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	<title>Franco Bianchi Archivi - Giustamm</title>
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	<title>Franco Bianchi Archivi - Giustamm</title>
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		<title>Inaugurazione anno giudiziario 2007 del TAR LAZIO &#8211; LATINA-Relazione del Presidente Franco BIANCHI</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2007-del-tar-lazio-latina-relazione-del-presidente-franco-bianchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2007-del-tar-lazio-latina-relazione-del-presidente-franco-bianchi/">Inaugurazione anno giudiziario 2007 del TAR LAZIO &#8211; LATINA-&lt;br&gt;Relazione del Presidente Franco BIANCHI</a></p>
<p>TAVOLA ROTONDA Su Temi di legalità e giustizia nell’Amministrazione Partecipano gli Avvocati: Giovanni Malinconico, Armando Argano, Paola Chirulli, Francesco Di Ciollo, Francesco Di Leginio, Loreto Gentile, Cesare Manchisi, Greta Morelli, Antonella Pisapia, Vincenzo Pizzutelli, Margherita Quadrini, Alfredo Zaza d’Aulisio. Relazione introduttiva del Presidente Franco BIANCHI ************ LATINA, 17 marzo 2007</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2007-del-tar-lazio-latina-relazione-del-presidente-franco-bianchi/">Inaugurazione anno giudiziario 2007 del TAR LAZIO &#8211; LATINA-&lt;br&gt;Relazione del Presidente Franco BIANCHI</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2007-del-tar-lazio-latina-relazione-del-presidente-franco-bianchi/">Inaugurazione anno giudiziario 2007 del TAR LAZIO &#8211; LATINA-&lt;br&gt;Relazione del Presidente Franco BIANCHI</a></p>
<p><b></p>
<p align=center>TAVOLA ROTONDA<br />
Su Temi di legalità e giustizia nell’Amministrazione
</p>
<p></p>
<p align=justify>
Partecipano gli Avvocati: Giovanni Malinconico, Armando Argano, Paola Chirulli, Francesco Di Ciollo, Francesco Di Leginio, Loreto Gentile, Cesare Manchisi, Greta Morelli, Antonella Pisapia, Vincenzo Pizzutelli, Margherita Quadrini, Alfredo Zaza d’Aulisio.</p>
<p align=center>
<p>
Relazione introduttiva del Presidente Franco BIANCHI</p>
<p>************</p>
<p>LATINA, 17 marzo 2007</p>
<p></p>
<p align=justify>
<p>
1- <u>Saluti e Introduzione<br />
</u></b><br />
	Autorità, Signori Avvocati, Colleghi e Amici, Signore e Signori: siamo all’Incontro annuale  presso il T.A.R. di Latina, per continuare a parlare di Temi di “legalità e giustizia” nella Amministrazione.<br />
	Voglio ringraziarVi,  di cuore, per la Vostra gradita presenza che ci fa onore!<br />
Voglio anche ringraziare, anticipatamente, tutti coloro che, nel corso dell’incontro, esprimeranno idee ed opinioni sui temi affrontati.<br />
	Lo scopo ultimo di ogni nostra iniziativa è quello di informare, formare, far crescere la sensibilità e la cultura della legalità e della giustizia.<br />
	Un ringraziamento sentito e fervido va ai Colleghi Magistrati, (il Cons. Scudeller, il Cons. Soricelli, il Cons. Rotondo) dei quali ammiro i pregi umani, ma soprattutto il loro eccellente spessore culturale e professionale, l’approccio mite nel giudicare, l’accettazione paziente di carichi di lavoro, inimmaginabili all’esterno. Le circostanze mi costringono ad affidare loro, un carico settimanale oltre misura, per sopperire alle deficienze strutturali di organico di questo Tribunale. Mancano, secondo le mie valutazioni tre Magistrati.<br />
	Un ringraziamento particolare, anche a nome dei Colleghi Magistrati, va al Dirigente del T.A.R. (Dott. Peduto) a tutto il personale, che svolge i compiti di istituto con passione e diligenza, riservando attenzione verso tutti i fruitori (molti telefonici) del T.A.R..<br />
