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		<title>GERMANIA &#8211; Sconti alle forze politiche per la pubblicità nell’etere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:11 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 28 gennaio 2000 &#8211; Commenti ed inchieste) FRANCOFORTE &#8211; Tradizionalmente severa nel regolare la pubblicità commerciale sulle reti tv, la Germania è piuttosto generosa con la pubblicità elettorale dei partiti. Questo in linea con una tradizione che dal dopoguerra in avanti tende a favorire, pur nel</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/germania-sconti-alle-forze-politiche-per-la-pubblicita-nelletere/">GERMANIA &#8211; Sconti alle forze politiche per la pubblicità nell’etere</a></p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 28 gennaio 2000 &#8211; Commenti ed inchieste) </p>
<p>FRANCOFORTE &#8211; Tradizionalmente severa nel regolare la pubblicità commerciale sulle reti tv, la Germania è piuttosto generosa con la pubblicità elettorale dei partiti. Questo in linea con una tradizione che dal dopoguerra in avanti tende a favorire, pur nel quadro di una precisa regolazione tipico del sistema tedesco, la vita delle organizzazioni politiche e il dibattito fra le varie forze. La Germania, con circa 300 miliardi all’anno di diretto finanziamento ai partiti, più altre forme indirette che aumentano molto il contributo pubblico alla politica, è fra i Paesi più generosi in questo campo.</p>
<p>Le regole per gli spot televisivi sono semplici. Tutte le forze politiche hanno diritto in campagna elettorale a una serie di spot di due minuti e mezzo sui due canali pubblici, Ard e Zdf, proporzionalmente grossomodo alla loro forza elettorale. In più possono acquistare spazio pubblicitario, con sconti che variano dal 30 al 50% rispetto alle normali tariffe commerciali, sulla ventina di reti private di varia portata che operano in Germania.</p>
<p>Per lungo tempo una limitazione è stata imposta dalle regole generali sulla pubblicità, che sono severe, provocano la continua protesta di pubblicitari e stazioni tv, e vengono in parte aggirate con ingegnosi sotterfugi. La norma impone che la pubblicità non può superare il 20% del tempo di trasmissione globale nel corso della giornata. Un programma di 90 minuti può essere interrotto solo due volte, con una terza o quarta interruzione per ogni 20 minuti successivi di programmazione. Con il 1° gennaio ’99 anche la Germania si è adeguata, per quanto riguarda la pubblicità commerciale, alla normativa Ue.</p>
<p>Le norme relative alla pubblicità elettorale sono gestite dall’organismo collegiale che controlla le tv, in cui siedono i presidenti dei 16 stati federali tedeschi o i loro rappresentanti. Una intesa fra gli Stati per fornire una normativa uniforme è stata introdotta nell’86 ed emendata l’ultima volta nel ’97. Ogni Land ha la sua autorità per i media o Landesmedienanstalt. La Costituzione tedesca infatti, in linea con una volontà di decentralizzazione favorita dagli Alleati, assegna alle regioni l’autorità in materia. Quando l’allora Cancelliere Konrad Adenauer volle lanciare una rete nazionale sottoposta alle regole decise a Bonn, i Laender reagirono e la Corte costituzionale dette loro ragione decretando, era il dicembre ’60, una delle più cocenti sconfitte del vecchio Cancelliere.</p>
<p>La maggior parte dei tedeschi, dicono i sondaggi di opinione, ritiene che i partiti spendano troppo per la propaganda elettorale. Nelle elezioni federali del ’94 solo per la tv la spesa fu di circa 160 miliardi di lire. Da allora i partiti cercano di moderare la presenza sulle reti private tv, perché troppa insistenza si è dimostrata controproducente, oltre che costosa.</p>
<p>Mario Margiocco</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 28 gennaio 2000 &#8211; Commenti ed inchieste)</p>
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