienza pubblica del giorno 23 giugno 2015 il Cons. Andrea Pannone e uditi per le parti gli avvocati Buonfiglio, per delega di Mascaro, e Di Mauro;</p>
<p>1. La sentenza appellata ha respinto il ricorso proposto dai sig.ri Bartolucci Fiorella, Annamaria e Fabio per l’annullamento dell’ordinanza del Comune di Fiumicino prot. n. 14889 del 26 febbraio 2014 con cui era stata ingiunta la demolizione delle opere edili abusivamente realizzate sull’immobile sito in quel Comune, località Isola Sacra, via F. Martinengo nn. 81-83.<br />
Per quel che qui rileva, il ricorso è stato respinto alla luce di quell’orientamento giurisprudenziale ex multis: Consiglio di Stato, Sez. IV, 11 gennaio 2011, n. 79) secondo il quale “l’ordine di demolizione, come tutti i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, è atto vincolato che non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, né una comparazione di quest’ultimo con gli interessi privati coinvolti e sacrificati, né una motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale alla demolizione, non potendo neppure ammettersi l’esistenza di alcun affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione di fatto abusiva, che il tempo non può giammai legittimare”.<br />
Propongono ricorso in appello gli interessati evidenziando come, nonostante l’edificio fosse stato ultimato nel 1982, e sin da quel momento l’Amministrazione fosse a conoscenza dell’esistenza dello stesso, l’ordinanza era stata notificata soltanto a ben 32 anni dall’ultimazione del fabbricato in argomento. Tale inerzia aveva ingenerato una posizione di affidamento rispetto alla quale l’amministrazione avrebbe avuto l’onere di una congrua motivazione in ordine all’interesse pubblico prevalente che giustificasse il sacrificio dei ricorrenti i quali, peraltro, semplicemente ereditando la proprietà dell’edificio nel 2009, dalla dante causa Fiozzi Concetta, risultavano addirittura estranei a qualsivoglia realizzazione abusiva.<br />
Veniva, quindi, in altri termini lamentato che, nonostante il notevole lasso di tempo trascorso tra la commissione dell’abuso e la risposta sanzionatoria, con il conseguente affidamento medio tempore maturato dagli attuali proprietari, l’Amministrazione comunale non avesse dato conto alcuno, con idonea motivazione, delle ragioni di attualità, concretezza e specificità del pubblico interesse, diverso dal mero ripristino della legalità, sotteso al provvedimento sanzionatorio.<br />
A sostegno del ricorso in appello gli interessati invocano la pronuncia della IV Sezione (4 febbraio 2014, n. 1016) secondo la quale: “Il provvedimento di rimozione dell’abuso è atto dovuto e prescinde dall’attuale possesso del bene e dalla coincidenza del proprietario con il realizzatore dell’abuso medesimo; pertanto, le sanzioni in materia edilizia sono legittimamente adottate nei confronti dei proprietari attuali degli immobili, a prescindere dalla modalità con cui l’abuso è stato consumato, salvo i casi in cui sia pacifico che:<br />
a) l’acquirente ed attuale proprietario del manufatto, destinatario del provvedimento di rimozione, non è responsabile dell’abuso;<br />
b) l’alienazione non sia avvenuta al solo fine di eludere il successivo esercizio dei poteri repressivi;<br />
c) tra la realizzazione dell’abuso, il successivo acquisto, e, più ancora, l’esercizio da parte dell’autorità dei poteri repressivi, sia intercorso un lasso temporale ampio”.<br />
Tale pronuncia costituisce l’esempio più approfondito di quel filone giurisprudenziale che valorizza il decorso del tempo come elemento influente sulla legittimità del provvedimento sanzionatorio.<br />
2. In effetti, nella giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, sembrano potersi individuare sul tema due orientamenti giurisprudenziali, ancorché non sempre compiutamente esplicitati.<br />
Secondo il primo orientamento, che parrebbe maggioritario, l’ordinanza di demolizione di un manufatto abusivo è legittimamente adottata senza alcuna particolare motivazione e indipendentemente dal lasso temporale intercorso dalla commissione dell’abuso, dovendosi escludere in radice ogni legittimo affidamento in capo al responsabile dell’abuso o al di lui avente causa (VI, 10 maggio 2016 n. 1774; VI, 11 dicembre 2013 n. 5943; VI, 23 ottobre 2015 n. 4880; V, 11 luglio 2014 n. 4892; IV, 4 maggio 2012 n. 2592). E si è precisato che ammettere la sostanziale estinzione di un abuso edilizio per decorso del tempo significherebbe configurare una sorta di sanatoria extra ordinem, di fatto, che potrebbe operare anche quando l’interessato non abbia inteso (o potuto) avvalersi del corrispondente istituto legislativamente previsto (VI, 5 gennaio 2015 n. 13).<br />
3. E’ tuttavia presente un secondo orientamento giurisprudenziale, che, conforme a quello invocato dagli appellanti (IV, 4 febbraio 2014, n. 1016), pur consapevole del prevalente indirizzo contrario, individua tuttavia “casi-limite in cui può pervenirsi a considerazioni parzialmente difformi” (VI, 14 agosto 2015 n. 3933): considerazioni che fanno leva sul lasso temporale intercorso dalla commissione dell’abuso (o della sua conoscenza da parte dell’Amministrazione: V, 9 settembre 2013 n. 4470, in un caso peraltro in cui la buona fede è stata esclusa), sulla buona fede del soggetto destinatario dell’ordinanza di demolizione diverso dal responsabile dell’abuso e sull’assenza, per mezzo del trasferimento del bene, di un intento volto a eludere la comminatoria del provvedimento sanzionatorio (in tal senso, anche VI, 18 maggio 2015 n. 2512; V, 15 luglio 2013 n. 3847).<br />
