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	<title>Roberta Miraglia Archivi - Giustamm</title>
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	<title>Roberta Miraglia Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Per il vicepresidente del Csm non c’è tempo sufficiente per dare attuazione completa alla riforma il 2 gennaio &#8211; Verde: «Rinviare il giudice unico» &#8211; Tra i mali della giustizia la sovraesposizione dei pubblici ministeri: «Invece di fare indagini conducono inchieste»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:35 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi) ROMA — La riforma del giudice unico non è pronta: «Non credo si possa fare per il 2 gennaio, abbiamo bisogno di tempi più lunghi». Ad arrendersi alla richiesta di ennesima proroga è il vicepresidente del Consiglio superiore della</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/per-il-vicepresidente-del-csm-non-ce-tempo-sufficiente-per-dare-attuazione-completa-alla-riforma-il-2-gennaio-verde-rinviare-il-giudice-unico-tra-i-mali-della-giustizia-la-so/">Per il vicepresidente del Csm non c’è tempo sufficiente per dare attuazione completa alla riforma il 2 gennaio &#8211; Verde: «Rinviare il giudice unico» &#8211; Tra i mali della giustizia la sovraesposizione dei pubblici ministeri: «Invece di fare indagini conducono inchieste»</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi) </p>
<p>ROMA — La riforma del giudice unico non è pronta: «Non credo si possa fare per il 2 gennaio, abbiamo bisogno di tempi più lunghi». Ad arrendersi alla richiesta di ennesima proroga è il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Verde. Ieri, durante un’audizione in commissione Antimafia, Verde ha svolto una lunga requisitoria sullo sfascio della giustizia — «è in crisi totale, alla bancarotta», ha affermato — per concludere che non ci sono le condizioni perché il giudice unico rispetti i tempi previsti.</p>
<p>Parole anche più dure, e destinate a suscitare molte polemiche, il vicepresidente le ha dedicate alla «sovraesposizione» dei pubblici ministeri. «Quello che mi preoccupa — ha detto — è che spesso i Pm conducono inchieste invece di fare indagini; inchieste che competono alle commissioni parlamentari. Una tendenza preoccupante che va ridimensionata».</p>
<p>L’attacco ai Pm troppo esposti è arrivato in risposta all’intervento di Tiziana Maiolo, di Forza Italia, che aveva lamentato la distorsione culturale per cui spesso oggi si ritiene che tocchi ai magistrati combattere i fenomeni criminali. «Sono d’accordo con lei — ha risposto Verde — c’è un’effettiva sovraesposizione dei pubblici ministeri. Ma deriva da una scelta del legislatore che ha attribuito al Pm anche l’inziativa di indagine».</p>
<p>Sulle indagini autonome della polizia giudiziaria, peraltro, è da tempo in atto uno scontro con il tentativo — finora naufragato — di modificare il Codice di procedura penale per lasciare più autonomia alla polizia. In questo senso andava ad esempio una norma contenuta nel pacchetto sicurezza del Governo e ripresa da Forza Italia nelle proposte presentate durante il Security day: permettere alla Pg di svolgere indagini per un periodo di tre mesi senza informare il pubblico ministero. La norma è però sparita dall’ultima versione del testo presentata in comitato ristretto alla Camera dal relatore Giovanni Meloni (si veda l’articolo qui sotto).</p>
<p>Ma Verde, ascoltato dalla commissione Antimafia a proposito dei problemi di organico della magistratura di Palermo, non ha trascurato un’analisi a 360 gradi. La situazione di sofferenza, ha detto il vicepresidente dell’Organo di autogoverno dei giudici, non riguarda solo il settore penale. Ma anche quello civile, la giustizia del lavoro in primo luogo. A L’Aquila, ad esempio, un giudice ha in carico 9mila processi; Reggio Calabria supera i 10mila fascicoli. Tra Napoli, Benevento e Nola pendono 25mila controversie di lavoro.</p>
<p>Quanto poi ai reati, la prescrizione ormai ne estingue a centinaia di migliaia: 130mila nel ’98 e la tendenza è in ulteriore aumento.</p>
<p>Il punto cruciale, ha aggiunto Verde, è la limitazione dei giudizi con l’incremento dei riti alternativi. «Il dibattimento — ha affermato — è un lusso che non possiamo permetterci. Nessun sistema può reggere con decine di migliaia di dibattimenti». Il Parlamento, secondo Verde, deve intervenire con una linea coerente: incentivando i riti alternativi e al tempo stesso evitando di introdurre «un codicillo processuale» in ogni legge che manda in porto. In sostanza, deve avere maggiore coerenza. Gli ha replicato Pietro Carotti (responsabile giustizia del Ppi), relatore alla Camera del Ddl sul rito monocratico per il giudice unico: «Tutto il processo riformatore avviato — ha detto — si muove nella direzione del potenziamento dei riti alternativi, di conseguenza della riduzione dell’area dibattimentale».</p>
