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	<title>27/7/2017 Archivi - Giustamm</title>
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	<title>27/7/2017 Archivi - Giustamm</title>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a></p>
<p>Masaracchia A. est., Lo Presti G. pres. sull&#8217;immediata impugnabilità del regolamento 1 &#8211; Ammissibilità – impugnazione regolamento – immediata lesività È immediatamente impugnabile il regolamento che comporti una serie di obblighi documentali e comportamentali tali da incidere con immediatezza nella sfera giuridica dei soggetti coinvolti. &#160; 2 &#8211; Ammissibilità –</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Masaracchia A. est.,  Lo Presti G. pres.</span></p>
<hr />
<p>sull&#8217;immediata impugnabilità del regolamento</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></span></span></p>
<hr />
<div style="text-align: justify;"><strong>1 &#8211;</strong> <strong>Ammissibilità – impugnazione regolamento – immediata lesività</strong><br />
È immediatamente impugnabile il regolamento che comporti una serie di obblighi documentali e comportamentali tali da incidere con immediatezza nella sfera giuridica dei soggetti coinvolti.<br />
&nbsp;<br />
<strong>2 &#8211;</strong> <strong>Ammissibilità – impugnazione regolamento – associazione di categoria – conflitto di interessi fra associati</strong><br />
È ammissibile il ricorso di un’associazione di categoria quando vi sia un astratto interesse perseguito, mentre è irrilevante il potenziale, occasionale o meramente fattuale conflitto di interessi con i singoli esponenti della categoria o associati.<br />
&nbsp;<br />
<strong>3 –</strong> <strong>Ammissibilità – principio concentrazione dei motivi di ricorso – provvedimento definitivo – termine decadenziale &#8211; inapplicabilità </strong><br />
&nbsp;<br />
Il principio di concentrazione dei motivi di ricorso non osta con motivi nuovi proposti con l’atto di motivi aggiunti avverso un provvedimento definitivo notificati entro il termine decadenziale di sessanta giorni di cui all’art. 29 c.p.a..<br />
&nbsp;<br />
<strong>4 &#8211;</strong> <strong>Ammissibilità &#8211; impugnazione atto presupposto – atto consequenziale – effetto caducante</strong><br />
È ammissibile l’impugnazione del decreto ministeriale senza l’impugnazione del successivo bando ove il secondo sia atto meramente consequenziale e l’annullamento del primo avrebbe effetto caducante sul secondo<br />
&nbsp;<br />
<strong>5 &#8211;</strong> <strong>Incentivazione – nuovo impianto – requisiti – legittimità</strong><br />
Ai fini dell’incentivazione di cui al d. m. 23 giugno 2016 per escludere l’attribuzione della qualifica di nuovo impianto occorre la presenza sul sito di un altro impianto completo in tutte le sue parti ovvero delle sue principali ancora individuabili e recuperabili nella loro funzione. Il tratto discriminante è la funzionalità delle opere preesistenti affiancate al criterio dell’inutilizzabilità da almeno cinque anni. L’ipotesi del recupero costoso di alcune opere preesistenti può benissimo risultare compatibile con la nozione di nuovo impianto di cui al detto d.m. a patto che si tratti di opere non più utilizzabili da almeno cinque anni alla stregua di una valutazione tecnica in punto di effettiva funzionalità ed economica in punto di rapporto costo beneficio.<br />
&nbsp;<br />
<strong>6 &#8211; </strong><strong>Incentivazione – limiti – tutela ambientale &#8211; legittimità</strong><br />
Non è irragionevole o arbitrario il decreto ministeriale che introduca limiti all’accesso diretto agli incentivi previsti per gli impatti idroelettrici laddove tali limiti siano conformi al principio di tutela ambientale.<br />
&nbsp;<br />
<strong>7 – Incentivazione – riforma in pejus normativa – rischio d’impresa &#8211; legittimità</strong><br />
È legittimo e non contrario al principio dell’affidamento il d.m. che in applicazione del d. lgs. 3 marzo 2011 n. 28 preveda un disposizione più restrittiva di quella previgente stante la previsione di una progressiva restrizione delle risorse disponibili per l’incentivazione dell’energia da fonti rinnovabili. Pertanto la modificazione in pejus del quadro normativo di riferimento, nei confronti dei soggetti che avevano già avviato un’attività imprenditoriale non appare né irragionevole né imprevedibile e va ricondotta al rischio d’impresa, concetto nel quale rientrano le sopravvenienze normative.<br />