Nella stessa scia, è stato sottolineato -ma, si badi, in relazione a “semplici difformità” della costruzione dal titolo edificatorio sussistente- che il decorso del tempo incide sulla certezza dei rapporti giuridici e può incidere significativamente con le possibilità di difesa dell’interessato sia rispetto all’amministrazione sia nei confronti del dante causa (V, 15 luglio 2013 n. 3847, seguìta da V, 24 novembre 2013 n. 2013 e IV, 4 marzo 2014 n. 1016; la medesima decisione richiama V, 29 maggio 2006 n. 3270, che, pur facendo riferimento alla rilevanza della tipologia dell’abuso, non limita il principio della rilevanza dell’affidamento alle “semplici difformità”).<br />
4. Gli appellanti, in punto di fatto, evidenziano che i requisiti richiesti dall’orientamento a loro favorevole si riscontrano nel caso in esame:<br />
a) gli attuali proprietari dell’immobile, destinatari del provvedimento demolitorio, hanno acquistato il diritto reale de quo per successione ereditaria dalla dante causa Concetta Fiozzi, unica responsabile dell’abuso avvenuto nel 1982;<br />
b) la modalità di trasferimento della proprietà mortis causa<br />
evidentemente esclude qualsivoglia intento finalistico elusivo dell’esercizio dei poteri repressivi spettanti all’autorità amministrativa competente;<br />
c) tra la realizzazione dell’edificio in argomento e l’ordinanza di demolizione sono trascorsi ben 32 anni.<br />
5. Sussiste dunque un contrasto tra quel filone giurisprudenziale (richiamato dalla sentenza qui appellata) che ritiene ininfluente il decorso del tempo e quell’orientamento (invocato dagli appellanti) che, a determinate condizioni, richiede invece una specifica motivazione in ordine all’adozione di un provvedimento sanzionatorio.<br />
Il Collegio ritiene comunque di dover osservare che, nell’arco temporale decorrente dalla commissione dell’abuso (anno 1982) e l’adozione del provvedimento impugnato (anno 2014) sono intervenuti ben tre condoni edilizi disciplinati dalle leggi 28 febbraio 1985, n. 47, 23 dicembre 1994, n. 724 e 24 novembre 2003, n. 326.<br />
Dagli elementi di fatto forniti dagli appellanti si desume che la loro dante causa non ha ritenuto di avvalersi delle facoltà concesse dalle leggi richiamate e di ottenere il condono per l’immobile abusivamente realizzato, previa corresponsione delle somme dovute a titolo di oblazione stabilite dalla normativa sopra citata. Invero, nella prospettazione degli appellanti, il trasferimento mortis causa dell’immobile assorbirebbe l’omissione della presentazione delle domande di condono, realizzando una sorta di sanatoria extra ordinem, formatasi per il mero decorso del tempo (sia pure prolungato), ed esonerando ratione temporis gli appellanti da una presentazione, sia pur tardiva delle stesse (ammesso che -osserva la Sezione- una tale evenienza sia possibile).<br />
Il Collegio ritiene ancora di dover evidenziare che la sussistenza di un interesse pubblico attuale era richiesto dalla giurisprudenza per l’annullamento (in autotutela) di un preesistente provvedimento valutato in seguito illegittimo. La giurisprudenza invocata dagli appellanti estende, quindi, con una radicale innovazione di sistema, al “fatto illecito” (quale deve considerarsi una costruzione realizzata senza titolo abilitativo) quel che originariamente era richiesto solo per un “atto illegittimo”. E’ peraltro vero che un lasso di tempo straordinariamente lungo tra la commissione dell’abuso (da parte di terzi) e la sanzione, tempo intercorso anche a causa dell’inerzia serbata dall’amministrazione, potrebbe essere ritenuto in sé idoneo a giustificare un affidamento da parte del soggetto estraneo alla commissione dell’abuso; affidamento che, se non può certo elidere in radice il potere sanzionatorio, ne richiede una giustificazione in termini di attualità e concretezza, in relazione, oltre che al tempo, alla consistenza dell’abuso medesimo e ad altre circostanze fattuali che si assumano rilevanti.<br />
In conclusione, il Collegio, ai sensi dell’articolo 99 c.p.a., rimette l’affare all’Adunanza plenaria, perché possa essere decisa la seguente questione:<br />
“Se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo (nella specie, trasferito mortis causa) debba essere congruamente motivato sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata quando il provvedimento sanzionatorio intervenga a una distanza temporale straordinariamente lunga dalla commissione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi del provvedimento sanzionatorio”.</p>
<div style="text-align: center;">P.Q.M.</div>
<p>Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), non definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, ne dispone il deferimento all&#8217;Adunanza plenaria del Consiglio di Stato.<br />
Manda alla segreteria della sezione per gli adempimenti di competenza, e, in particolare, per la trasmissione del fascicolo di causa e della presente ordinanza al segretario incaricato di assistere all&#8217;Adunanza plenaria.<br />
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 giugno 2015 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Filippo Patroni Griffi, Presidente<br />
Maurizio Meschino, Consigliere<br />
Roberto Giovagnoli, Consigliere<br />
Gabriella De Michele, Consigliere<br />
Andrea Pannone, Consigliere, Estensore</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width:100.0%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Andrea Pannone</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>Filippo Patroni Griffi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>IL SEGRETARIO<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-24-3-2017-n-1337/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 24/3/2017 n.1337</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Molise &#8211; Campobasso &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 23/3/2017 n.56</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-molise-campobasso-ordinanza-sospensiva-23-3-2017-n-56/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-molise-campobasso-ordinanza-sospensiva-23-3-2017-n-56/">T.A.R. Molise &#8211; Campobasso &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 23/3/2017 n.56</a></p>
