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	<title>Giulio Benedetti Archivi - Giustamm</title>
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	<title>Giulio Benedetti Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Negli atenei docenti a tempo pieno Il ministro: si dovrà scegliere, come i medici, tra insegnamento e libera professione. Venerdì il Consiglio dei ministri riceverà il testo che vuole mutare lo stato giuridico degli accademici che oggi conosceranno il dettaglio della riforma e protestano: «I nostri colleghi in Europa e Usa lavorano fuori». Zecchino: «È necessario essere presenti e disponibili per le esigenze degli studenti</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:26 +0000</pubDate>
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<p>(Il Corriere della Sera, 9 novembre 1999 &#8211; Cronache) ROMA &#8211; Nel futuro dei professori universitari c&#8217;è l&#8217;impegno a tempo pieno. E, come per i nuovi medici del Servizio sanitario nazionale, un rapporto esclusivo con gli atenei «di appartenenza». Oltre che una progressione di carriera basata sulla valutazione dell&#8217;attività di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/negli-atenei-docenti-a-tempo-pieno-il-ministro-si-dovra-scegliere-come-i-medici-tra-insegnamento-e-libera-professione-venerdi-il-consiglio-dei-ministri-ricevera-il-testo-che-vuole-mutare-lo-stato/">Negli atenei docenti a tempo pieno Il ministro: si dovrà scegliere, come i medici, tra insegnamento e libera professione. Venerdì il Consiglio dei ministri riceverà il testo che vuole mutare lo stato giuridico degli accademici che oggi conosceranno il dettaglio della riforma e protestano: «I nostri colleghi in Europa e Usa lavorano fuori». Zecchino: «È necessario essere presenti e disponibili per le esigenze degli studenti</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p>(Il Corriere della Sera, 9 novembre 1999 &#8211; Cronache)</p>
<p>ROMA &#8211; Nel futuro dei professori universitari c&#8217;è l&#8217;impegno a tempo pieno. E, come per i nuovi medici del Servizio sanitario nazionale, un rapporto esclusivo con gli atenei «di appartenenza». Oltre che una progressione di carriera basata sulla valutazione dell&#8217;attività di ciascuno. </p>
<p>Sono questi alcuni aspetti della proposta di riforma dello stato giuridico dei docenti che questa mattina verrà presentata ai vertici accademici dal ministro dell&#8217;Università e della Ricerca scientifica, Ortensio Zecchino, e venerdì approderà al Consiglio dei ministri, sotto forma di collegato ordinamentale alla manovra finanziaria, come è avvenuto per la Bassanini 1 e 2. </p>
<p>L&#8217;approvazione della riforma è prevista in primavera e l&#8217;entrata in vigore dall&#8217;anno accademico 2000-2001. L&#8217;applicazione sarà graduale nel tempo. «C&#8217;è bisogno di un ritorno di serietà e di valutazione del merito che valga anche per i docenti &#8211; ha annunciato il ministro -. La proposta di riforma è incentrata sulla necessità di essere più presenti e disponibili temporalmente per le esigenze degli studenti. Fisseremo anche il criterio di valutazione: non ci sarà progressione, neppure economica, se il lavoro non sarà valutato positivamente». </p>
<p>Il testo non è stato ancora definito in tutti i suoi aspetti e al Murst vige la consegna del massimo riserbo. Ma una riunione tra ministro e capigruppo della maggioranza, prevista per questa mattina, dovrebbe chiudere i punti più controversi. La riforma, comunque, punta a una crescita e ad una maggior flessibilità dell&#8217;impegno dedicato all&#8217;università da ogni professore. E completa le altre innovazioni introdotte negli ordinamenti universitari come autonomia statutaria, di gestione e &#8211; la firma del regolamento è di pochi giorni fa &#8211; didattica. </p>
<p>Scomparirà l&#8217;attuale distinzione tra attività a tempo pieno e a tempo definito. L&#8217;attività libero professionale sarà regolamentata dalle stesse università. Il docente potrebbe rilasciare all&#8217;ateneo parte del corrispettivo economico che deriva da tali prestazioni, che avverranno comunque dentro le mura universitarie. </p>
