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	<title>M. Rog Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Ruolo unico Pa: sostituito il 12% della dirigenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:26 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 6 novembre 1999 &#8211; Norme e tributi) ROMA — Per il Governo lo spoil system si è rivelato, come previsto, soltanto uno spauracchio. In 14 ministeri su 18, infatti, soltanto il 12% dei dirigenti della prima delle due fasce introdotte con il nuovo &#8220;ruolo unico&#8221; è</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/ruolo-unico-pa-sostituito-il-12-della-dirigenza/">Ruolo unico Pa: sostituito il 12% della dirigenza</a></p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 6 novembre 1999 &#8211; Norme e tributi) </p>
<p>ROMA — Per il Governo lo spoil system si è rivelato, come previsto, soltanto uno spauracchio. In 14 ministeri su 18, infatti, soltanto il 12% dei dirigenti della prima delle due fasce introdotte con il nuovo &#8220;ruolo unico&#8221; è stato sostituito e destinato ad altro incarico. È quanto ha evidenziato il sottosegretario alla Presidenza, Franco Bassanini, alla fine del Consiglio dei ministri nel corso del quale Angelo Piazza, titolare della Funzione pubblica, ha illustrato una dettagliata relazione sullo stato di attuazione del processo di riorganizzazione dei vertici della burocrazia. In tutto i dirigenti pubblici in servizio sono 4.734, di cui 395 della prima fascia e 4.339 della seconda. Ancora una volta sono gli uomini a monopolizzare la gestione della pubblica amministrazione: 350 nel primo livello, contro 45 donne; ben 3.370 nella seconda fascia della quale fanno parte 969 rappresentanti del gentil sesso.</p>
<p>Il profilo del dirigente tipo post-riforma tracciato dalla relazione Piazza ricalca sostanzialmente quello degli anni scorsi: sesso maschile, prevalentemente ultrasessantenne, del Centro-sud, laureato in giurisprudenza e in alcuni casi in economia. In particolare, i burocrati con più di sessant’anni sono 176 nella prima fascia e 1.279 nella seconda. Nel primo livello soltanto due donne e 18 uomini hanno un’età inferiore ai 45 anni.</p>
<p>Soffermandosi sugli esiti dell’istituzione del ruolo unico della dirigenza, prevista da un Dpr approvato mesi fa, Piazza ha affermato che «questo importante strumento di attuazione della riforma della dirigenza pubblica sta procedendo con grande celeritá. Il ruolo unico — ha aggiunto — consente, giá a pochi mesi dalla sua costituzione, di fornire alle amministrazioni pubbliche un quadro organico dello stato della dirigenza, gli indirizzi e gli orientamenti necessari per realizzare in maniera coerente e uniforme il passaggio al nuovo sistema di tipo privatistico del rapporto di lavoro pubblico». Infatti, ha concluso Piazza, «con le nuove regole non si è più dirigenti a vita, ma sulla base di incarichi temporanei, rinnovabili solo alla luce delle capacitá dimostrate».</p>
<p>M.Rog.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore, 6 novembre 1999 &#8211; Norme e tributi)</p>
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		<title>Gli esiti di quattro sondaggi utilizzati dalla Funzione pubblica: il panel teme resistenze burocratiche Le riforme Bassanini non sono più tabù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:21 +0000</pubDate>
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<p>(Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2000 &#8211; norme e tributi) Ormai la conoscono in tanti. Per il 67% dei cittadini la riforma della pubblica amministrazione non è più un’illustre sconosciuta. Ma ben il 46% dei cittadini e degli imprenditori teme che il processo di riorganizzazione avviato nel ’97 possa</p>
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<p>(Il Sole 24 Ore,  27 marzo 2000 &#8211; norme e tributi)</p>