	Con profonda stima, rivolgo un sincero ringraziamento agli Avvocati del libero Foro e della P.A. i quali, con alta professionalità e pieno senso di responsabilità, collaborano con il T.A.R.; offrendo preziosi contributi e stimoli per il  miglioramento del Servizio Giustizia. Questa cerimonia è organizzata con la diretta partecipazione dell’Ordine degli Avvocati di Latina, che ringrazio sentitamente. Da 4 anni,  il T.A.R. di Latina, congiuntamente all’Ordine degli Avvocati di Latina, Frosinone e Cassino ed alle Associazioni degli Avvocati Amministrativisti di Latina e Cassino, svolgono qualificati Seminari formativi, Giornate di Studio su temi di attualità ed un importante Convegno Nazionale, a cadenza biennale. La terza Sessione avrà luogo il 19 e 20 ottobre prossimo, nel Sud Pontino, a Formia su “La Funzione Amministrativa – Nuove regole, nuove finalità, nuove tutele”. Il Cons. Spagnoletti, oggi presente, sarà uno degli Illustri Relatori. Ricordo ancora con piacere la proficua collaborazione con l’Università di Cassino, nelle persone del Rettore Paolo Vigo e del Preside Francesco Salerno, che ringrazio cordialmente. <br />
	Nelle varie Sedi regionali dei T.A.R.,  in questo periodo, si svolge il tradizionale incontro (annuale) di inaugurazione dell’anno giudiziario, alla presenza dei Rappresentanti delle altre Istituzioni locali, Generalmente, si svolge una Cerimonia solenne, informativa sulla Giustizia Amministrativa nazionale e territoriale. Personalmente, ritengo che la Cerimonia, per non rivelarsi inutile, debba avere una concreta finalità, di tipo operativo e informativo. Una apposita Tavola Rotonda  costituisce, quest’anno, qui a Latina, la parte prevalente della Cerimonia. Il programma è ricco ed ambizioso: sono sicuro che i Relatori –tutti illustri e noti Avvocati pubblici e del Libero Foro- svilupperanno i temi assegnati proprio nell’ottica della operatività e dell’informazione. <br />
	Ho ritenuto, quest’anno, di non affrontare, in via quasi esclusiva, con la mia Relazione, i  complessi temi di legalità e giustizia nell’Amministrazione; mi è sembrato utile programmare una ampia discussione sui temi stessi, chiamando a partecipare i coprotagonisti del processo, gli Avvocati, che come Noi Magistrati, vivono gli stessi problemi della Giustizia Amministrativa. <br />
	I destinatari naturali di questo Incontro siete però Voi, che rappresentate la P.A. Territoriale ai più alti livelli, quali  Titolari di funzioni politiche, programmatorie, di indirizzo, di controllo o di attività gestionali; Voi che operate nei diversi  livelli di governo statale, regionale, provinciale, comunale. Le tematiche di oggi, se appaiono proprie degli addetti ai lavori, riguardano indistintamente tutti Noi, che sentiamo forte l’esigenza di conoscere le innovazioni incisive e complicate che l’Ordinamento ci impone, quale condizione preliminare per il corretto esercizio delle nostre funzioni istituzionali.<br />
	La mia breve <u>Relazione introduttiva</u> vuole essere, quindi, di solo spunto per la successiva discussione. Coordinerò gli interventi, congiuntamente ai Colleghi, al solo fine di esternare, di volta in volta, l’orientamento del Collegio, se già emerso, o quello nostro personale. <br />
	Voglio ringraziare Antonio Franzini e la Società Florindha che collabora con noi da qualche anno, per organizzare i nostri eventi. <br />
	Un particolare ringraziamento al sig. Giuseppe Luparo che organizza il buffet con professionalità, signorilità e soprattutto amorevole preoccupazione che tutto riesca bene, come se si trattasse del cenone familiare della vigilia di Natale.<br />
	Ancora un ringraziamento alla stampa ed ai bravi e giovani giornalisti oggi presenti. Mutuo dalla recente conferenza stampa di sua Eccellenza il Vescovo una felice espressione.  La Vostra professione è una Missione. Svolgetela come tale! Personalmente osservo che i miei incontri del Sabato con la stampa sono vere e proprie lezioni di diritto amministrativo sostanziale e processuale. Se diffondete bene i concetti che vi espongo –come normalmente fate- contribuirete anche Voi ad accrescere  in terra pontina e ciociara la cultura della legalità e della giustizia. </p>
<p>
2- <u><b>Il Sistema di Giustizia Amministrativa nell’attuale realtà ordinamentale e sociale. Ricognizione dei punti deboli e dei punti forti. <br />
</b></u><br />
	Ogni discorso sulla Giustizia e sui Sistemi di Giustizia deve essere riferito alla realtà sociale ed economica del Paese. E questo è ovvio!<br />