<p>Ma gli interventi urgenti riguardano anche la copertura degli organici: per tagliare i tempi dei concorsi in magistratura, ha proposto Verde, gli esami per le prossime 800 assunzioni potrebbero svolgersi su base regionale. Un’altra spina nel fianco è costituita dalle scoperture nelle sedi disagiate. Nel Sud, soprattutto in Sicilia e in Calabria, ci sono sedi che nonostante gli incentivi continuano a rimanere scoperte. Con situazioni di squilibrio tra il numero dei giudici e dei Pm. Se a Palermo ci sono 126 giudici (di cui solo 4-5 Gip) a fronte di 74 Pm, a Caltanissetta e a Reggio Calabria le cose non vanno meglio. In Cassazione, poi, nel ’97 sono arrivati ben 17mila processi civili e 40mila penali. In tutto il Paese la scopertura degli organici è del 12 per cento. In tale situazione senza un’accelerazione delle procedure di reclutamento la riforma del giudice unico rischia il naufragio.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
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		<title>Riammesso chi ha fatto anche due errori &#8211; An chiede le dimissioni di Diliberto &#8211; I Tar bocciano i test informatici per i concorsi in magistratura</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/riammesso-chi-ha-fatto-anche-due-errori-an-chiede-le-dimissioni-di-diliberto-i-tar-bocciano-i-test-informatici-per-i-concorsi-in-magistratura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:35 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi) ROMA — Concorso in magistratura e assunzioni del personale amministrativo della giustizia sono ormai in piena bufera. L’altro ieri l’ennesimo Tar, quello della Calabria, in via d’urgenza, ha ammesso con riserva alle prove per uditore giudiziario quattro candidati che</p>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
<p>ROMA — Concorso in magistratura e assunzioni del personale amministrativo della giustizia sono ormai in piena bufera. L’altro ieri l’ennesimo Tar, quello della Calabria, in via d’urgenza, ha ammesso con riserva alle prove per uditore giudiziario quattro candidati che erano stati esclusi per aver commesso due errori nei quiz della preselezione informatica. Finora, invece, le numerose ammissioni con riserva — confermate da un’ordinanza del Consiglio di Stato — riguardavano gli aspiranti magistrati che avessero sbagliato soltanto un quiz.</p>
<p>Adesso i ricorsi potrebbero estendersi a macchia d’olio, avvalorando i timori di una debacle e di uno slittamento dei tempi della nuova procedura di assunzione dei giudici, proprio nel delicatissimo momento dell’entrata in vigore del giudice unico. Che deve poter contare su organici pieni sia nella magistratura che tra gli assistenti giudiziari.</p>
<p>I timori sono stati espressi sia dall’Associazione nazionale magistrati sia da Alleanza nazionale. Ieri Alfredo Mantovano, responsabile per i problemi dello Stato, dopo lo svolgimento di un’interpellanza urgente sulla questione assunzioni, ha chiesto simbolicamente le dimissioni del ministro della Giustizia Diliberto. «Per manifesta impotenza e incapacità a gestire gli aspetti funzionali e amministrativi del suo dicastero», ha spiegato.</p>
<p>A far arrabbiare l’esponente di An sono state le risposte evasive del sottosegretario alla Giustizia, Maretta Scoca, alle domande sui ritardi sia nel reclutamento dei magistrati che sulla mancata assunzione di ben due terzi dei 1.200 assistenti giudiziari che hanno già superato il concorso. Il Tesoro, infatti, per problemi di bilancio, ha autorizzato l’assunzione di sole 450 persone. Mantovano, dunque, ha criticato il guardasigilli per non essere riuscito a far rispettare tutti gli adempimenti per l’entrata in vigore del giudice unico. E se il precedente Governo, ha infine sottolineato Mantovano, «ha commesso errori, ora assistiamo a una diabolica perseveranza».</p>