<p>Mentre i docenti che sceglieranno l&#8217;attività libero professionale come prevalente potranno stipulare con l&#8217;ateneo contratti di diritto privato e saranno retribuiti per le prestazioni effettivamente prestate. Novità anche per quanto riguarda il trattamento economico. Parte della retribuzione verrà delegificata: accanto a uno stipendio base stabilito dalle norme, verranno introdotti elementi di contrattazione collettiva e individuale per attività di ricerca, didattica e orientamento. E cambierà anche la carriera; quando la riforma andrà a regime vi sarà una figura unica di professore universitario, assunto per concorso &#8211; scomparirà dunque la distinzione tra professore ordinario, associato e ricercatore &#8211; ma questo ruolo unico si distinguerà in diversi livelli retributivi e professionali. </p>
<p>La progressione di carriera tra i diversi livelli si baserà sulla valutazione dell&#8217;attività didattica e di ricerca e sul contributo dato alla gestione organizzativa dell&#8217;ateneo (valutazione e relativi avanzamenti saranno però facoltativi ed avverranno su richiesta). Paletti in arrivo, infine, anche per l&#8217;età pensionabile dei docenti. Il limite dovrebbe infatti essere fissato a 70 anni, contro gli attuali 72. E per l&#8217;impegno temporale, che dovrà aumentare in maniera sensibile. Ma qui è più difficile fare stime. Al momento l&#8217;impegno richiesto &#8211; anche se molti docenti lo superano abbondantemente &#8211; è di 300 ore all&#8217;anno, ma tra le ipotesi in discussione c&#8217;è anche quella di un tempo non inferiore alle 1500 ore l&#8217;anno. </p>
<p>Giulio Benedetti</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Corriere della Sera, 9 novembre 1999 &#8211; Cronache)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/negli-atenei-docenti-a-tempo-pieno-il-ministro-si-dovra-scegliere-come-i-medici-tra-insegnamento-e-libera-professione-venerdi-il-consiglio-dei-ministri-ricevera-il-testo-che-vuole-mutare-lo-stato/">Negli atenei docenti a tempo pieno Il ministro: si dovrà scegliere, come i medici, tra insegnamento e libera professione. Venerdì il Consiglio dei ministri riceverà il testo che vuole mutare lo stato giuridico degli accademici che oggi conosceranno il dettaglio della riforma e protestano: «I nostri colleghi in Europa e Usa lavorano fuori». Zecchino: «È necessario essere presenti e disponibili per le esigenze degli studenti</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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		<title>E&#8217; polemica su tempo pieno e rapporto esclusivo Università, docenti in rivolta contro il progetto di Zecchino Le associazioni contestano il piano su carriere e fasce</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/e-polemica-su-tempo-pieno-e-rapporto-esclusivo-universita-docenti-in-rivolta-contro-il-progetto-di-zecchino-le-associazioni-contestano-il-piano-su-carriere-e-fasce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:16 +0000</pubDate>
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<p>Il Corriere della Sera, 12 novembre 1999 &#8211; Cronache) ROMA &#8211; Tempesta negli atenei dopo l&#8217;intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro dell&#8217;Università, Ortensio Zecchino. La proposta di riforma dello stato giuridico dei docenti è stata criticata da quasi tutte le associazioni dove è forte la rappresentanza di ricercatori</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/e-polemica-su-tempo-pieno-e-rapporto-esclusivo-universita-docenti-in-rivolta-contro-il-progetto-di-zecchino-le-associazioni-contestano-il-piano-su-carriere-e-fasce/">E&#8217; polemica su tempo pieno e rapporto esclusivo Università, docenti in rivolta contro il progetto di Zecchino Le associazioni contestano il piano su carriere e fasce</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p>Il Corriere della Sera, 12 novembre 1999 &#8211; Cronache) </p>