	Le attività umane (purtroppo, non quelle spirituali) sono globalizzate; la loro connotazione preminente è sempre e comunque economica; le leggi del mercato e della concorrenza sono violenti. Tutto porta ad una competizione, senza limiti, fra Cittadini, Stati e le loro Istituzioni interne! E’ lotta continua ed planetaria all’insegna di obiettivi economici, elevati, dal nostro tempo, a Valori. Siamo tutti diventati Chirurghi Espiantisti di <u>ideologie e di valori etici ed Impiantisti di categorie mercantili ed economiche</u>.<br />
	Le categorie, oggi dominanti, dell’azione Amministrativa hanno raggiunto una dimensione planetaria. Tutti Noi, di destra o di sinistra, conservatori o progressisti, agiamo dentro questa logica. Esiste un modo unico di pensare: esso invade i campi più diversi, dai servizi pubblici, alla vita domestica, dalla scuola alla sanità, dalle iniziative culturali alle pratiche religiose. Il mondo è una immensa, unica Impresa, che immette sul mercato tante, tante, futilità. Soffriamo di ipertensione arteriosa, contro la quale ci curiamo bene con validi farmaci betabloccanti, non riusciamo a trovare invece sul mercato mondiale delle futilità, pillole idonee contro l’ipertensione sociale che si respira nell’aria! Torniamo alle nostre cose! Esse ci impongono di continuare a parlare di buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione, sancito dall’art. 97 Cost.. Anche il principio di legalità, secondo cui l’attività amministrativa persegue i fini indicati dalla legge, vive in questa realtà. E’ duro, di questi tempi, parlare di questi Argomenti! Ma proprio perché è duro, è ancora più stimolante farlo!<br />
	La positivizzazione  nell’Ordinamento dei principi economici ha fatto cambiare volto alla P.A., che ha assunto una configurazione nuova, del tutto nuova. Soggetti privati (individuali e societari) i cosiddetti Organismi di diritto pubblico di derivazione comunitaria, (<u>che di pubblico non hanno nulla)</u> svolgono i più disparati servizi pubblici, in luogo delle Amministrazioni.<br />
Questo è un motivo, per esempio, per cui non si fanno più concorsi per le assunzioni presso le P.A.. I soggetti privati assumono chi vogliono! <br />
	Questi soggetti privati svolgono servizi pubblici di rilevantissimo interesse, (<u>quei servizi di cui tutti noi fruiamo</u>). Diciamo subito, a chiare note, che questi soggetti sono tenuti a rispettare gli stessi criteri dettati per le (attività direttamente svolte dalle P.A.); l’economicità, l’’efficacia, la pubblicità, la trasparenza, ecc.!<br />
	Funzionerà davvero questo sistema misto di gestione delle attività Amministrative? <u>Se ne parlerà oggi</u>!<br />
	Giudici di questo (nuovo) sistema  misto di gestione delle attività della P.A. <u>sono i Giudici Amministrativi</u>, in quanto Giudici della Funzione Pubblica. I  parametri di tutela dell’interesse pubblico si modificano, ma, ricordiamoci, che l’interesse pubblico -e questo è davvero un dato certo- resta davvero <u>l’oggetto essenziale ed insopprimibile di un sistema di Giustizia Amministrativa, separata da una Ordinaria.<br />
</u>Nelle Relazioni degli anni passati ci siamo soffermati a lungo sulle ragioni ordinamentali e storiche per le quali la nostra Costituzione, ha voluto un Giudice Amministrativo distinto da un Giudice ordinario.<br />
Sono due, e di pari importanza, i Giudici della P.A.. I due Giudici, sovente, non si intendono tra loro. Un esempio: per una attività edilizia si può essere <u>condannati penalmente e non subire nessuna sanzione amministrativa, ovvero, al contrario, si può essere assolti in sede penale ed essere sanzionati dal Giudice amministrativo con la demolizione della casa.</u> E questi non sono  casi limiti: sono casi di tutti i giorni! Un sistema giudiziario dualistico, come il nostro, composto di due giudici distinti della P.A. ma di pari importanza, porta a questo? (<u>Punto di domanda)!</u><br />