<p>Silvio Ignazio Silvestri, Presidente Orazio Ciliberti, Consigliere Luca Monteferrante, Consigliere, Estensore Sulla competenza della Sovrintendenza ad accertare la compatibilità paesaggistica di un intervento edilizio ex art. 167 del d. lgs. n. 42/2004 ai fini del rilascio del permesso di costruire in sanatoria. Edilizia e urbanistica &#8211; &#160;Permesso di costruire in</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-molise-campobasso-ordinanza-sospensiva-23-3-2017-n-56/">T.A.R. Molise &#8211; Campobasso &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 23/3/2017 n.56</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-molise-campobasso-ordinanza-sospensiva-23-3-2017-n-56/">T.A.R. Molise &#8211; Campobasso &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 23/3/2017 n.56</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Silvio Ignazio Silvestri, Presidente<br />
Orazio Ciliberti, Consigliere<br />
Luca Monteferrante, Consigliere, Estensore</span></p>
<hr />
<p>Sulla competenza della Sovrintendenza ad accertare la compatibilità paesaggistica di un intervento edilizio ex art. 167 del d. lgs. n. 42/2004 ai fini del rilascio del permesso di costruire in sanatoria.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Edilizia e urbanistica &#8211; &nbsp;Permesso di costruire in sanatoria – Diniego del Comune – Ragioni &#8211; Incompatibilità paesaggistica accertata ex post – Illegittimità – Sussiste – Ragioni &nbsp;&#8211; Incompetenza dell’Ente locale &#8211; &nbsp;Competenza della Sovrintendenza.</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>Va sospeso, ai fini del riesame, il provvedimento comunale che nega un permesso di costruire a sanatoria; atteso che il diniego risulta fondato su profili (insussistenza dei presupposti per il rilascio dell’accertamento postumo della compatibilità paesaggistica dell’intervento ex art. 167 del d. lgs. n. 42/2004) il cui apprezzamento è riservato alla Soprintendenza che il Comune ha omesso di coinvolgere nell’iter procedimentale, tralasciando al contempo di svolgere le necessarie valutazioni di conformità edilizia dell’intervento, con specifico riferimento al parametro normativo della c.d. “doppia conforme”.&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>Pubblicato il 23/03/2017<br />
N. 00056/2017 REG.PROV.CAU.<br />
N. 00080/2017 REG.RIC. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
REPUBBLICA ITALIANA<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise<br />
(Sezione Prima)<br />
ha pronunciato la presente<br />
ORDINANZA<br />
sul ricorso numero di registro generale 80 del 2017, proposto da Domenico Foglietta, Maria Bertone, rappresentati e difesi dall&#8217;avvocato Paolo Sassi, con domicilio eletto presso il suo studio in Isernia, via XXIV Maggio, 33;</p>
<p>
contro<br />
Comune di Monteroduni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall&#8217;avvocato Massimo Di Nezza, con domicilio eletto presso il suo studio in Campobasso, corso Umberto I, 43;&nbsp;<br />
per l&#8217;annullamento<br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia,<br />
Provvedimento del 21.11.2016 prot. n. 6542 di diniego del permesso di costruire a sanatoria pratica edilizia protocollo n. 3275 del 15 giugno 2016</p>
<p>
Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio del Comune di Monteroduni;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 marzo 2017 il dott. Luca Monteferrante e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p>
Rilevato, ad un primo sommario esame proprio della fase cautelare, che il ricorso appare assistito da sufficienti profili di fondatezza atteso che il diniego risulta fondato su profili (insussistenza dei presupposti per il rilascio dell’accertamento postumo della compatibilità paesaggistica dell’intervento ex art. 167 del d. lgs. n. 42/2004) il cui apprezzamento è riservato alla Soprintendenza che il Comune ha omesso di coinvolgere nell’iter procedimentale, tralasciando al contempo di svolgere le necessarie valutazioni di conformità edilizia dell’intervento, con specifico riferimento al parametro normativo della c.d. “doppia conforme”.<br />
Rilevato che dal diniego discende il pericolo di un danno grave ed irreparabile conseguente alla doverosa adozione di un nuovo provvedimento di demolizione delle opere abusive realizzate.<br />
P.Q.M.<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (Sezione Prima), accoglie la domanda cautelare e, per l&#8217;effetto, sospende gli effetti del provvedimento impugnato con obbligo di provvedere nuovamente sull’istanza dei ricorrenti, nel rispetto dei criteri direttivi indicati in motivazione.<br />
Fissa per la trattazione di merito del ricorso l&#8217;udienza pubblica del 8 novembre 2017.<br />
Compensa le spese della presente fase cautelare.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Campobasso nella camera di consiglio del giorno 22 marzo 2017 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Silvio Ignazio Silvestri, Presidente<br />
Orazio Ciliberti, Consigliere<br />
Luca Monteferrante, Consigliere, Estensore<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
L&#8217;ESTENSORE&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;IL PRESIDENTE<br />