<p>ROMA &#8211; Tempesta negli atenei dopo l&#8217;intervista rilasciata al Corriere della Sera dal ministro dell&#8217;Università, Ortensio Zecchino. La proposta di riforma dello stato giuridico dei docenti è stata criticata da quasi tutte le associazioni dove è forte la rappresentanza di ricercatori e professori associati e dai sindacati di categoria di ispirazione confederale che sostengono l&#8217;ipotesi del docente unico, con una progressione di carriera per valutazione e non per concorso. Il ministro invece ha mantenuto le due tradizionali fasce di ordinari e associati e quindi i concorsi come strumento base per la progressione di carriera. Accuse molto dure anche sulla facoltà concessa ai docenti di svolgere la libera professione all&#8217;esterno. Il ministro Zecchino è stato definito un «novello Gattopardo che, sotto le possenti spinte delle baronie, dice di volere cambiare tutto per lasciare tutto come prima». Sono parole di Gianni Garofalo, professore di Diritto e rappresentante della Cgil-Università. Secondo il docente, la proposta del ministro circa il rapporto esclusivo dei docenti lascia tali scappatoie che tutto rimarrà come prima. «Il ministro Zecchino &#8211; sottolinea Garofalo &#8211; propone il rapporto esclusivo dei professori e prevede poi la possibilità che possano svolgere attività esterne previa la semplice autorizzazione degli organi accademici: il che equivale a lasciare tutto come prima, perché voglio proprio vedere chi negherà le autorizzazioni». </p>
<p>Per il segretario generale della Federazione formazione e ricerca della Cgil, Andrea Ranieri, la riforma è una «fotografia dell&#8217;esistente». </p>
<p>La rivolta contro Zecchino è portata avanti da numerose sigle sindacali e da associazioni professionali che dicono di rappresentare l&#8217;80% della categoria: Andu (associazione storica di ricercatori universitari), Apu (organizzaizone di ricercatori), Cidum (associati di medicina), Cisl-Università, Cnu (altra organizzazione storica di docenti), Firu (ricercatori di medicina), Snals-Università, Snur-Cgil e Uil-Paur. </p>
<p>Tutte queste sigle, in un documento comune, chiedono l&#8217;«immediata approvazione della legge che istituisce la terza fascia del ruolo dei professori universitari (riservata ai ricercatori), da troppo tempo arenata in commissione Cultura alla Camera». Nello stesso tempo, si dicono contrarie a ogni ipotesi di «mettere a esaurimento i ricercatori universitari nel quadro del preannunciato riassetto dello stato giuridico», come prevede la riforma del ministro Zecchino. </p>
<p>Le stesse organizzazioni chiedono poi «il ruolo unico, articolato in una molteplicità di livelli stipendiali, differenziati in funzione della crescente qualificazione scientifica e professionale dei singoli», «l&#8217;introduzione di strumenti organizzativi e giuridici che consentano lo svolgimento di attività &#8220;intra moenia&#8221; dei docenti, al di fuori del tempo dedicato alle attività istituzionali, in un rapporto convenzionale trasparente e regolamentato tra professori, ateneo e committenza esterna». Favorevole, invece, il giudizio del ministro delle Sanità. «In coerenza con l&#8217;impostazione del ministro Zecchino, si può arrivare all&#8217;esclusività del rapporto dei medici universitari con il Servizio sanitario nazionale». </p>
<p>Anche gli studenti sul sentiero di guerra. Hanno annunciato mobilitazioni negli atenei contro Zecchino i giovani dell&#8217;Udu e dell&#8217;Uds. </p>