	Il Legislatore è lento, nelle sue riforme ordinamentali,, esattamente come è lenta la Giustizia. <u>Entrambi risolvono i problemi a notevole distanza di anni.</u> <u>E’ un dato.</u> Nell’anno 2000, dopo più di 100 anni, durante i quali il cittadino –grazie al sistema dualistico- aveva subito le lentezze del processo civile e quelle del processo amministrativo, il Legislatore, con la L. n. 205 decise di unificare la giurisdizione per importanti blocchi di materie, devolvendola al Giudice Amministrativo. L’art. 113 Cost. consente ciò: esso prevede, infatti, che in <u>alcune particolari materie,</u> (le sceglie il Parlamento), la giurisdizione del G.A. possa essere unica e piena, <u>riguardando tutte le questioni controverse, </u>siano esse afferenti a diritti soggettivi che ad interessi legittimi. <br />
	Oggi ci interessiamo di Temi vari di Legalità e Giustizia, nell’Amministrazione. I garanti (esterni) della legalità e della giustizia nell’Amministrazione sono principalmente i G.A..<br />
	L’idea di una unica giurisdizione, per tutte le controversie contro la P.A., continua a piacere a molti. Sono scelte di politica ordinamentale e costituzionale <u>che non ci riguardano. Noi siamo operai, esecutori di un progetto, e non progettisti!<br />
</u>	Alla riforma del 2000, seguì  un ciclone di plausi ed entusiasmi, perché, si vide, in essa, una occasione di incremento di legalità e di giustizia per i cittadini! Il ciclone si è spento. Lo ha spento la Corte Costituzionale,  subito dopo, nel 2004,  con la Sent. n. 204. <u>La giurisdizione esclusiva del G.A</u>., nelle importanti materie dell’edilizia, dell’urbanistica e dei servizi pubblici, è <u>stata spazzata via</u>, in applicazione dell’art. 113 della Cost. e del  criterio di riporto (della giurisdizione) fra i due Giudici, ivi sancito. <u>Il monito severo,</u> inviato dalla Corte al Parlamento, è che il G.A. resti sì il Giudice ordinario dell’Amministrazione e dei soggetti ad essa equiparati, <u>ma solo nei casi in cui la Pubblica Autorità</u> eserciti una funzione o potestà pubblica. <br />
Al ciclone di entusiasmi, sono seguite le lacrime dei fautori dell’ampliamento della giurisdizione della G.A. La chiarezza nei rapporti umani, così come la chiarezza nelle regole degli ordinamenti sono davvero un valore fondante, sicché, dal mio punto di vista, <u>bene ha fatto</u> la Corte Costituzionale; in attesa di una più matura realtà sociale, a ricondurre il ruolo della G.A. alla Costituzione.<br />
	Per parlare dei temi di legalità e di giustizia che ci siamo dati, è necessario rimanere ancorati alla Costituzione. Ricorderei, quindi, i <u>punti fermi</u>, che, personalmente, considero anche <u>punti forti</u>, posti dalla Costituzione. <br />
	<u>Per primo</u>, metto il riconoscimento della diversità e <u>della dignità del G.A., quale Giudice ordinario della Amministrazione Pubblica</u> (intesa nel senso più lato possibile, <u>come dianzi ricordato) quando Essa agisce nell’esercizio di una potestà pubblica</u>. Il G.A. rispetti questo suo ruolo.<br />
	<u>Per secondo,</u> va messo l’affidamento al G.A. –badate bene, togliendolo al G.O- del risarcimento dei danni da attività illegittima della P.A.. Il G.A. impari, in fretta, a svolgere questo compito!<br />
<u>Le recenti riforme costituzionali (Titolo V Cost.), nel loro complesso hanno esaltato il principio dell’autonomia, definendo un tipo di Stato, cosiddetto “federale” (tutto da attuare) fondato sul decentramento e sul pluralismo dei pubblici poteri</u> che oggi appartengono ai vari livelli di governo (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Stato). Si dice, a volte, <u>che manca il senso dello Stato.</u> Ma, non sarà che <u>è lo Stato a non avere  più un senso</u>? Non esagero! Riflettiamo sul nuovo articolo 114 della Costituzione. Le diverse autonomie (legislative, statutarie, regolamentari, finanziarie, configurano le diverse funzioni di governo. <u>Con queste forme spinte di decentramento e di autonomia</u> volute  -si dice- per meglio tutelare le esigenze delle collettività locali, <u>tutti i controlli di legittimità e di merito, preventivi e successivi, sull’attività amministrativa sono cessati!</u><br />