Luca Monteferrante&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Silvio Ignazio Silvestri<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />
IL SEGRETARIO</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-molise-campobasso-ordinanza-sospensiva-23-3-2017-n-56/">T.A.R. Molise &#8211; Campobasso &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 23/3/2017 n.56</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 25/1/2017 n.33</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 25/1/2017 n.33</a></p>
<p>G. Iannini, Pres. FF; F. Tallaro, Est. sulla nullità della costituzione in forma digitale priva della firma digitale con commento Prime applicazioni del Processo Amministrativo Telematico ed il mancato riconoscimento dell’errore scusabile di Matteo Spatocco Giustizia Amministrativa – PAT- Atto di costituzione – Mancanza della firma digitale – Nullità È</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 25/1/2017 n.33</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 25/1/2017 n.33</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">G. Iannini, Pres. FF; F. Tallaro, Est.</span></p>
<hr />
<p>sulla nullità della costituzione in forma digitale priva della firma digitale con commento <b> Prime applicazioni del Processo Amministrativo Telematico ed il mancato riconoscimento dell’errore scusabile di Matteo Spatocco </b></p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Giustizia Amministrativa – PAT- Atto di costituzione – Mancanza della firma digitale – Nullità</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>È nullo l’atto di costituzione in giudizio mancante della firma digitale in quanto tale carenza impedisce di verificarne la paternità e non consente di ritenere conforme all’originale la copia digitale della procura prodotta</p>
<p>con commento <a href="https://www.giustamm.it/ga/id/2017/2/5381/d">Prime applicazioni del Processo Amministrativo Telematico ed il mancato riconoscimento dell’errore scusabile di Matteo Spatocco</a></p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>Pubblicato il 26/01/2017<br />
<strong>N. 00033/2017 REG.PROV.CAU.</strong><br />
<strong>N. 00018/2017 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong><br />
<strong><img decoding="async" alt="logo" height="109" src="file:///C:UsersMatteoAppDataLocalTempmsohtmlclip1 1clip_image002.jpg" width="95" /></strong><br />
<strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria</strong><br />
<strong>(Sezione Prima)</strong><br />
ha pronunciato la presente<br />
<strong>ORDINANZA</strong><br />
sul ricorso numero di registro generale 18 del 2017, proposto da:<br />
&nbsp;<br />
Daneco Impianti S.p.a., in persona del legale rappresentante <em>pro tempore</em>, rappresentata e difesa dagli avvocati Andrea Abbamonte e Giovanni Spataro, domiciliata <em>ex </em>art. 25 c.p.a., presso la Segreteria di questo Tribunale Amministrativo Regionale, in Catanzaro, alla via De Gasperi, n. 76/B;<br />
&nbsp;<br />
<strong><em>contro</em></strong><br />
Regione Calabria, in persona del suo Presidente in carica, rappresentata e difesa dall&#8217;avvocato Enrico Francesco Ventrice, elettivamente domiciliata presso l’Avvocatura regionale, in Catanzaro, alla Cittadella regionale;<br />
<strong><em>per l&#8217;annullamento</em></strong><br />
<em>previa sospensione dell&#8217;efficacia,</em><br />
&#8211; della nota della Regione Calabria &#8211; Stazione Unica Appaltante del 12 dicembre 2016, prot. n. 370725, con la quale è stato comunicato alla ricorrente l&#8217;esclusione dalla procedura di gara relativa alla realizzazione dell&#8217;impianto di valorizzazione e recup<br />
&#8211; del verbale di gara del 6 dicembre 2016, n. 2;<br />
&#8211; del verbale di gara del 10 ottobre 2016, n. 1;<br />
&#8211; della nota della Regione Calabria &#8211; Stazione Unica Appaltante del 26 ottobre 2016, prot. n. 323537;<br />
&#8211; della nota della Regione Calabria &#8211; Stazione Unica Appaltante del 16 dicembre 2016, prot. n. 377566, con la quale la Regione Calabria ha negato alla ricorrente l&#8217;accesso agli atti di gara richiesto con nota del 12 dicembre 2016;<br />
&#8211; del disciplinare di gara se ed in quanto letto nel senso che, all&#8217;art. 11, richiederebbe per ogni associato al raggruppamento temporaneo dei progettisti, a pena di esclusione, ed indipendentemente dalla qualifica professionale posseduta, una corrisponde<br />
&#8211; di tutti gli atti presupposti, connessi, conseguenti o consequenziali;<br />
e per la declaratoria di inefficacia del contratto di appalto eventualmente stipulato nonché per la declaratoria del diritto della ricorrente al subingresso in tale contratto.<br />
&nbsp;<br />
Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio della Regione Calabria;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />
Visto l&#8217;art. 55 c.p.a.;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2017 il dott. Francesco Tallaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;<br />
&nbsp;<br />
Rilevato che il ricorso è stato depositato l’11 gennaio 2017 e pertanto esso è sottoposto alla disciplina del processo amministrativo telematico;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto, alla stregua di tale elemento temporale, che la costituzione della Regione Calabria non sia conforme al modello stabilito dalla legge, in quanto tale amministrazione:<br />
<em>a) </em>ha depositato copia digitale per immagini di un atto di costituzione cartaceo, in violazione dell’art. 136, comma 2-<em>bis</em> c.p.a. e dell’art. 9, comma 1 d.m. 16 febbraio 2016, n. 40, che prescrivono che gli atti delle parti siano redatti in formato di documento informatico sottoscritto con firma digitale;<br />