<p>G. Ben.</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Corriere della Sera, 12 novembre 1999 &#8211; Cronache)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/e-polemica-su-tempo-pieno-e-rapporto-esclusivo-universita-docenti-in-rivolta-contro-il-progetto-di-zecchino-le-associazioni-contestano-il-piano-su-carriere-e-fasce/">E&#8217; polemica su tempo pieno e rapporto esclusivo Università, docenti in rivolta contro il progetto di Zecchino Le associazioni contestano il piano su carriere e fasce</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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		<title>Il ministro anticipa il testo della riforma: abolito tempo pieno e tempo definito, ci saranno controlli sull&#8217;attività didattica «Atenei, i docenti devono lavorare di più» Zecchino: sì alle attività esterne, ma se penalizzano gli studenti scatterà l&#8217;interdizione «Obbligo per tutti di dedicare all&#8217;università almeno sei ore al giorno Gli allievi non dovranno più mendicare un colloquio nei corridoi Cambierà anche l&#8217;ordinamento dei professori: sarà solo in due fasce»</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/il-ministro-anticipa-il-testo-della-riforma-abolito-tempo-pieno-e-tempo-definito-ci-saranno-controlli-sullattivita-didattica-atenei-i-docenti-devono-lavorare-di-piu-zecchino-si-alle-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:16 +0000</pubDate>
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<p>(Il Corriere della Sera, 11 novembre 1999 &#8211; Cronache) ROMA &#8211; Basta con i privilegi. Basta con i professori che fanno la loro lezione e poi si rendono irreperibili. Nella nuova università italiana «i docenti, tutti i docenti, dovranno impegnarsi di più, senza distinzioni». Il ministro dell&#8217;Università, Ortensio Zecchino (Ppi),</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/il-ministro-anticipa-il-testo-della-riforma-abolito-tempo-pieno-e-tempo-definito-ci-saranno-controlli-sullattivita-didattica-atenei-i-docenti-devono-lavorare-di-piu-zecchino-si-alle-a/">Il ministro anticipa il testo della riforma: abolito tempo pieno e tempo definito, ci saranno controlli sull&#8217;attività didattica «Atenei, i docenti devono lavorare di più» Zecchino: sì alle attività esterne, ma se penalizzano gli studenti scatterà l&#8217;interdizione «Obbligo per tutti di dedicare all&#8217;università almeno sei ore al giorno Gli allievi non dovranno più mendicare un colloquio nei corridoi Cambierà anche l&#8217;ordinamento dei professori: sarà solo in due fasce»</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p>(Il Corriere della Sera, 11 novembre 1999 &#8211; Cronache)</p>
<p>ROMA &#8211; Basta con i privilegi. Basta con i professori che fanno la loro lezione e poi si rendono irreperibili. Nella nuova università italiana «i docenti, tutti i docenti, dovranno impegnarsi di più, senza distinzioni». Il ministro dell&#8217;Università, Ortensio Zecchino (Ppi), riassume così l&#8217;idea guida della riforma dello stato giuridico che interesserà i 50 mila professori dei 70 atenei italiani e di cui ci anticipa le linee generali. I professori avranno doveri precisi, non sarà loro negata la «libertà di svolgere un&#8217;attività professionale esterna, ma &#8211; sottolinea il ministro &#8211; non a scapito dei loro doveri, il cui adempimento sarà sottoposto a rigidi controlli e sanzioni». Il testo definitivo sarà comunque presentato nella riunione del Consiglio dei ministri fissata per lunedì. </p>
<p>Ministro Zecchino, cominciamo dal tema più spinoso, quello dei limiti alla libertà di un docente universitario di svolgere un&#8217;attività professionale esterna. Cosa prevede la legge? </p>
<p>«Non vi saranno più professori a tempo pieno e a tempo definito. Tutti dovranno darsi da fare, senza distinzioni. L&#8217;università, naturalmente, riconosce a ciascuno il diritto di esercitare la professione privata &#8211; ripete il ministro -, ma si tratterà di una libertà sub iudice. Basterà dichiarare che non c&#8217;è incompatibilità con le funzioni svolte dal docente e che non ci sono conflitti di interesse. Ma se, è questa la condizione, nella verifica quadriennale dell&#8217;attività del professore universitario il giudizio non sarà positivo, l&#8217;esercizio della libera professione sarà interdetto, inoltre &#8211; ma questo vale anche per chi non esercita la professione privata -interverranno delle penalizzazioni economiche e di carriera». </p>
<p>Chi farà le valutazioni e quali saranno i criteri? </p>