<u>Resta un unico rimedio,</u> per il cittadino che si ritiene leso: il ricorso al T.A.R. (rimedio costoso e tutto considerato traumatico!)<br />
	<u>Da qui nasce la centralità del Giudice Amministrativo ed il suo  ruolo di Garante di legalità e di giustizia nell’Amministrazione.<br />
</u>	L’essenza del sindacato affidato al G.A. (e che esso esercita forte del potere istruttorio che la Legge gli riserva) è quella di cogliere le deviazioni dell’azione amministrativa, esplorando fatto e norme.<br />
	Quando il sindacato del G.A. è forte e penetrante, le critiche delle Amministrazioni si levano a ciclone. <u>La mia personale esperienza mi fa constatare questo.</u>  Parliamone! Aggiungo che è la Costituzione che vuole un sindacato penetrante.<br />
Tutti gli atti Amministrativi, <u>nessuno escluso</u> sono impugnabili davanti al G.A.. Tutti gli atti amministrativi devono perseguire, sempre, il buon andamento dell’Amministrazione, l’imparzialità e devono assicurare giustizia e legalità. Sono norme della Costituzione. Quando le Amministrazioni si discostano da questi parametri  costituzionali, incorrono nell’eccesso di potere. L’eccesso di potere (<u>che non è l’abuso di potere, di cui si interessa il Procuratore Mancini</u>). E’ <u>l’applicazione ipocrita della legge. (come ci ricorda il Professore, o meglio il Grande Maestro, Peppino Abbamonte)<br />
</u>	Le nostre Sentenze danno la misura della tutela dei cittadini nei confronti del <u>potere o dello strapotere della P.A.</u> (e rivelano il grado di legalità e di giustizia dell’Amministrazione). Il G.A. è al centro di questa verifica, come vuole la Costituzione!<br />
	Il corretto esercizio del potere da parte dei pubblici Amministratori è, però, la prima garanzia di legalità della funzione amministrativa e di tutela degli interessi dei (singoli) cittadini. Le trasformazioni copernicane dell’Ordinamento e della P.A. –di cui si è fatto cenno- <u>rafforzano –semmai ve ne fosse bisogno</u>&#8211; il principio costituzionale che obbliga tutti i Soggetti che operano nell’Amministrazione, <u>a far sì che ogni attività</u> –nessuna esclusa- <u>sia sempre finalizzata al perseguimento dell’interesse pubblico.</u><br />
	E’ questo (o meglio dovrebbe essere questo) il connotato vero della P.A.  e dei soggetti privati che,  per conto di essa, operano!<br />
	In questa Aula, tutti i giorni ripetiamo che <u>la stella polare</u> dell’attività amministrativa <u>è l’interesse pubblico</u>. La luce che proviene da questa stella è troppo spesso offuscata. Siamo in tanti a reclamare l’esigenza che questa stella sia sempre più alta e brillante e che diventi <u>guida amata di ogni operatore. </u> Se il nostro cuore fosse folgorato da questo Amore, anche i nostri errori sarebbero meno gravi! Mi rendo conto che sto usando uno strano  lessico giuridico; ma, oggi  mi viene così!<br />
	<u>La cognizione “penetrante” del G.A</u>. sulla controversia, attraverso una investigazione diretta sull’attività svolta, a mezzo di consulenze, verificazioni, audizioni, ispezioni dei luoghi, e quant’altro <u>non dovrebbe subire né le critiche né le resistenze</u> delle Amministrazioni interessate, le quali troppo frequentemente tacciono di invasività  l’operato del G.A.. E’ ingeneroso un giudizio di questo genere, perché il G.A., per formazione, tradizione, storia e per legge, è istintivamente incline a non coinvolgersi nell’Amministrazione attiva, per il timore di invaderne la riserva di legge. Signori Amministratori e Signori Funzionari, non abbiate questo timore! Abbiate, invece, un timore opposto: temete, cioè, ogni volta che gli Avvocati o i Magistrati (costretti dal tempo o dall’esigenza di chiudere il caso) <u>decidono senza acquisire</u> quegli ulteriori chiarimenti che sarebbero stati necessari!<br />
	Concludo, con qualche altra personale notazione.<br />