&nbsp;<br />
<strong>8 –</strong> <strong>Concorrenza – disposizione regolamentare – disparità – illegittimità</strong><br />
È illegittimo per contrasto con l’assetto concorrenziale del mercato e in violazione dei principi euro-unitari di libera concorrenza e non discriminazione il d.m. 23 giugno 2017 nella parte in cui ammette l’accesso diretto ai meccanismi incentivanti per gli impianti realizzati con procedure ad evidenza pubblica da amministrazioni pubbliche per una potenza doppia di quella prevista per tutti gli altri soggetti.<br />
&nbsp;<br />
<strong>9 – decreto ministeriale – disposizione regolamentare – competenza &#8211; legittimità</strong><br />
la disposizione regolamentare contenuta in un decreto ministeriale che introduce un’attestazione nuova a carico dell’autorità che emana l’autorizzazione per gli impianti di produzione di energia rinnovabile non è viziata da incompetenza.<br />
&nbsp;<br />
<strong>10 – disposizione regolamentare – dichiarazione aggiuntiva- principio di semplificazione &#8211; legittimità</strong><br />
la disposizione regolamentare che imponga una nuova dichiarazione di legittimità dell’autorizzazione a carico dell’ente emanante non costituisce violazione del principio di semplificazione e di non aggravamento del procedimento<br />
&nbsp;<br />
<strong>11 – interconnessione fra impianti idroelettrici – accertamento </strong><br />
L’interconnessione di un impianto idroelettrico atta a ricondurre la fattispecie al mero potenziamento di impianto già esistente invece che a quella di nuova costruzione deve essere valutata di volta in volta fermo restando che l’ipotesi di cui al paragrafo 1.1.1 dell’allegato 2 al d.m. 23 giugno 2016 individua un caso in cui non vi è interconnessione.<br />
&nbsp;<br />
<strong>12 – disposizione regolamentare – limitazione – incompetenza &#8211; illegittimità</strong><br />
Sono nulle le disposizioni introdotte con il d.m. 23 giugno 2016 con le quali sono esclusi dagli incentivi gli impianti idroelettrici al di sopra dei 5 MW in quanto in base all’art. 24 c. 5 lett. g del d. lgs. 3 marzo 2011 n. 28 il Ministero non ha il potere di individuare una soglia oltre la quale è escluso l’incentivo per una determinata fonte di energia rinnovabile.<br />
&nbsp;<br />
<strong>13 – incentivazione – energia rinnovabile &#8211; autorizzazione</strong><br />
È legittimato ad ottenere l’incentivo per la produzione di energia da fonte rinnovabile il produttore che in luogo della concessione alleghi l’autorizzazione ex art. 166 del d. lgs. 3 aprile 2006<br />
&nbsp;<br />
<strong>14 – disposizione regolamentare – incentivazione – requisito &#8211; legittimità</strong><br />
È legittima la disposizione regolamentare che preveda che titolare di una concessione di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico che utilizzi opere di un consorzio per ottenere l’incentivo sia tenuto ad allegare anche l’atto redatto ai sensi del r.d. 368/1904 in quanto è giustificata dalla <em>ratio</em> di maggior tutela del corpo idrico.<br />
&nbsp;<br />
<strong>15 – disposizione regolamentare – incentivazione – inizio lavori &#8211; legittimità</strong><br />
Non è irragionevole ed in linea con la normativa euro-unitaria la disposizione regolamentare che ammetta l’erogazione degli incentivo solo a condizione che i lavori di costruzione dell’impianto di produzione di energia siano avviati soltanto in un momento successivo rispetto all’ottenimento dell’incentivo medesimo in quanto diversamente si acconsentirebbe ad un aiuto di Stato non consentito.</div>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<!-- WP Attachments -->
        <div style="width:100%;margin:10px 0 10px 0;">
            <h3>Allegati</h3>
        <ul class="post-attachments"><li class="post-attachment mime-application-pdf"><a target="_blank" rel="noopener noreferrer" href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997/?download=917">TAR Lazio Decreto incentivi 89972017</a> <small>(430 kB)</small></li></ul></div><p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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		<title>T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</title>