<em>b) </em>ha depositato copia digitale per immagini della procura conferita dal Presidente della Regione, senza attestarne la conformità all’originale ai sensi dell’art. 136, comma 2-<em>ter</em> c.p.a. e dell’art. 8, comma 2 d.m. 16 febbraio 2016, n. 40;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto che nel caso di specie l’atto di costituzione manchi dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (art. 156, comma II c.p.c.), in quanto:<br />
<em>a)</em> la mancanza della firma digitale apposta sull’atto di costituzione impedisce di verificarne la paternità, e cioè che esso provenga dal difensore che ne appare l’autore (cfr. anche l’art. 44, comma 1 c.p.a. con riferimento al ricorso);<br />
<em>b)</em> non è possibile, in mancanza della prescritta attestazione, ritenere la conformità all’originale della copia digitale della procura prodotta;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto, pertanto, che la costituzione sia nulla;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto, alla cognizione sommaria tipica della presente fase cautelare, che il ricorso sia suscettibile di prognosi favorevole, in quanto la mancata corrispondenza tra quota di esecuzione e quota di qualificazione per il geologo e il professionista con comprovata esperienza nel campo degli impianti elettrici e dell’automazione non appare essere causa di esclusione del concorrente;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto, pertanto, che i provvedimenti impugnati debbano essere sospesi, siccome richiesto dalla parte ricorrente in via cautelare;<br />
&nbsp;<br />
Ritenuto, nondimeno, che le spese della presente fase cautelare possano essere compensate;<br />
P.Q.M.<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima):<br />
<em>a)</em> accoglie l’istanza di tutela cautelare e, per l’effetto, sospende i provvedimenti impugnati.<br />
<em>b)</em> fissa per la discussione nel merito del ricorso l’udienza pubblica del 10 maggio 2017;<br />
<em>c)</em> compensa le spese della presente fase di giudizio.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2017 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Giovanni Iannini, Presidente FF<br />
Francesco Tallaro, Referendario, Estensore<br />
Raffaele Tuccillo, Referendario</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 100%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Francesco Tallaro</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>Giovanni Iannini</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>IL SEGRETARIO<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-25-1-2017-n-33/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 25/1/2017 n.33</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/12/2016 n.2020</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/12/2016 n.2020</a></p>
<p>Pres. Corciulo, est. Di Vita Sulla sospensione del provvedimento regionale di rideterminazione delle tariffe idriche Regioni – Decreto di rideterminazione delle tariffe idriche – Ricorso – Violazione degli artt. 142 e 154 D.lgs. 152/2006 &#8211; Competenza degli enti locali &#8211;&#160; Domanda di sospensiva – Va accolta – Ragioni Non appare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/12/2016 n.2020</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/12/2016 n.2020</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Corciulo, est. Di Vita</span></p>
<hr />
<p>Sulla sospensione del provvedimento regionale di rideterminazione delle tariffe idriche</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="color:#B22222;"><span style="font-size: 11pt;" verdana="">Regioni – Decreto di rideterminazione delle tariffe idriche – Ricorso – Violazione degli artt. 142 e 154 D.lgs. 152/2006 &#8211; Competenza degli enti locali &#8211;&nbsp; Domanda di sospensiva – Va accolta – Ragioni</span></span></div>
<p></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;"><strong>Non appare destituito di giuridico fondamento il ricorso volto ad impugnare il decreto regionale di rideterminazione delle tariffe idriche, atteso che alla luce del disposto degli artt. 142, comma 3, e dell’art. 154, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006 la determinazione delle tariffe all’utenza è rimessa agli enti locali attraverso l’ente di governo del rispettivo ambito territoriale</strong></div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>&nbsp;<br />
Pubblicato il 07/12/2016<br />
<strong>N. 02020/2016 REG.PROV.CAU.</strong><br />
<strong>N. 05198/2016 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong><br />
<strong><img decoding="async" alt="logo" height="109" src="file:///C:UsersMatteoAppDataLocalTempmsohtmlclip1 1clip_image002.jpg" width="95" /></strong><br />
<strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania</strong><br />
<strong>(Sezione Prima)</strong><br />
ha pronunciato la presente<br />
<strong>ORDINANZA</strong><br />
sul ricorso numero di registro generale 5198 del 2016, proposto da:</p>
<p>Abc Acqua Bene Comune Napoli &#8211; Azienda Speciale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall&#8217;avvocato Silvano Gravina C.F. GRVSVN47P14F839E, con domicilio eletto presso il suo studio in Napoli, via Chiatamone, 55;</p>
<p><strong><em>contro</em></strong><br />
Regione Campania, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall&#8217;avvocato Angelo Marzocchella C.F. MRZNGL70D24F839Y, con domicilio eletto presso l’Avvocatura Regionale, in Napoli, via S. Lucia, 81;&nbsp;<br />
Commissario dell&#8217;Ente D&#8217;Ambito Napoli Volturno, Autorità per l&#8217;Energia Elettrica e il Gas ed il Sistema Idrico, non costituiti in giudizio;&nbsp;<br />
<strong><em>nei confronti di</em></strong><br />