<p>«L’interpellanza era rivolta a Presidente del Consiglio e ministro del Tesoro e, infine, al ministro della Giustizia», commenta Mantovano. «I primi due hanno scaricato sul terzo le responsabilità e a rispondere in Aula è stato mandato un sottosegretario». Risposte che sono state, a detta di An, ampiamente insoddisfacenti, «sia a proposito del reperimento dei fondi per le assunzioni del personale amministrativo che sulla questione del concorso in magistratura». Come fa il Governo, dice Mantovano, «a criticare la decisione del Consiglio di Stato che ammette con riserva i candidati? Come può limitarsi a ritenere inspiegabile il comportamento del giudice amministrativo?».</p>
<p>La nuova ordinanza del Tar. In effetti le premesse perché il nuovo concorso con preselezione informatica finisse male c’erano tutte. Limitata ai quiz di diritto civile — perché l’archivio complessivo non è ancora pronto ed è stato quindi usato quello del concorso notarile — la prova preliminare viene adesso sbaragliata dai Tar. Quello calabrese, sezione staccata di Reggio Calabria, (ordinanza 918/99, estensore Giuseppe Caruso) è molto chiaro: «A prescindere da ogni considerazione sulla legittimità costituzionale della normativa che ha introdotto la prova preliminare tra quelle del concorso per uditore giudiziario — si legge nel provvedimento — il ricorso è assistito dal &#8220;fumus bonis iuris&#8221;». Il Tar, infatti, ritiene che la «inidoneità della prova stessa al conseguimento dell’obiettivo prefigurato in sede normativa», cioè la verifica dei requisiti culturali dei candidati, «assume un decisivo rilievo anche quando i candidati siano stati esclusi per aver commesso due errori».</p>
<p>Insomma, per il Tar della Calabria non ci sono motivi per distinguere tra i casi di chi ha commesso uno o due errori. «La commissione di due soli errori non assurge di per sé, a tacer d’altro, a situazione di conclamata carenza del possesso dei requisiti di cultura specifica che costituisce l’obiettivo della procedura concorsuale». L’incertezza su quanti candidati sosterranno le prove del concorso è a questo punto quanto mai elevata.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
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		<item>
		<title>Grazie a una «leggina» i lavoratori dello Stato e degli enti locali potranno restare in servizio anche con una sentenza sfavorevole «Pa», condanne senza effetti &#8211; La sospensione scatta con la pronuncia definitiva &#8211; Ancora fermo al Senato il Ddl anticorruzione</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/grazie-a-una-leggina-i-lavoratori-dello-stato-e-degli-enti-locali-potranno-restare-in-servizio-anche-con-una-sentenza-sfavorevole-pa-condanne-senza-effetti-la-sospensione-sc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:35 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 4 dicembre 1999 &#8211; Norme e tributi) Per il testo della legge, clicca qui ROMA &#8211; L’intento dichiarato dal legislatore era adeguare la legge 55 del 1990 — sulla ineleggibilità e sospensione dei pubblici amministratori colpiti da condanne penali — alla sentenza «garantista» della Corte costituzionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/grazie-a-una-leggina-i-lavoratori-dello-stato-e-degli-enti-locali-potranno-restare-in-servizio-anche-con-una-sentenza-sfavorevole-pa-condanne-senza-effetti-la-sospensione-sc/">Grazie a una «leggina» i lavoratori dello Stato e degli enti locali potranno restare in servizio anche con una sentenza sfavorevole «Pa», condanne senza effetti &#8211; La sospensione scatta con la pronuncia definitiva &#8211; Ancora fermo al Senato il Ddl anticorruzione</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/grazie-a-una-leggina-i-lavoratori-dello-stato-e-degli-enti-locali-potranno-restare-in-servizio-anche-con-una-sentenza-sfavorevole-pa-condanne-senza-effetti-la-sospensione-sc/">Grazie a una «leggina» i lavoratori dello Stato e degli enti locali potranno restare in servizio anche con una sentenza sfavorevole «Pa», condanne senza effetti &#8211; La sospensione scatta con la pronuncia definitiva &#8211; Ancora fermo al Senato il Ddl anticorruzione</a></p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 4 dicembre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
<p>Per il testo della legge, clicca qui</p>
<p>ROMA &#8211; L’intento dichiarato dal legislatore era adeguare la legge 55 del 1990 — sulla ineleggibilità e sospensione dei pubblici amministratori colpiti da condanne penali — alla sentenza «garantista» della Corte costituzionale del ’96 per la quale l’ineleggibilità può seguire solo a condanne definitive e non anche di primo o di secondo grado. Ma il Parlamento, mandando in porto la legge di modifica alle norme del ’90, mercoledì scorso, ha fatto ben di più. Ha infatti inserito anche un altro paletto di stampo assai garantista. E non a favore delle cariche elettive degli enti locali (su cui si era pronunciata la Consulta nel ’96) bensì dei dipendenti pubblici.</p>