		<link>https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 22:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997-2/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a></p>
<p>Pres. Lo Presti G.,Est. Masaracchia A. Sulla illegittimità del decreto recante la disciplina sulla incentivazione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Impianto &#8211; Trattamento chimico – Percolato – Discarica – Rifiuti – Autorizzazione. &#160; &#160; Il provvedimento impugnato non rappresenta il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997-2/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/giurisprudenzaquattro/t-a-r-lazio-roma-sezione-iii-ter-sentenza-27-7-2017-n-8997-2/">T.A.R. Lazio &#8211; Roma &#8211; Sezione III ter &#8211; Sentenza &#8211; 27/7/2017 n.8997</a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #808080;">Pres. Lo Presti G.,Est. Masaracchia A.</span></p>
<hr />
<p>Sulla illegittimità del decreto recante la disciplina sulla incentivazione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.</p>
<hr />
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;">Impianto &#8211; Trattamento chimico – Percolato – Discarica – Rifiuti – Autorizzazione.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</span></span></span></span></span></p>
<hr />
<p>Il provvedimento impugnato non rappresenta il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla Regione, bensì soltanto la determinazione conclusiva della Conferenza di servizi (da qui l’improcedibilità del ricorso). E comunque, non producendo la discarica alcun percolato, l’autorizzazione dell&#8217;impianto di trattamento del percolato medesimo comporterebbe di fatto un ampliamento del rifiuto trattato, rispetto a quello autorizzato.<br />
&nbsp;</p>
<hr />
<p><span style="color: #808080;"><span style="vertical-align: inherit;"><span style="vertical-align: inherit;"></span></span></span></p>
<hr />
<p>Pubblicato il 28/08/2017<br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; N. 09443/2017 REG.PROV.COLL.</strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; N. 02766/2016 REG.RIC.</strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img decoding="async" alt="logo" height="65" src="file:////Users/celeste/Library/Group%20Containers/UBF8T346G9.Office/msoclip1/01/clip_image002.png" width="57" /></strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; REPUBBLICA ITALIANA</strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;IN NOME DEL POPOLO ITALIANO</strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio</strong><br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (Sezione Prima Quater)</strong><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ha pronunciato la presente<br />
<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; SENTENZA</strong><br />
sul ricorso numero di registro generale 2766 del 2016, proposto da:&nbsp;<br />
Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Vittorina Teofilatto, Daniela Terracciano e Alessandro Di Matteo, con domicilio eletto presso la prima in Roma, viale delle Milizie, 1;&nbsp;<br />
<strong><em>contro</em></strong><br />
Regione Lazio, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa per legge dall&#8217;avv. Teresa Chieppa, domiciliata in Roma, via Marcantonio Colonna, 27;&nbsp;<br />
Città Metropolitana di Roma Capitale, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa per legge dall&#8217;avv. Giovanna Albanese, domiciliata in Roma, via IV Novembre, 119/A;&nbsp;<br />
Arpa Lazio, Comune di Magliano Romano, Asl 106 &#8211; Rm/F, non costituiti in giudizio;&nbsp;<br />
<strong><em>nei confronti di</em></strong><br />
Idea 4 S.r.l., in persona del legale rappresentante&nbsp;<em>pro tempore</em>, rappresentata e difesa dagli avv.ti Paolo Giammarioli e Silvia Giammarioli, con domicilio eletto presso il loro studio in Roma, Piazzale Clodio, 12;&nbsp;<br />
<strong><em>per l&#8217;annullamento</em></strong><br />
della determinazione n. G14890 del 1 dicembre 2015 avente ad oggetto: Idea 4 S.r.l. &#8211; L. 241/90 e s.m.i. &#8211; Determinazione di conclusione del procedimento amministrativo relativo all&#8217;istanza di modifica sostanziale ai sensi dell&#8217;art. 208 D.Lgs. 152/06, costituita dalla realizzazione di un impianto di trattamento chimico fisico del percolato a servizio della discarica per ineriti sita in loc. Monte della Grandine nel Comune di Magliano Romano;<br />
