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	<title>Rodolfo Murra Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Indirizzo di saluto al Convegno del 26 marzo 2009 dal titolo  “Il peso dell’arretrato sulla giustizia amministrativa: come alleggerirlo? Proposte fra tecniche organizzative e giurisdizionali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:29:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/indirizzo-di-saluto-al-convegno-del-26-marzo-2009-dal-titolo-il-peso-dellarretrato-sulla-giustizia-amministrativa-come-alleggerirlo-proposte-fra-tecniche-organizzative-e-giurisdiz/">Indirizzo di saluto al Convegno del 26 marzo 2009 dal titolo&lt;br&gt;  “Il peso dell’arretrato sulla giustizia amministrativa: come alleggerirlo? Proposte fra tecniche organizzative e giurisdizionali”</a></p>
<p>Signor Presidente del Consiglio di Stato, signori Magistrati, colleghi Avvocati, Sono lieto di portare, anche a nome del Presidente Alessandro Cassiani, il saluto del Consiglio dell’Ordine Forense di Roma in questa importante e piuttosto singolare iniziativa seminariale, che abbiamo organizzato a quattro mani con il CONMA (Coordinamento nuova magistratura amministrativa)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/indirizzo-di-saluto-al-convegno-del-26-marzo-2009-dal-titolo-il-peso-dellarretrato-sulla-giustizia-amministrativa-come-alleggerirlo-proposte-fra-tecniche-organizzative-e-giurisdiz/">Indirizzo di saluto al Convegno del 26 marzo 2009 dal titolo&lt;br&gt;  “Il peso dell’arretrato sulla giustizia amministrativa: come alleggerirlo? Proposte fra tecniche organizzative e giurisdizionali”</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/indirizzo-di-saluto-al-convegno-del-26-marzo-2009-dal-titolo-il-peso-dellarretrato-sulla-giustizia-amministrativa-come-alleggerirlo-proposte-fra-tecniche-organizzative-e-giurisdiz/">Indirizzo di saluto al Convegno del 26 marzo 2009 dal titolo&lt;br&gt;  “Il peso dell’arretrato sulla giustizia amministrativa: come alleggerirlo? Proposte fra tecniche organizzative e giurisdizionali”</a></p>
<p align=justify>Signor Presidente del Consiglio di Stato, signori Magistrati, colleghi Avvocati, </p>
<p>Sono lieto di portare, anche a nome del Presidente Alessandro Cassiani, il saluto del Consiglio dell’Ordine Forense di Roma in questa importante e piuttosto singolare iniziativa seminariale, che abbiamo organizzato a quattro mani con il CONMA (Coordinamento nuova magistratura amministrativa) in questa prestigiosa sala che ospita le Adunanze del più alto Consesso della giustizia amministrativa.<br />
L’idea di questo incontro è venuta qualche mese fa, in particolare ai vertici del Conma e per esso, più specificamente, al Consigliere Armando Pozzi, al quale rivolgo il mio più sentito ringraziamento per aver contribuito all’organizzazione dell’evento. <br />
Il tema dell’incontro, pur non impingendo su questioni di altissimo profilo scientifico, non deve per questo esser considerato di poco momento, attenendo com’è evidente allo stato in cui si trova l’arretrato del contenzioso giurisdizionale amministrativo. Scopo dell’iniziativa – alla quale partecipano tutte le componenti del nostro mondo, dalla magistratura, all’avvocatura alle figure burocratiche che quotidianamente si occupano del lavoro di segreteria (non meno importante di altri) – è quello di tentare di offrire un contributo per individuare possibili forme di alleggerimento del carico esistente, in termini di smaltimento dell’arretrato pendente.<br />
E’ un incontro, a mio parere, al quale ci si deve avvicinare con umiltà e con un dovuto senso di auto-critica. Autocritica che a mio avviso deve venire da tutte le componenti sopra citate, per certi versi corresponsabili del fatto che ancora a distanza di anni dalla proposizione dell’impugnativa non si riesce a  dare una risposta alla domanda di tutela giurisdizionale che proviene dal cittadino.<br />
Ed anche la classe forense non può sottrarsi a questo “mea culpa”, nella consapevolezza che sovente si tende ad attribuire la responsabilità dell’inefficienza degli uffici giudiziari soltanto a chi questi dirige, senza per certi versi guardare “dentro casa propria”.<br />