Acqua Campania s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Federico Liccardo C.F. LCCFRC62E14F839G, Silvia Felicetti C.F. FLCSLV79H69H501G, Federico Sorrentino C.F. SRRFRC42M31H501A, con domicilio eletto presso Federico Liccardo in Napoli, via S. Lucia 20;&nbsp;<br />
<strong><em>per l&#8217;annullamento</em></strong><br />
<em>previa sospensione dell&#8217;efficacia,</em><br />
del decreto n. 4 dell&#8217; 8 agosto 2016 avente ad oggetto&nbsp;<em>“EGA Regione Campania, predisposizione delle determinazioni tariffari del secondo periodo regolatorio”</em>;</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Campania e di Acqua Campania s.p.a.;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2016 il dott. Gianluca Di Vita e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p>Ritenuto che il ricorso in epigrafe non appare destituito di giuridico fondamento, alla luce del disposto degli artt. 142, comma 3, e dell’art. 154, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006 che riservano agli enti locali, attraverso l&#8217;ente di governo dell&#8217;ambito individuato dall’art. 147 del Codice dell’Ambiente, la determinazione e modulazione delle tariffe all&#8217;utenza;<br />
Considerato quindi che può essere accolta la domanda cautelare, con conseguente sospensione dell’efficacia dell’impugnato provvedimento;<br />
Ritenuto di disporre la compensazione delle spese processuali tra le parti costituite;<br />
P.Q.M.<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima):<br />
&#8211; accoglie la domanda cautelare e, per l’effetto, sospende l’efficacia del provvedimento impugnato;<br />
&#8211; fissa l’udienza pubblica per il giorno 10 maggio 2017;<br />
&#8211; compensa tra le parti costituite le spese della presente fase cautelare.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 7 dicembre 2016 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Paolo Corciulo, Presidente FF<br />
Ida Raiola, Consigliere<br />
Gianluca Di Vita, Consigliere, Estensore</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width:100.0%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Gianluca Di Vita</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>Paolo Corciulo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>IL SEGRETARIO<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-campania-napoli-sezione-i-ordinanza-sospensiva-7-12-2016-n-2020/">T.A.R. Campania &#8211; Napoli &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 7/12/2016 n.2020</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a></p>
<p>Pres. Barra Caracciolo – Est. Castriota Scanderbeg Sanzioni agli ordini professionali: Stop cautelare del CdS all’attività sanzionatoria dell’ANAC. Professioni – CNF – Ordini professionali – Legge. C.d. anticorruzione – Misure di repressione e prevenzione – Sospensione – Ammissibilità – Ragioni. &#160; Nelle more della definizione del giudizio nel merito, va</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Barra Caracciolo – Est. Castriota Scanderbeg</span></p>
<hr />
<p>Sanzioni agli ordini professionali: Stop cautelare del CdS all’attività sanzionatoria dell’ANAC.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Professioni – CNF – Ordini professionali – Legge. C.d. anticorruzione – Misure di repressione e prevenzione – Sospensione – Ammissibilità – Ragioni.</strong></div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<p></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">Nelle more della definizione del giudizio nel merito, va accolta l’istanza di sospensione della esecutività della impugnata sentenza concernente l’applicazione di disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità agli ordini e collegi professionali (l.190/2012), tenuto anche conto degli sviluppi normativi attualmente in itinere, aventi finalità chiarificatrici riguardo alla portata applicativa soggettiva dell’attuale disciplina normativa in materia di contrasto alla corruzione.<br />
&nbsp;</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right;"><strong>N. 01093/2016 REG.PROV.CAU.</strong><br />
<strong>N. 00066/2016 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Consiglio di Stato</strong><br />
<strong>in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)</strong><br />
ha pronunciato la presente</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ORDINANZA</strong></div>
<p>sul ricorso numero di registro generale 66 del 2016, proposto da:</p>
<p>Consiglio Nazionale Forense &#8211; Cnf, rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Maria Flick, Mario Sanino, Francesco Saverio Bertolini, Giuseppe Colavitti, con domicilio eletto presso Mario Sanino in Roma, viale Parioli, 180; Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Frosinone, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Firenze, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Massa Carrara, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Brescia, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Palermo, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Roma, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Agrigento, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Cremona, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Ancona, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Udine, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Pavia, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Salerno, Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Trento, rappresentati e difesi dagli avv. Giovanni Maria Flick, Mario Sanino, Giuseppe Colavitti, Francesco Saverio Bertolini, con domicilio eletto presso Mario Sanino in Roma, viale Parioli, 180;<br />
