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	<title>Riccardo Chiaberge Archivi - Giustamm</title>
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		<title>LA SCUOLA NON PERDE IL VIZIO Il Parlamento riapre le porte a tutti i precari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:41 +0000</pubDate>
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<p>Cessato allarme: i &#8220;viet-prof&#8221; dei comitati di base possono deporre i fucili e rientrare nelle aule con l&#8217;animo in pace. La torbida manovra delle forze reazionarie che puntavano a dividere la categoria è stata sventata, e sulla scuola italiana torna a distendersi il manto rassicurante dell&#8217;egualitarismo. Niente meritocrazia, niente carriera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/la-scuola-non-perde-il-vizio-il-parlamento-riapre-le-porte-a-tutti-i-precari/">LA SCUOLA NON PERDE IL VIZIO Il Parlamento riapre le porte a tutti i precari</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/la-scuola-non-perde-il-vizio-il-parlamento-riapre-le-porte-a-tutti-i-precari/">LA SCUOLA NON PERDE IL VIZIO Il Parlamento riapre le porte a tutti i precari</a></p>
<p>Cessato allarme: i &#8220;viet-prof&#8221; dei comitati di base possono deporre i fucili e rientrare nelle aule con l&#8217;animo in pace. La torbida manovra delle forze reazionarie che puntavano a dividere la categoria è stata sventata, e sulla scuola italiana torna a distendersi il manto rassicurante dell&#8217;egualitarismo. Niente meritocrazia, niente carriera. Quello che conta è l&#8217;inesorabile, imparziale scorrere del tempo. Vince chi si è messo in fila per primo. </p>
<p>Grazie al voto di martedì al Senato, chiunque abbia maturato 360 giorni di supplenza negli ultimi dieci anni, di cui 180, cioè sei mesi, dal &#8217;94 a oggi, potrà aspirare a una cattedra. Il &#8220;concorsone&#8221; che dopo decenni di leggine avrebbe dovuto restituire qualità e rigore al reclutamento degli insegnanti si rovescia nell&#8217;ennesima sanatoria di massa. A pochi giorni dalla firma di uno storico accordo sindacale che prometteva aumenti retributivi legati alla professionalità, la maggioranza fa macchina indietro. Il partito dei precari ha ancora una volta la meglio e il relatore della legge, il diessino Biscardi, che con il sostegno dei Popolari e dell&#8217;opposizione aveva cercato di emendare il testo della Camera, è costretto alle dimissioni. </p>
<p>Del resto era chiaro fin dall&#8217;inizio che bandire un &#8220;concorso abilitante riservato&#8221; per i precari, accanto a quello ordinario per i giovani laureati, avrebbe aperto la strada alla catastrofe. Si prevedono tre milioni di domande per 25 o 30 mila posti di ruolo, un immane ingorgo che costerà miliardi e paralizzerà l&#8217;intero sistema. Tutto questo non impedisce agli insegnanti dei Cobas di scioperare contro le odiose discriminazioni del nuovo contratto. Quasi fossero già realtà e non un&#8217;ipotesi virtuale, che rimanda alla contrattazione integrativa. E come non sapessero quante volte, negli ultimi 12 anni, gli accordi della scuola contenevano clausole analoghe che poi sono rimaste un &#8220;flatus vocis&#8221;. </p>
<p>L&#8217;Italia è tuttora l&#8217;unico Paese europeo a non prevedere nessun tipo di formazione per la professione docente. Adesso che finalmente le università hanno istituito dei corsi per &#8220;insegnare a insegnare&#8221;, il Parlamento pensa bene di creare un&#8217;armata di precari a vita che sbarra il passo alle nuove leve. Centinaia di migliaia di &#8220;anime morte&#8221; in perenne attesa di una supplenza, di qualche collega che si ammali o finga di ammalarsi, determinate a rifiutare qualsiasi impiego che non sia dietro una cattedra. Ancora una volta, la nostra scuola conferma la sua vocazione più autentica: non una struttura educativa ma un&#8217;agenzia di collocamento, un bacino di lavori socialmente utili, come tali dequalificati e sottopagati. </p>
<p>Lo stesso Berlinguer che inneggia alla qualità e al merito ha firmato in gennaio un&#8217;ordinanza sulla mobilità del personale scolastico che risponde a criteri alquanto differenti. Quando un liceo o una scuola media debba tagliare gli organici, gli insegnanti vanno inseriti in una graduatoria che tiene conto di vari parametri. Ora, mentre il fatto di avere un coniuge che vive e lavora nella stessa città vale 6 punti, e un figlio di età inferiore a sei anni 4 punti, i titoli &#8220;culturali&#8221; sono valutati fino a un massimo di 10 punti. Il che significa che la buona massaia con prole potrà conservare il posto, e la nubile con Master e dottorato verrà cacciata, a meno che non trovi in fretta un marito o si sottoponga a una cura per la sterilità. E poi c&#8217;è chi piange sul declino della famiglia. La famiglia, in Italia, non è mai stata così solida. </p>
<p>E&#8217; la scuola che va a rotoli. </p>
<p>di RICCARDO CHIABERGE,</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>Il Corriere della Sera, Giovedì, 11 Marzo 1999 Commenti</p>
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