	Con le ultime leggi processuali e sostanziali (ricordo la L. n. 205/00; la n. 15/2005) il Legislatore ha, di sicuro, spinto il G.A., e l’Amministrazione verso una concezione sostanzialistica dell’azione amministrativa, per superare gli inutili formalismi presenti nella giungla italiana delle norme determinata da un devastante occasionalismo legislativo; norme che impongono di rispettare puntigliose, accanite ed impossibili disposizioni sul procedimento e sulla forma degli atti. L’inosservanza di tali norme, oggi, non dovrebbe più, necessariamente, invalidare l’atto amministrativo. <u>Il vizio</u> di forma e di procedura permane, ma degrada <u>a mera irregolarità, irrilevante, quando sia possibile accertare, nel processo</u>, che lo scopo sostanziale fissato dalla legge <u>è stato comunque raggiunto dall’atto amministrativo.</u><br />
	Questa norma di sanatoria (possiamo intenderla così) è stata chiesta dai Giudici ed il Parlamento non ha esitato a concederla!<br />
	<u>Il fatto è del resto a tutti noto!</u> Il Cons. Spagnoletti, presente oggi in rappresentanza del nostro C.S.M., è stato anche artefice e testimone di questo evento!<br />
Sono subito esplosi gli entusiasmi per una siffatta riforma radicale; parlo dell’entusiasmo di Noi giudici, <u>che abbiamo visto uscire</u> dalle nostre Aule di giustizia un formalismo esasperante, <u>ed abbiamo visto entrare nelle stesse Aule</u> valori sostanziali, che si sono posti al centro delle nostre indagini giudiziarie. Abbiamo intravisto la possibilità sconfinata di esercitare, nel processo, un sindacato intenso sull’azione amministrativa della P.A.,  contenti e fiduciosi di essere divenuti così più garanti della legalità e della giustizia nell’Amministrazione. Abbiamo pensato di poter configurare diversamente il procedimento amministrativo, facendolo diventare strumento di <u>legalità-giustizia</u> e non di pura <u>legalità-legittimità</u>. L’innovazione, per essere produttiva di questi effetti reali, comporta <u>di compiere, nel processo, attività proprie del procedimento</u>. Le Amministrazioni, i Funzionari pubblici, gli Avvocati delle P.A., gli Avvocati del libero foro <u>hanno, subito, anch’essi, il contagio di questo entusiasmo</u> e tutti insieme abbiamo pensato (continuano a pensare) che il nostro lavoro è diventato più organico e più sostanziale. Siamo consapevoli che <u>l’inosservanza di norme di procedura e di forma non determina necessariamente l’annullamento dell’atto. Dobbiamo inverare questo principio!<br />
</u>Questo tema pone un interrogativo di fondo: Noi, Giudici ed Avvocati, siamo pronti a fare tutto questo? Esplicito meglio l’interrogativo: la nuova struttura del giudizio amministrativo impone di verificare l’uso razionale del potere discrezionale della P.A. secondo criteri di logicità, congruità, ragionevolezza. Il nostro è un vero e <u>proprio controllo di adeguatezza sostanziale dell’agire pubblico, con il solo divieto di procedere a valutazione di merito.</u> Le Amministrazioni vogliono che ciò avvenga? E poi, la Legge vuole realmente questo! E’ proprio necessario perdonare i costosi Apparati delle P.A. quando non osservano norme di Legge? E il povero cittadino, che subisce spesso violenza da detti Apparati, quando sbaglia nel corso del procedimento, non merita lo stesso perdono?  Gli Avvocati pubblici e del libero foro danno contributi validi per questi obiettivi? In ultimo, questi obiettivi sono davvero strumenti di avanzata civiltà giuridica o strumenti di deterioramento delle garanzie del cittadino e di rafforzamento dello strapotere delle P.A.? Le domande, inquietanti, reclamano risposta!<br />
Ne parleremo tra breve, nella nostra Tavola Rotonda. <br />
<u>La missione globale che la Costituzione affida alla Giustizia Amministrativa ed individualmente a tutti i suoi operatori</u>, è di assicurare legalità e Giustizia. </p>
<p>
3-<u><b> La Giustizia Amministrativa nella sua dimensione quantitativa: Dati Nazionali, Pontini e Ciociari.<br />
</b></u><br />
	Per uniformità con le precedenti, la parte finale della Relazione illustra la dimensione quantitativa della G.A., in campo nazionale, in terra Pontina e Ciociara:<br />
	I dati statistici che prendiamo a riferimento sono del 2005 in campo nazionale e del 2006 in sede locale.<br />