della determinazione n. G11128 del 31 luglio 2014 con cui è stata esclusa la sottoposizione a V.I.A. del progetto dell’impianto;<br />
di tutti gli atti presupposti, connessi o consequenziali.<br />
&nbsp;<br />
Visti il ricorso e i relativi allegati;<br />
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Lazio, di Idea 4 S.r.l. e della Città Metropolitana di Roma Capitale;<br />
Viste le memorie difensive;<br />
Visti tutti gli atti della causa;<br />
Relatrice la dott.ssa Laura Marzano;<br />
Uditi, nell&#8217;udienza pubblica del giorno 11 luglio 2017, i difensori come specificato nel verbale;<br />
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue.<br />
&nbsp;<br />
FATTO e DIRITTO<br />
1. Con ricorso notificato in data 8 febbraio 2016 e depositato il 7 marzo successivo, l’associazione ricorrente ha impugnato la determinazione, n. G14890 del 1 dicembre 2015, di conclusione del procedimento amministrativo relativo all&#8217;istanza, di Idea 4 S.r.l., di modifica sostanziale, ai sensi dell&#8217;art. 208 D.Lgs. 152/06, per la realizzazione di un impianto di trattamento chimico fisico del percolato a servizio della discarica per ineriti sita in loc. Monte della Grandine, nel Comune di Magliano Romano, nonché la determinazione n. G11128 del 31 luglio 2014 con cui è stata esclusa, con prescrizioni, la sottoposizione a V.I.A. del progetto dell’impianto.<br />
Si sono costituiti in giudizio la Regione Lazio, la Città Metropolitana di Roma Capitale e la controinteressata Idea 4 S.r.l. per resistere al gravame.<br />
All’udienza pubblica dell’11 luglio 2017, su richiesta dei difensori presenti, la causa è stata trattenuta in decisione.<br />
2. In data 14 agosto 2014 la società Idea 4 S.r.l. ha presentato alla Provincia di Roma richiesta di autorizzazione alla realizzazione di un impianto di trattamento chimico-fisico del percolato, a servizio della discarica per inerti sita in località &#8220;Monte della Grandine”, nel Comune di Magliano Romano.<br />
L&#8217;Area V.I.A. della Regione Lazio ha escluso la sottoposizione a procedura di V.I.A. del progetto a condizione che venissero rispettate le prescrizioni contenute nella relazione tecnica allegata alla determinazione dirigenziale n. G 11128 del 31 luglio 2014.<br />
Nel progetto allegato alla domanda la società Idea 4 precisava di voler svolgere esclusivamente un processo di trattamento chimico-fisico delle acque di percolato autoprodotto nel proprio impianto.<br />
Il codice C.E.R. 19 07 03, ammesso nell&#8217;impianto di trattamento, ossia il percolato di discarica, diverso da quello di cui al codice 19 07 02 (ossia percolato di rifiuti pericolosi), secondo il progetto sarebbe stato lavorato attraverso un trattamento fisico-chimico che dà origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati nei punti da D1 a D12 per un quantitativo di 48 mc/giorno.<br />
La suddetta autorizzazione veniva richiesta per rifiuti non pericolosi, mentre la discarica sita in località Monte della Grandine è autorizzata esclusivamente al trattamento di rifiuti inerti.<br />
In data 7 maggio 2015 la società Idea 4 ha presentato alla Regione Lazio una nuova istanza di autorizzazione ex art. 208 D. Lgs. 152/2006, nella quale la società dava dato atto di aver effettuato precisazioni e piccole modifiche al progetto iniziale, che aveva già ottenuto il parere di esclusione della V.I.A.<br />
La nuova istanza del 7 maggio 2015, stante la dichiarazione della richiedente, non è stata sottoposta a valutazione di assoggettabilità a V.I.A.<br />
La Conferenza di servizi avviata dalla Regione Lazio, Area Ciclo Integrato dei Rifiuti, in data 10 giugno 2015, si è conclusa con la determinazione n. G14890 del 1 dicembre 2015, con esito positivo con prescrizioni.<br />
3. Ritenendo illegittima e lesiva la suddetta determinazione l’associazione ricorrente, riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente l’ha impugnata unitamente agli atti presupposti, censurandola con l’unico articolato motivo di seguito sintetizzato.<br />