<p>«Le valutazioni saranno fatte secondo i criteri suggeriti dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario che si insedierà tra qualche giorno. Il comitato detterà anche i criteri per l&#8217;istituzione degli organi di ateneo che avranno il compito di fare la valutazione». </p>
<p>Lei sostiene da tempo che i docenti devono dedicare più tempo all&#8217;università. Cosa prevede a questo proposito la riforma dello stato giuridico dei professori? </p>
<p>«L&#8217;attività didattica da svolgere nell&#8217;università sarà di 500 ore, escluse la preparazione delle lezioni e la ricerca scientifica che resterà l&#8217;impegno prevalente con più stringenti meccanismi di controllo. Le 500 ore dovranno essere distribuite in almeno dieci mesi al fine di evitare concentrazioni o full immersion. Non si potrà far lezione ad ore insolite per non danneggiare l&#8217;eventuale attività privata. Centoventi ore su 500 dovranno essere dedicate all&#8217;attività frontale, ovvero alle lezioni, ai seminari e alle esercitazioni. Le rimanenti trecentottanta serviranno a garantire il rapporto con gli studenti: colloqui, tutorato, orientamento, attività integrative per le matricole e via dicendo. Gli studenti non dovranno più mendicare un colloquio nei corridoi delle facoltà. I professori potranno essere chiamati a insegnare la propria disciplina o discipline affini anche in altre facoltà. Non capiterà più che un docente titolare di una materia molto particolare esaurisca il suo impegno tenendo un corso a trenta studenti». </p>
<p>Si può tentare una quantificazione dell&#8217;impegno dei docenti? </p>
<p>«Non dovremmo essere tanto distanti dalle 1500 ore all&#8217;anno, tutto compreso. Che poi è come dire, almeno 5 o 6 ore al giorno da dedicare all&#8217;università. Poiché cresceranno i doveri prevediamo anche un adeguamento degli stipendi. I professori universitari oggi non sono ben pagati». </p>
<p>Ma i professori universitari che esercitano attività esterne potranno conciliare quest&#8217;impegno con la professione? </p>
<p>«Non ci siamo posti il problema dell&#8217;incompatibilità, ma quello dell&#8217;assolvimento dei doveri. Credo che nessuno possa rimproverarci da questo punto di vista». </p>
<p>Cambierà qualcosa nell&#8217;attuale suddivisione in fasce dei docenti di ruolo? </p>
<p>«L&#8217;università si avvarrà di professori di ruolo divisi in due fasce e di docenti titolari di contratti. Le due fasce, alle quali si accederà attraverso l&#8217;attuale meccanismo dei concorsi, sono quella dei professori ordinari, che comprenderà tre classi, e quella dei professori associati o più semplicemente professori che ne comprenderà sei. I professori ordinari avranno l&#8217;esclusiva dell&#8217;elettorato passivo per le cariche di rettore, preside e direttore di dipartimento. La progressione da una classe all&#8217;altra avverrà in seguito ad una valutazione dell&#8217;attività didattica e scientifica, con cadenza quadriennale. I più bravi, però, potranno chiedere una valutazione anticipata». </p>
<p>Che compiti avranno i docenti a contratto? </p>
<p>«Prevediamo due figure: il tirocinante per la ricerca e la didattica, che rappresenta la modalità classica di accesso all&#8217;università dopo il dottorato di ricerca, e il docente esterno, un ruolo riservato a eminenti figure del mondo civile, produttivo e professionale. Finora il docente esterno ha coinciso con la figura del &#8220;tappabuchi&#8221;. Ma d&#8217;ora in poi, grazie al maggior impegno richiesto, le &#8220;supplenze&#8221;, che hanno un loro costo, dovrebbero scomparire. E il docente esterno rappresenterà un arricchimento dell&#8217;offerta dell&#8217;università». </p>
<p>I professori saranno legati agli atenei anche da un contratto di diritto privato? </p>
<p>«Sì, gli atenei potranno stipulare contratti individuali di diritto privato con ciascun docente per dei carichi di lavoro aggiuntivi quali la gestione, attività didattica straordinaria, obiettivi particolari come un progetto per la riduzione dei fuori corso. La contrattazione potrà riguardare l&#8217;esercizio parziale della libera professione all&#8217;interno dell&#8217;università, sempre che il docente sia d&#8217;accordo». </p>
