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Documento


Relazione del 08-02-2021

GRAZIANA URBANO, CONTRIBUTO SULL’EFFETTIVITA’ DEL GIUDICATO AMMINISTRATIVO, G. Giappichelli - Torino 2020, 234
 

Il volume di Graziana Urbano, affronta con sicurezza un tema centrale del diritto processuale amministrativo come quello del giudicato, sul quale si sono cimentati maestri come Capaccioli, Benvenuti e Villata e poi, più vicini a noi, illustri autori come Clarich, senza dimenticare le importanti monografie di Piera Maria Vipiana e quelle più recenti di Chiara Cacciavillani e Sara Valaguzza, ma oggetto di innumerevoli altri contributi dottrinali nessuno trascurato nel volume .
L’Autrice segue la trasformazione e lo sviluppo del concetto di giudicato ricordandone dapprima la ricostruzione come “fatto”, rispettoso del potere inesauribile dell’amministrazione, ma sostanzialmente estranea al diritto processuale che nel giudicato riconosce l’essenza del potere giurisdizionale che si esprime nella sentenza. Una sentenza in grado di incidere sulla realtà attraverso l’accertamento definitivo della ragione e del torto in base alla legge, della liceità o illiceità del comportamento o del negozio, della legittimità o illegittimità dell’atto dell’amministrazione, una sentenza in grado conseguentemente di offrire a chi lo chiede l’affermazione del suo buon diritto e di ottenere che la volontà della legge espressa dalla sentenza nel caso concreto si traduca nel conseguimento del bene della vita cui è preordinato il processo.
Il volume inserisce, così, naturalmente, il tema del giudicato nell’ottica dell’oggetto del processo amministrativo e delle diverse tipologie delle sentenze ottenibili del giudice amministrativo (demolitorie, ripristinatorie, etc.) esaminandone gli effetti alla luce della perdurante natura impugnatoria del processo amministrativo, ma individuando nella valorizzazione dell’effetto conformativo lo snodo della tutela degli interessi pretensivi e, più in generale, nella teoria del giudizio sul rapporto, lo strumento di una compiuta tutela delle situazioni giuridiche soggettive.
La riflessione dell’Autrice, inoltre, si è estesa all’analisi delle dinamiche del rapporto sostanziale tra cittadino e amministrazione sul terreno procedimentale, circa i riverberi di esso nell’ambito del giudizio amministrativo, soffermandosi, in particolare, sulle contaminazioni esistenti nell’applicazione del principio di buona fede e correttezza tra le parti.
Sviluppi che trovano nel codice del processo amministrativo del 2010 una conferma di diritto positivo, anche se le applicazioni giurisprudenziali non sempre sembrano consapevoli delle potenzialità del codice, al fine di affermare senza esitazioni la supremazia del potere giurisdizionale sul potere amministrativo, e con essa l’effettività della sentenza del giudice amministrativo che significativamente dà il titolo al volume, in una logica unitaria della funzione giurisdizionale e dunque del giudicato. Il volume si sofferma poi, opportunamente, sui temi più recenti che hanno interessato il valore del giudicato, come quello delle sopravvenienze rispetto ad esso, o della sua resistenza rispetto alle sentenze sopravvenute delle corti internazionali, il rapporto fra giudicato “interno” e sentenze della Corte di giustizia che sembrano incrinarne la solidità.
Temi molto dibattuti di recente ai quali l’Autrice offre un quadro ricostruttivo sicuro nonostante essi si confrontino con valori basilari dell’ordinamento, di qualsiasi ordinamento giuridico, come la certezza del diritto, valore intrinseco al giudicato che non deve però impedire il progresso dell’ordinamento e nello stesso tempo garantirne la sicurezza e dunque l’effettività.
Una lettura, in definitiva, corroborante sia per la ricostruzione chiara ed efficace di un istituto complesso come il giudicato amministrativo, inserito nell’ampio quadro della dottrina classica e moderna che l’ha trattato, ma anche per i molti spunti di riflessione che offre sulle prospettive dell’istituto, stretto fra le certezze che le pronunce giurisdizionali definitive devono offrire e la necessità di non chiudere la realtà agli eventi successivi o ai nuovi e più avanzati orientamenti della giurisprudenza europea.
 
VITTORIO DOMENICHELLI