Violazione dell&#8217;art. 20 D.Lgs. 152/2006, degli artt. da 21 a 28 del D.Lgs 152/2006 e dei principi di tutela preventiva dell’Ambiente della salute dei cittadini, carenza di istruttoria e di motivazione, eccesso di potere, violazione artt. 29&nbsp;<em>bis</em>&nbsp;e&nbsp;<em>septies</em>&nbsp;e 178 D.Lgs. 152/2006, dell&#8217;art. 14&nbsp;<em>ter&nbsp;</em>e dell’art. 20 L. 241/1990, violazione dei principi dettati dalla Corte di Giustizia europea di tutela preventiva dell’ambiente della salute dei cittadini, violazione della D.G.R. 8098/92 e successive modifiche e integrazioni, violazione della L.R. 29/97 art. 3, L. 394/91 e direttiva habitat 92/43/CEE, D.M. 17 ottobre 2007 e D.M. 8 agosto 2014, sviamento di potere ed eccesso di potere, violazione art. 5 e allegato G al D.P.R. 357/1997, L.R. 17/2004.<br />
L’associazione ricorrente sostiene che non sarebbe potuto passare inosservato ai tecnici che hanno partecipato alla Conferenza di servizi, che la discarica esistente a Monte della Grandine, autorizzata a ricevere esclusivamente rifiuto inerte, non può autoprodurre percolato, tanto più nella misura oggetto di autorizzazione, ossia 48 mc/giorno.<br />
La discarica, infatti, non produce percolato e quindi sarebbe incomprensibile l’affermazione secondo cui l&#8217;impianto di trattamento chimico &#8211; fisico è a servizio della discarica di inerti di Monte della Grandine.<br />
Né può essere passato inosservato che la ricorrente, in occasione di una contemporanea istanza di variazione non sostanziale volta all&#8217;inserimento in autorizzazione di alcuni codici CER, ha più volte lamentato le eccessive prescrizioni poste dalla Regione alla gestione della sua discarica di inerti.<br />
Sarebbe stato dovere dei partecipanti alla conferenza dei servizi, attivarsi per accertare il reale stato e funzionamento della discarica di Monte della Grandine: pertanto, tenuto conto che è onere della P.A. imporre al privato la realizzazione di un impianto di trattamento di percolato e non dell’esercente della discarica di chiedere di essere autorizzato a trattarlo, secondo la ricorrente la richiesta di Idea 4 di autorizzazione di un impianto per il trattamento di percolato autoprodotto sarebbe un&#8217;autodenuncia di conferimento in discarica di rifiuti non inerti.<br />
Tanto avrebbe dovuto avere come conseguenza la assoggettabilità del progetto di Idea 4 al procedimento di V.I.A..<br />
La relazione istruttoria svolta nell&#8217;ambito della pronuncia di verifica di assoggettabilità a V.I.A. ha, infatti, ritenuto il progetto non assoggettabile a V.I.A. in base a considerazioni che collidono con l’evidenza che la discarica, al cui servizio verrebbe posto l&#8217;impianto, non può produrre percolato.<br />
Tutto ciò dimostrerebbe la totale assenza di istruttoria, necessaria a comprendere il reale stato ed utilizzo della discarica e dell&#8217;autorizzando impianto.<br />
Inoltre l&#8217;istanza sulla quale si è pronunciata la conferenza dei servizi è quella presenta alla Regione in data 8 maggio 2015 nella quale la società istante ha dichiarato di avere modificato il progetto di cui all&#8217;istanza presentata alla provincia il 14 agosto 2014, sulla quale si era pronunciata l&#8217;Area V.I.A..<br />
Ciò avrebbe dovuto necessariamente indurre nuova verifica di assoggettabilità a V.I.A. essendo chiaro che <a name="_Hlk493847550">non producendo la discarica alcun percolato, l’autorizzazione dell&#8217;impianto di trattamento del percolato comporterebbe di fatto un ampliamento del rifiuto trattato rispetto a quello autorizzato.</a><br />
Nella Relazione Istruttoria della Determinazione N. G11128 del 31 luglio 2014 con cui si è deciso di non sottoporre a V.I.A. l&#8217;impianto di trattamento chimico fisico, si dichiara che &#8220;sono state valutate le interazioni tra il progetto proposto e i fattori ambientali coinvolti&#8221;, tuttavia, secondo la Carta del Bacino Idrogeologico pertinente al sito della discarica di Monte della Grandine, Magliano Romano &#8211; Mappa delle Aree Protette e delle Aree Vulnerabili, la linea di deflusso che parte dalla discarica e dalle aree ad essa limitrofe, compresi i fossi, coinvolge la Valle del Treja e, in particolare, la zona del Parco Regionale della Valle del Treja e la ZPS/SIC Fosso Cerreto IT6010032.<br />