&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>contro</em></strong></div>
<p>Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione, rappresentato e difeso per legge dall&#8217;Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>per la riforma</em></strong></div>
<p>della sentenza del T.A.R. LAZIO &#8211; ROMA: SEZIONE III n. 11392/2015, resa tra le parti, concernente applicazione delle disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell&#8217;illegalità nella pubblica amministrazione (l.190/2012) agli ordini e collegi professionali</p>
<p>Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;art. 98 cod. proc. amm.;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di Autorita&#8217; Nazionale Anticorruzione;<br />
Viste le memorie difensive;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;efficacia della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di reiezione del ricorso di primo grado, presentata in via incidentale dalla parte appellante;<br />
Relatore, nella camera di consiglio del giorno 31 marzo 2016, il Consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e uditi per le parti gli avvocati Flick, Sanino, Colavitti, Bertolini, e l’avvocato dello Stato Pluchino;</p>
<p>Considerato che nelle more della definizione del giudizio nel merito, per la cui trattazione appare fin d’ora opportuno fissare l’udienza pubblica del 17 novembre 2016, merita di essere accolta l’istanza di sospensione della esecutività della impugnata sentenza ( nonché dell’efficacia dell’atto in primo grado gravato), tenuto anche conto degli sviluppi normativi attualmente in itinere, aventi finalità chiarificatrici &#8211; per quel che qui rileva- riguardo alla portata applicativa soggettiva dell’attuale disciplina normativa in materia di contrasto alla corruzione;<br />
considerato, quanto alle spese della presente fase cautelare, che le stesse possono essere compensate tra le parti, ricorrendo giusti motivi;</p>
<div style="text-align: center;">P.Q.M.</div>
<p>Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l&#8217;istanza cautelare (Ricorso numero: 66/2016) e, per l&#8217;effetto, sospende l&#8217;esecutività della sentenza impugnata nonché l’efficacia dell’atto impugnato in primo grado.<br />
Fissa per la trattazione del merito l’udienza pubblica del 17 novembre 2016.<br />
Spese della presente fase cautelare compensate.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 31 marzo 2016, con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<div style="text-align: center;">Luciano Barra Caracciolo, Presidente<br />
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore<br />
Dante D&#8217;Alessio, Consigliere<br />
Andrea Pannone, Consigliere<br />
Vincenzo Lopilato, Consigliere</div>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width:100.0%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="text-align: center;">
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />
Il 01/04/2016<br />
IL SEGRETARIO<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/consiglio-di-stato-sezione-vi-ordinanza-sospensiva-1-4-2016-n-1093/">Consiglio di Stato &#8211; Sezione VI &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 1/4/2016 n.1093</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 3/3/2016 n.85</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-3-3-2016-n-85/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-3-3-2016-n-85/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-3-3-2016-n-85/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 3/3/2016 n.85</a></p>
<p>Pres. – Estensore Salamone Sul rilievo o meno dei precedenti penali ai fini dell’adozione di una interdittiva antimafia. 1. Ordine pubblico – Società – Interdittiva antimafia – Adeguata istruttoria – Necessità – Sussiste – Ragioni. 2. Ordine pubblico – Società – Interdittiva antimafia – Precedenti penali – Rilevanza – Condizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-3-3-2016-n-85/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 3/3/2016 n.85</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-calabria-catanzaro-sezione-i-ordinanza-sospensiva-3-3-2016-n-85/">T.A.R. Calabria &#8211; Catanzaro &#8211; Sezione I &#8211; Ordinanza sospensiva &#8211; 3/3/2016 n.85</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. – Estensore Salamone</span></p>
<hr />
<p>Sul rilievo o meno dei precedenti penali ai fini dell’adozione di una interdittiva antimafia.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>1. Ordine pubblico – Società – Interdittiva antimafia – Adeguata istruttoria – Necessità – Sussiste – Ragioni.</strong></p>
<p><strong>2. Ordine pubblico – Società – Interdittiva antimafia – Precedenti penali – Rilevanza – Condizioni.</strong><br />
&nbsp;</div>
<p></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">1. In sede di adozione di un provvedimento interdittivo antimafia occorre un&#8217;adeguata istruttoria dalla quale emergano elementi indiziari che, complessivamente considerati, rendano attendibile l&#8217;ipotesi del tentativo di ingerenza, da parte di organizzazioni criminali, comportando un diverso <em>modus procedendi</em> il rischio dell&#8217;estromissione dal circuito commerciale di imprese non collegate con il circuito mafioso con conseguente alterazione dei meccanismi della concorrenza.</p>