<p>Ormai la conoscono in tanti. Per il 67% dei cittadini la riforma della pubblica amministrazione non è più un’illustre sconosciuta. Ma ben il 46% dei cittadini e degli imprenditori teme che il processo di riorganizzazione avviato nel ’97 possa subire consistenti ritardi, se non addirittura un vero e proprio fallimento, a causa delle resistenze della burocrazia. Anche per questo motivo il 63% di loro resta convinto che gli interventi targati Bassanini siano di difficile attuazione. Gli italiani, comunque, nel 76% dei casi si dicono convinti che le misure già varate e quelle in cantiere siano effettivamente capaci di mutare il rapporto tra Pa e cittadino.</p>
<p>Consapevoli, speranzosi ma ancora fortemente dubbiosi e preoccupati: così si mostrano gli utenti sulla base dei risultati raccolti attraverso quattro sondaggi completati tra la fine del ’99 e l’inizio del 2000 e utilizzati dal ministero della Funzione pubblica per conoscere il gradimento della pubblica amministrazione che cambia. Indubbiamente rispetto ai primi anni ’90 si è verificata una presa di coscienza del fatto che un processo di riassetto sia effettivamente in moto. Non solo: l’enorme massa di interventi varati, e in gran parte attuati, ha contribuito a rendere meno pessimisti gli utenti. Nell’ultimo anno, infatti, un italiano su quattro ha mutato in meglio la propria opinione sulla pubblica amministrazione.</p>
<p>A fare maggiormente presa, come è ormai noto, è stata soprattutto l’autocertificazione: il 94% dei cittadini ha affermato di conoscerla e di sapere come funziona; il 38% l’ha utilizzata almeno una volta e, di questa fetta, l’88% ne è rimasto soddisfatto.</p>
<p>Gli utenti hanno anche dichiarato di non sentirsi più soli nella quotidiana battaglia con le inefficienze della burocrazia, anche perché sono ormai consapevoli di avere un nuovo, importante alleato nell’innovazione tecnologica. Non a caso, per il 72% degli intervistati l’utilizzo delle nuove tecnologie rappresenta un’autentica molla per far decollare il piano di semplificazione.</p>
<p>La strada da percorrere per tagliare il sondaggio dell’efficienza resta però ancora tanta. A tutt’oggi non più del 42% dei cittadini dà un giudizio positivo sui tempi di risposta degli uffici pubblici alle richieste avanzate. A giudicare buona la capacità professionale del personale statale è appena il 37% degli intervistati.</p>
<p>A restare complicato è soprattutto il rapporto tra imprese e burocrazia. Un dato per tutti: a febbraio del 2000 solo il 38% della popolazione era a conoscenza dell’esistenza dello sportello unico per le imprese. Imprese che per le attività burocratiche sono costrette a ricorrere nel 25,4% dei casi a soggetti esterni. Anche se gli adempimenti svolti direttamente restano particolarmente elevati (nel 39,2% dallo stesso titolare dell’azienda o da un suo dirigente e nel 41,4% da altro personale dipendente).</p>
<p>Il quadro che emerge dai sondaggi utilizzati dal ministero della Funzione pubblica non è insomma ancora roseo, ma è sicuramente molto meno sconfortante di appena tre anni fa. Le quattro leggi Bassanini e il pacchetto di riforme a esse collegate sta cominciando a produrre i primi effetti sia in termini di risultati che a livello di riduzione della diffidenza dei cittadini nei confronti delle strutture pubbliche. Una diffidenza che, però, resta ancora alta. Tento è vero che il pericolo maggiore è stato individuato proprio nelle resistenze della burocrazia.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Sole 24 Ore,  27 marzo 2000 &#8211; norme e tributi)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/gli-esiti-di-quattro-sondaggi-utilizzati-dalla-funzione-pubblica-il-panel-teme-resistenze-burocratiche-le-riforme-bassanini-non-sono-piu-tabu/">Gli esiti di quattro sondaggi utilizzati dalla Funzione pubblica: il panel teme resistenze burocratiche Le riforme Bassanini non sono più tabù</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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