Non risulterebbe, invece, alcuna istruttoria finalizzata a considerare le caratteristiche del progetto, le dimensioni e l&#8217;ambito di riferimento dello stesso, la complementarietà con le zone in questione, l&#8217;uso delle risorse naturali, la produzione di rifiuti, l’inquinamento disturbi ambientali, il rischio di incidenti per sostanze e tecnologie utilizzate, le interferenze con il sistema ambientale considerando le componenti abiotiche, biotiche e le connessioni ecologiche.<br />
4. Sia la Regione Lazio sia la controinteressata hanno eccepito la tardività del ricorso rispetto alla determinazione n. G11128 del 31 luglio 2014, con cui è stata esclusa la sottoposizione a V.I.A. del progetto dell’impianto, nonché l’inammissibilità del ricorso avverso la determinazione n. G14890 del 1 dicembre 2015, che reca soltanto l’esito della Conferenza di servizi, laddove il provvedimento definitivo è la determinazione di autorizzazione, da adottarsi successivamente da parte della Regione.<br />
5. Le riportate eccezioni sono fondate.<br />
La determinazione n. G11128 del 31 luglio 2014 è stata, infatti, regolarmente pubblicata, pertanto rispetto ad essa il ricorso è irricevibile per tardività, salvo quanto si dirà nel prosieguo.<br />
Quanto alla impugnazione della determinazione n. G14890 del 1 dicembre 2015, ne va confermata l’inammissibilità per carenza di interesse, trattandosi di atto non definitivo.<br />
Invero, la Conferenza di servizi, il cui modello procedimentale è disciplinato dall&#8217;art. 208 del D.Lgs. n. 152 del 2006, rappresenta uno strumento di mera emersione e comparazione di tutti gli interessi coinvolti ed è prevista da una norma connotata da indubbi caratteri di specialità rispetto al modello di cui agli artt. 14 e ss., L. n. 241 del 1990 (cfr. T.A.R. Emilia-Romagna, Parma, 24 giugno 2015, n. 196).<br />
Infatti, nel procedimento di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione e gestione di nuovi impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, disciplinato dall&#8217;art. 208 del Codice dell’Ambiente, la Conferenza di servizi che precede la decisione finale ha natura istruttoria (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, 27 gennaio 2012, n. 200) laddove l’unico provvedimento finale di approvazione ed autorizzazione da adottarsi da parte della Regione, unico soggetto competente, assorbe e sostituisce ogni altra specifica manifestazione di volontà decisoria di altri soggetti istituzionali, competenti in via ordinaria, il cui ruolo viene fisiologicamente ridotto a quello di meri interlocutori procedimentali (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 1 aprile 2015, n. 1883).<br />
Nel caso di specie il provvedimento impugnato rappresenta la determinazione conclusiva della Conferenza di servizi, dunque non il provvedimento di autorizzazione rilasciato dalla Regione; provvedimento poi effettivamente adottato, con determinazione n. G3100 del 31 marzo 2016, e non impugnato.<br />
Tanto rende il ricorso in epigrafe, oltre che inammissibile per le descritte ragioni, anche complessivamente improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.<br />
6. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.<br />
P.Q.M.<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Roma, Sezione Prima&nbsp;<em>Quater</em>, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo dichiara inammissibile.<br />
Condanna la parte ricorrente alle spese del giudizio che liquida in € 1.000,00 (mille) per parte costituita, oltre oneri di legge.<br />
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall&#8217;autorità amministrativa.<br />
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 luglio 2017 con l&#8217;intervento dei magistrati:<br />
Salvatore Mezzacapo, Presidente<br />
Anna Bottiglieri, Consigliere<br />
Laura Marzano, Consigliere, Estensore</p>
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<td><strong>L&#8217;ESTENSORE</strong></td>
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<td><strong>IL PRESIDENTE</strong></td>
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<td><strong>Laura Marzano</strong></td>
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<td><strong>Salvatore Mezzacapo</strong></td>
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