<p>2. Ai fini dell’adozione di un provvedimento interdittivo antimafia i precedenti penali non possono, in sé considerati, ritenersi idonei a sorreggere in modo autonomo un&#8217;informativa negativa potendo rilevare solo qualora emerga una concreta verosomiglianza dell&#8217;ipotesi di controllo o di condizionamento sull&#8217;impresa da parte del soggetto unito da tali legami al responsabile dell&#8217;impresa, ovvero un intreccio di interessi economici e familiari, dai quali desumere la sussistenza dell&#8217;oggettivo pericolo che rapporti di collaborazione intercorsi a vario titolo tra soggetti inseriti nello stesso contesto familiare, costituiscano strumenti volti a diluire e mascherare l&#8217;infiltrazione mafiosa nell&#8217;impresa<a href="#_ftn1" name="_ftnref1" title="">[1]</a>.</p>
<div>&nbsp;</p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="ftn1"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1" title="">[1]</a> Cfr. Cons. Giust. Amm. Sic., 08-05-2013, n. 456.</div>
</div>
</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: right;"><strong>N. 00085/2016 REG.PROV.CAU.</strong><br />
<strong>N. 00145/2016 REG.RIC.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong>REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria</strong><br />
<strong>(Sezione Prima)</strong></div>
<div style="text-align: left;">ha pronunciato la presente</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ORDINANZA</strong></div>
<p>sul ricorso numero di registro generale 145 del 2016, proposto da:</p>
<p>Francesco Iannello, rappresentato e difeso dagli avv. Alfredo Gualtieri, Bruno Ganino, con domicilio eletto presso Alfredo Gualtieri in Catanzaro, Via Vittorio Veneto N. 48;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>contro</em></strong></div>
<p>Comune di Vibo Valentia; U.T.G. &#8211; Prefettura di Vibo Valentia, rappresentato e difeso per legge dall&#8217;Avvocatura Distr.le Catanzaro, domiciliata in Catanzaro, Via G.Da Fiore, 34;&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><strong><em>per l&#8217;annullamento</em></strong></div>
<p><em>previa sospensione dell&#8217;efficacia,</em><br />
dell&#8217;ordinanza n 15/15 emessa dal comune di vibo valentia a mezzo della quale si ordina la chiusura con effetto immediato la chiusura dell&#8217;esercizio di&nbsp;somministrazione&nbsp;di&nbsp;alimenti&nbsp;e&nbsp;bevande</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Visto l&#8217;atto di costituzione in giudizio di U.T.G. &#8211; Prefettura di Vibo Valentia;<br />
Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;<br />
Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;<br />
Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 il dott. Vincenzo Salamone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p>Ritenuto che allo stato e ad un primo sommario esame il ricorso presenta profili di fondatezza in quanto ai fini della revoca din una licenza di esercizio commerciale, a seguito dell&#8217;acquisizione di un&#8217;informativa antimafia , è sufficiente l&#8217;esistenza di elementi sintomatici del pericolo di collegamento tra l&#8217;impresa e le organizzazioni criminali.<br />
Occorre però anche un&#8217;adeguata istruttoria dalla quale emergano elementi indiziari che, complessivamente considerati, rendano attendibile l&#8217;ipotesi del tentativo di ingerenza, da parte di tali organizzazioni, comportando un diverso modus procedendi il rischio dell&#8217;estromissione dal circuito commerciali di imprese non collegate con il circuito mafioso con conseguente alterazione dei meccanismi della concorrenza.<br />
I precenti penali non possono (come invece si ritiene nella fattispecie), in sé considerati, ritenersi idonei a sorreggere in modo autonomo un&#8217;informativa negativa potendo rilevare solo qualora emerga una concreta verosomiglianza dell&#8217;ipotesi di controllo o di condizionamento sull&#8217;impresa da parte del soggetto unito da tali legami al responsabile dell&#8217;impresa, ovvero un intreccio di interessi economici e familiari, dai quali desumere la sussistenza dell&#8217;oggettivo pericolo che rapporti di collaborazione intercorsi a vario titolo tra soggetti inseriti nello stesso contesto familiare, costituiscano strumenti volti a diluire e mascherare l&#8217;infiltrazione mafiosa nell&#8217;impresa (Cons. Giust. Amm. Sic., 08-05-2013, n. 456).<br />
in difetto delle prescritte autorizzazioni;</p>
<p>Considerato inoltre che la parte ricorrente dalla esecuzione dell’atto impugnato conseguirebbe un gravissimo danno correlato alla perdita dell’avviamento commerciale.</p>
<div style="text-align: center;">P.Q.M.</div>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) accoglie il ricorso di cui in epigrage e per l&#8217;effetto:<br />
a) sospende l’efficacia dell’atto impugnato;<br />
b) fissa per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di gennaio 2017.<br />
Compensa le spese della presente fase cautelare.<br />
La presente ordinanza sarà eseguita dall&#8217;Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.<br />
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Vincenzo Salamone, Presidente, Estensore<br />
Giovanni Iannini, Consigliere<br />
Francesco Tallaro, Referendario</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width:100.0%;" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
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<tr>
<td style="text-align: center;"><strong>IL PRESIDENTE, ESTENSORE</strong></td>
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</tr>
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</tr>
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<tr>
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<td style="text-align: center;">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="text-align: center;">
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />
Il&nbsp;03/03/2016<br />
IL SEGRETARIO<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)<br />
&nbsp;</div>
</div>
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