<p>In base alle modifiche, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni — colpevoli di associazione mafiosa come di corruzione — non saranno allontanati dal posto di lavoro fino a sentenza definitiva di condanna, perchè non scatterà più la sospensione immediata prevista dalla legge del ’90 per i casi gravi. Dati i tempi della nostra giustizia, l’attesa della pronuncia finale può essere dai quattro agli otto anni. Salva l’ipotesi di patteggiamento che però, con spirito questa volta severo, la legge varata mercoledì equipara esplicitamente alla condanna tagliando la testa alle dissertazioni di giudici e imputati sugli effetti della pena patteggiata (rigore che toglierà sempre più appeal a questo rito alternativo già poco gradito agli imputati).</p>
<p>Finora, dunque, in caso di condanna di primo grado per gravi reati (si veda il grafico qui a lato) o anche davanti a procedimenti penali avviati dalla magistratura, sempre per i delitti più gravi (associazione mafiosa, traffico di droga o di armi), la legge 55 faceva scattare due tipi di misure restrittive: da un lato, per le cariche elettive, l’impossibilità alla candidatura (già cassata dalla Consulta) o comunque a ricoprire le cariche di presidente di giunta, assessore, consigliere, eccetera. Dall’altro lato, per i dipendenti pubblici, una norma (il comma 4-septies) rimandava alle stesse ipotesi di delitto per stabilire l’«immediata sospensione dell’interessato dalla funzione o dall’ufficio».</p>
<p>Ora che la legge, accanto all’elenco dei reati, ha inserito, al posto di sentenza «anche non definitiva» il requisito della definitività, la possibilità di sospensione slitta. E tuttavia il provvedimento non dimentica la delicatezza di certe situazioni: per gli amministratori, così, stabilisce una sospensione automatica dalle cariche elettive — non superiore a 18 mesi — nel caso di condanne in primo grado per gravi reati. La stessa precauzione non è però prevista per i pubblici dipendenti colpiti da analoga condanna. A dire il vero la Camera aveva inserito una tale previsione ma, racconta Lapo Pistelli (Pdu), relatore del Pdl, il Governo in sede di approvazione ne ha chiesto lo stralcio perchè il Parlamento sta esaminando una riforma più organica in materia di rapporti tra sentenza penale e sanzione disciplinare.</p>
<p>In effetti nel famoso pacchetto &#8220;anticorruzione&#8221; c’è anche il provvedimento che fissa per l’amministrazione passi obbligati — sospensione dal servizio, licenziamento — in relazione ai vari stati del procedimento penale e al tipo di reato. Dimenticato. Dopo l’approvazione da parte della Camera il disegno di legge è insabbiato da mesi al Senato mentre adesso taglia il traguardo un provvedimento che &#8220;alleggerisce&#8221; la posizione dei dipendenti sotto processo. Su cui peraltro incidono anche i contratti collettivi e altre norme. Per il momento, comunque, una disciplina organica non esiste. «Il principio introdotto è legato alla presunzione di innocenza — spiega Pistelli —. Il Parlamento intendeva intervenire sul &#8220;microspicchio&#8221; delle cariche elettive negli enti locali. E dopo una lunga attesa, con candidati sospesi per anni nella nebbia, era necessario mandare in porto la legge». Anche se il Senato, ha ammesso il relatore, l’aveva arricchita di parti poco condivisibili.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>Il Sole 24 Ore, 4 dicembre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/grazie-a-una-leggina-i-lavoratori-dello-stato-e-degli-enti-locali-potranno-restare-in-servizio-anche-con-una-sentenza-sfavorevole-pa-condanne-senza-effetti-la-sospensione-sc/">Grazie a una «leggina» i lavoratori dello Stato e degli enti locali potranno restare in servizio anche con una sentenza sfavorevole «Pa», condanne senza effetti &#8211; La sospensione scatta con la pronuncia definitiva &#8211; Ancora fermo al Senato il Ddl anticorruzione</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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		<title>Assistenti giudiziari a ranghi ridotti mentre l’Anm lancia l’allarme sui concorsi Sulla riforma del giudice unico l’incognita degli organici vuoti</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/assistenti-giudiziari-a-ranghi-ridotti-mentre-lanm-lancia-lallarme-sui-concorsi-sulla-riforma-del-giudice-unico-lincognita-degli-organici-vuoti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/assistenti-giudiziari-a-ranghi-ridotti-mentre-lanm-lancia-lallarme-sui-concorsi-sulla-riforma-del-giudice-unico-lincognita-degli-organici-vuoti/">Assistenti giudiziari a ranghi ridotti mentre l’Anm lancia l’allarme sui concorsi Sulla riforma del giudice unico l’incognita degli organici vuoti</a></p>