Io sono certo che, se chiamata ad assumere un ruolo di protagonista nei processi decisionali che conducono alla semplificazione ed all’alleggerimento del peso dell’arretrato, la componente forense – della quale oggi abbiamo tra i relatori due illustri esponenti – saprà fare il proprio dovere.<br />
Troppo spesso le categorie professionali non si parlano tra di loro, in termini istituzionali, il che conduce a reciproci isolamenti nonché a fenomeni di autoreferenzialità che sono assolutamente dannosi oltre che improduttivi.<br />
Esiste tutta una serie di atteggiamenti per così dire “prudenziali” che, se la classe forense venisse “culturalmente” abituata alla loro pratica, possono arrecare benefici allo scopo che qui oggi andremo a delineare.<br />
Tanto per esemplificare, e come tutte le esemplificazioni rischiano ovviamente di essere banalizzanti, assistiamo ancor oggi alla redazione di ricorsi “fiume” (oggi per certi versi “incentivati” dalla soppressione delle marche da bollo), che costringono ad una lettura faticosa e pesante, che ben potrebbero essere esposti in modo più sintetico. Pur tenendo conto di orientamenti giurisprudenziali oramai ultra-consolidati, alcuni colleghi sono tentati dal proporre motivi di gravame sicuramente destinati ad essere rigettati e che non hanno alcuno scopo se non quello di rendere materialmente più corposo l’atto introduttivo (magari per pura compiacenza del cliente). Ciò svilisce, per certi versi, la nobiltà della professione forense, atteso che l’avvocato non è il servitore della parte assistita, ma “l’interprete della necessità di difesa” come si evince dal Titolo III del vigente Codice deontologico.<br />
Né a dire che il suggerimento di voler redigere ricorsi più snelli mini alla radice il sacrosanto diritto di difesa!<br />
Allo stesso modo si propongono istanze cautelari prive dei necessari requisiti previsti dalla legge, costringendo il relatore a studiarsi comunque la causa, avanzate al solo scopo di ottenere la fissazione di una pronta fissazione nel merito.<br />
Ancora: molte volte non si segnala, per negligenza o mera disattenzione, la sussistenza di ricorsi connessi, o meglio la segnalazione arriva proprio direttamente in udienza, costringendo ad una cancellazione dal ruolo che si sarebbe potuta evitare ove la segnalazione fosse stata tempestiva.<br />
A volte si assiste a fenomeni di scarsa collaborazione, tra avvocato e collegio, improntati non tanto a scortesia quanto a difficoltà di comunicazione “istituzionale” ovvero a diffidenza. In altre occasioni non si rappresenta dovutamente la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, anche qui non certo per mala fede quanto per dimenticanza: impedendo così che l’Ufficio prenda atto della nuova situazione e possa provvedere ad eliminare la pendenza.<br />
E’ ovvio, però, che non sia legittimo gettare la croce esclusivamente addosso alla classe forense. Se è vero che – come si legge nel preambolo del “nostro” Codice deontologico – l’avvocato “contribuisce all’attuazione dell’ordinamento per fini di giustizia”, è altresì innegabile che qualsiasi sforzo dell’Avvocatura è destinato a sorte infausta ove non vi sia la consapevolezza, da parte delle altre componenti del mondo della giustizia amministrativa, che solo con un dialogo serrato e leale tra tutte le forze in campo è possibile raggiungere obiettivi soddisfacenti.<br />
L’iniziativa odierna, quindi, è diretta proprio in questo senso, rappresentando un timido  –  per ora – tentativo di dare risposte concrete a questi interrogativi.<br />
E’ con questo spirito che, rinnovando i saluti dell’Ordine di Roma, auspico che l’evento di oggi costituisca la prima tappa di un lungo percorso virtuoso, nei superiori interessi di chi avanza domanda di giustizia ed ancora crede nell’efficienza della Giustizia.</p>
<p align=right><i>(pubblicato il 22.4.2009)</i></p>
<hr />
<p>Note</p>
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