<p>Quale sarà il ruolo dei ricercatori? </p>
<p>«Hanno reso e stanno rendendo un grande servigio all&#8217;università, ma per questa figura saranno preclusi nuovi accessi, la fascia dei ricercatori non sarà più nutrita da nuove immissioni e quindi si esaurirà». </p>
<p>La riforma dello stato giuridico andrà in vigore già dal prossimo anno accademico? </p>
<p>«Salvo imprevisti &#8211; il ministro allarga le braccia &#8211; dovrebbe essere varata entro la primavera». </p>
<p>Giulio Benedetti</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>(Il Corriere della Sera, 11 novembre 1999 &#8211; Cronache)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/il-ministro-anticipa-il-testo-della-riforma-abolito-tempo-pieno-e-tempo-definito-ci-saranno-controlli-sullattivita-didattica-atenei-i-docenti-devono-lavorare-di-piu-zecchino-si-alle-a/">Il ministro anticipa il testo della riforma: abolito tempo pieno e tempo definito, ci saranno controlli sull&#8217;attività didattica «Atenei, i docenti devono lavorare di più» Zecchino: sì alle attività esterne, ma se penalizzano gli studenti scatterà l&#8217;interdizione «Obbligo per tutti di dedicare all&#8217;università almeno sei ore al giorno Gli allievi non dovranno più mendicare un colloquio nei corridoi Cambierà anche l&#8217;ordinamento dei professori: sarà solo in due fasce»</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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		<title>Esame dei docenti, via tra le polemiche  Aumento di sei milioni legato al concorso. Gli insegnanti a Berlinguer: criteri discutibiliIl 25 febbraio termine per la domanda &#8211; La Gilda: premiati i prof «alla moda»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:20:16 +0000</pubDate>
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<p>(Il Corriere della Sera, 12 gennaio 2000, Interni) ROMA — Il bando del concorso per «insegnanti bravi» è sulla Gazzetta Ufficiale. Sei milioni lordi l’anno di aumento (in media dalle 300 alle 400 mila lire nette in busta) a chi dimostrerà di avere qualità professionali attraverso un triplice vaglio: curriculum,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/esame-dei-docenti-via-tra-le-polemiche-aumento-di-sei-milioni-legato-al-concorso-gli-insegnanti-a-berlinguer-criteri-discutibiliil-25-febbraio-termine-per-la-domanda-la-gilda-premiati-i-prof/">Esame dei docenti, via tra le polemiche  Aumento di sei milioni legato al concorso. Gli insegnanti a Berlinguer: criteri discutibiliIl 25 febbraio termine per la domanda &#8211; La Gilda: premiati i prof «alla moda»</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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<p>(Il Corriere della Sera, 12 gennaio 2000, Interni) </p>
<p>ROMA — Il bando del concorso per «insegnanti bravi» è sulla Gazzetta Ufficiale. Sei milioni lordi l’anno di aumento (in media dalle 300 alle 400 mila lire nette in busta) a chi dimostrerà di avere qualità professionali attraverso un triplice vaglio: curriculum, quiz e prova pratica. La posta in gioco è alta, ma i docenti non sono contenti. Il concorso, così come è stato congegnato, non piace agli insegnanti che possiedono i requisiti per partecipare alla prova: almeno dieci anni di ruolo. Sono circa 540 mila secondo una stima del ministero. I docenti sospettano forti margini di discrezionalità nelle commissioni, diffidano della novità della prova strutturata, prevedono una valanga di «patenti di professionalità» concesse per un centesimo di punto sulla base di criteri discutibili. Non accettano che il merito — solo uno su tre potrà ottenere il riconoscimento e la gratifica — sia accertato in base alla disponibilità di cassa.</p>