<p>(Il Sole 24 Ore,14 ottobre 1999 Norme e tributi) ROMA — Sul giudice unico, a meno di tre mesi dall’avvio della parte penale, si abbatte la scure taglia-organici. Dei 1.200 assistenti giudiziari che hanno superato il concorso, per ora ne verranno assunti solo un terzo, i 400 per i quali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/assistenti-giudiziari-a-ranghi-ridotti-mentre-lanm-lancia-lallarme-sui-concorsi-sulla-riforma-del-giudice-unico-lincognita-degli-organici-vuoti/">Assistenti giudiziari a ranghi ridotti mentre l’Anm lancia l’allarme sui concorsi Sulla riforma del giudice unico l’incognita degli organici vuoti</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/assistenti-giudiziari-a-ranghi-ridotti-mentre-lanm-lancia-lallarme-sui-concorsi-sulla-riforma-del-giudice-unico-lincognita-degli-organici-vuoti/">Assistenti giudiziari a ranghi ridotti mentre l’Anm lancia l’allarme sui concorsi Sulla riforma del giudice unico l’incognita degli organici vuoti</a></p>
<p>(Il Sole 24 Ore,14 ottobre 1999 Norme e tributi)</p>
<p>ROMA — Sul giudice unico, a meno di tre mesi dall’avvio della parte penale, si abbatte la scure taglia-organici. Dei 1.200 assistenti giudiziari che hanno superato il concorso, per ora ne verranno assunti solo un terzo, i 400 per i quali il Governo ha dato l’autorizzazione, a causa delle solite ristrettezze economiche in cui si affanna la giustizia. Per il resto bisognerà attendere il reperimento dei fondi.</p>
<p>I sindacati sono già sul piede di guerra. La denuncia del vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati, Claudio Castelli, si somma alle richieste che ieri l’Anm ha fatto al ministro Diliberto a proposito delle assunzioni in magistratura. Il sindacato dei giudici ha infatti denunciato al guardasigilli gli «inconcepibili ritardi nella copertura dell’organico della magistratura, dovuti esclusivamente a strozzature normative e organizzative» e ha invitato il ministro della Giustizia «ad assumere immediatamente le indispensabili iniziative».</p>
<p>Di recente il Consiglio di Stato ha ammesso con riserva al concorso per l’assunzione di 350 uditori giudiziari anche i candidati che non hanno superato la preselezione informatica. La riforma dei concorsi, messa a punto dall’ex ministro Flick per acclerare le procedure, si è infranta, proprio al debutto, sullo scoglio della magistratura amministrativa. «Il vero problema da affrontare — ha sottolienato Castelli — è se mantenere o meno questa struttura del concorso che ha già dato pessima prova». Si tratta, soprattutto, di trovare soluzioni che diano davvero sprint alle assunzioni: «Sono tre anni che non si fanno concorsi in magistratura — ha concluso il vicepresidente dell’Anm — e i vincitori dell’ultimo stanno entrando in servizio adesso».</p>
<p>La nota diffusa ieri dall’Anm ha messo in evidenza che «tali ritardi, oltre a costituire un inammissibile pregiudizio per il buon funzionamento della giustizia, non potranno mai essere invocati come giustificazione per forme di &#8220;reclutamento straordinario&#8221;, inaccettabili poiché implicherebbero una dequalificazione professionale e deluderebbero le legittime aspettative di migliaia di giovani che aspirano alla nomina ad uditore giudiziario».</p>
<p>Il problema non è strettamente sindacale e interno alla categoria. La partenza, il 2 gennaio prossimo, del giudice unico penale rischia infatti di essere zoppa: con un numero insufficiente di assistenti giudiziari resterà sulla carta la moltiplicazione delle udienze penali e la tanto promessa accelerazione dei tempi dei processi. «A Milano già da settembre sono state sospese le udienze pomeridiane per problemi di personale» conferma Bruno Giordano, magistrato nel Tribunale del capoluogo lombardo. «Sul giudice unico — prosegue — si riverserà lo spaventoso arretrato della Pretura penale, solo in minima alleviato dalla recente depenalizzazione. La prescrizione di migliaia di processi è dietro l’angolo».</p>
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<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore,14 ottobre 1999 Norme e tributi)</p>
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