<p>Cinquanta docenti dell&#8217;istituto tecnico «Ruiz», di Roma, hanno scritto al ministro Berlinguer chiedendogli che giudizio potrà dare «un&#8217;episodica commissione costituita dai soliti docenti universitari e presidi in pensione» e «con quale motivazione ed entusiasmo un prof, bollato come somaro, affronterà il quotidiano confronto con gli alunni». Insomma, a un mese dalla corsa agli aumenti di merito, il morale non è alto. Ancor più amareggiati i 250 mila docenti privi del requisito del ruolo, nonostante — è il caso di molti precari — numerosi anni di servizio sulle spalle. «I dieci anni di attività in ruolo — spiega Enrico Panini, segretario della Cgil scuola — sono stati considerati in prima approssimazione un lasso di tempo in cui ciascun docente dovrebbe aver acquisito e sistematizzato esperienze e competenze. Non dimentichiamo che questo concorso serve a valutare la professionalità».</p>
<p>Per presentare la domanda c’è tempo fino al 25 febbraio. Ma i maggiori sindacati sono già al lavoro per impedire che uno dei punti qualificanti del nuovo contratto si trasformi in un fiasco, forse anche sotto il profilo della partecipazione. E premono perché alla prima ondata di «docenti bravi», 150 mila da selezionare entro il 2000, ne seguano altre. I confederali intendono tallonare il governo perché, attraverso maggiori risorse, lo strumento del concorso vada a regime e diventi un’opportunità per tutti. Anche lo Snals ha chiesto più soldi affinché il concorso per i «docenti bravi» venga ripetuto e sia aperto anche a chi non è di ruolo.</p>
<p>Intanto, per rendere più attraente il marchingegno concorsuale, le sedi territoriali dei sindacati stanno mettendo a punto un’infinità di iniziative di sostegno: dispense, corsi, tutorato e via dicendo. Lo scopo è di superare la diffidenza dei docenti che dovranno farsi misurare la professionalità e che si fidano poco di prove strutturate e di prove sul campo. Il sindacato autonomo Snals sta inviando ai suoi iscritti un numero speciale del bollettino, con una lettera del leader Nino Gallotta. I professori sono invitati a non sottovalutare le proprie capacità, a non lasciarsi demoralizzare dal numero esiguo dei premiati, circa il 20 per cento della categoria (150 mila su un totale di 700 mila) e dalle novità della prova.</p>
<p>Concorso a cattedre docet. Si aspettavano milioni di partecipanti, ma poi se ne sono presentate solo alcune centinaia di migliaia. Difficile azzardare previsioni prima della chiusura dei termini per la presentazione delle domande. «C’è l’apprensione legata a una prima esperienza, tutta da verificare — spiega Daniela Colturani, segretario nazionale della Cisl scuola — e anche per la procedura, partendo dalla compilazione del curriculum che vale 25 centesimi. Chi non ha grosse esperienze potrebbe anche autoescludersi. Il concorso — continua la Colturani — sta creando ovunque grande preoccupazione. In parte ce lo aspettavamo. I docenti non temono tanto di sottoporsi a una valutazione, piuttosto chiedono certezze per quanto riguarda la trasparenza e l’oggettività della prova, sul chi valuta chi».</p>
<p>«Ci auguriamo che il concorso non premi soprattutto le cordate dei docenti sperimentalisti, quelli che ritengono che l’innovazione sia tutto» dice Daniela Silvestri, uno dei vice di Gallotta. «Quest’istituto contrattuale è un pasticcio — osserva Sandro Gigliotti, leader della Gilda — che devolve il denaro destinato all’indennità di funzione docente a una procedura che non individuerà i migliori insegnanti ma solo quelli che negli ultimi anni si sono adeguati passivamente alle mode pedagogiche. La demotivazione della categoria crescerà»</p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>Il Corriere della Sera, 12 gennaio 2000, Interni)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/esame-dei-docenti-via-tra-le-polemiche-aumento-di-sei-milioni-legato-al-concorso-gli-insegnanti-a-berlinguer-criteri-discutibiliil-25-febbraio-termine-per-la-domanda-la-gilda-premiati-i-prof/">Esame dei docenti, via tra le polemiche  Aumento di sei milioni legato al concorso. Gli insegnanti a Berlinguer: criteri discutibiliIl 25 febbraio termine per la domanda &#8211; La Gilda: premiati i prof «alla moda»</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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