	Conviene ricordare che il processo rappresenta il momento patologico dell’attività amministrativa: esso rivela, di norma, i mali che affliggono la Legislazione e l’Amministrazione, causati da normative inadeguate o da applicazioni non perfette di normative pur buone.<br />
	A 6 anni di rodaggio dall’applicazione della legge n. 205, il contenzioso sembra essersi stabilizzato, in campo nazionale, sui 62.000 ricorsi annui. La contrazione, rispetto ai 100.000 ricorsi degli anni precedenti, è dovuta al trasferimento della giurisdizione sul Pubblico Impiego contrattualizzato al Giudice del lavoro ed alla Sent. n. 204/2004 della Corte Costituzionale, che ha ristretto l’ambito della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo.  Occorre subito osservare che la riduzione quantitativa del contenzioso non ha comportato alleggerimenti operativi per il Sistema di Giustizia Amministrativa. I nuovi Ricorsi presso il T.A.R. diventano ogni giorno più complessi, in quanto l’elevato costo di presentazione dei ricorsi fa sì che l’azione giudiziaria sia intentata dalle parti per contenziosi di rilevantissimo interesse economico. Il crescente contenzioso sugli appalti ne è evidente prova. <br />
	Nel 2005, un cittadino su 700,  ha proposto, a torto o a ragione, un ricorso giurisdizionale davanti al T.A.R. contro una P.A.. La necessità di ricorrere è determinata essenzialmente dal progressivo peggioramento tecnico della legislazione e dalla dispersione di competenze tra tanti Enti ed Organi.<br />
	Al T.A.R. di Latina i dati dell’ultimo periodo sono oscillanti. Dal 1996 al 2006 questa è la sequenza: 1674 – 1311 – 1228 – 1264 – 1950 – 1499 – 1458 – 1347 – 1325 – 1197 – 1246.  Mancano annualmente circa 300 ricorsi, che pur di competenza di Latina, sono proposti al T.A.R. di Roma.<br />
Questi ricorsi, in assenza di eccezione di incompetenza, restano incardinati a Roma. Il nostro Ordinamento, non vi meravigliate, lo abbiamo detto altre volte, consente anche di poter scegliere il Giudice. Solo le Parti possono muovere eccezione e riportare la causa dinnanzi al Giudice naturale. Ma se non lo fanno le Parti, il Giudice scelto non può sollevare, d’ufficio, l’incompetenza territoriale. Qualche sospetto di incostituzionalità della norma, è forse ravvisabile!<br />
	Vorremmo auspicare una più marcata contrazione del contenzioso, perché se questo accadrà significherà che le leggi e la loro applicazione, da parte dei multiformi soggetti che ora compongono la P.A., saranno ispirate al bene generale, pubblico e collettivo. La legalità passa per questo parametro. La riforma dell’Ordinamento costituzionale e del sistema amministrativo, con il decentramento “spinto”, e con le maggiori autonomie locali ed i maggiori poteri amministrativi, soprattutto in questa fase di avvio, non consente di poter effettuare previsioni ottimistiche.<br />
	La produttività del Giudice Amministrativo di I° grado, aumenta, di anno in anno, in misura consistente. Nel 2005 è aumentata nella misura del 4,70%. Il T.A.R. di Latina, supera di gran lunga la media nazionale per produttività. Nel 2006,  a Latina, sono state pubblicate, in totale, 1810 Sentenze e 932 Ordinanze cautelari: ognuno dei Magistrati ha quindi scritto 600 Sentenze e 310 Ordinanze. La media nazionale delle Sentenze annue, per Magistrato, è di 405. Nonostante la grave carenza di organico, dovuta al collocamento anticipato a riposo di un magistrato ed al trasferimento di altro magistrato, transitato al Consiglio di Stato, la produttività del T.A.R. di Latina, nel 2006 è risultata più elevata di quella media nazionale.<br />
	I rimedi approntati dal Legislatore (riti accelerati e vari rimedi di natura processuale ed organizzativa) sono utili ma non adeguati, dal punto di vista strutturale, rispetto alla domanda di giustizia: 400 Giudici amministrativi  in servizio non tutti impegnati nell’attività giudiziaria, non ce la fanno! Nel 2006,  a Latina, così come in campo nazionale, pur essendo in servizio solo 3 Magistrati su 5, sono stati decisi più ricorsi rispetto a quelli introitati (<u>ricorsi decisi: 1810 &#8211; ricorsi introitati: 1249). L’arretrato rimane il punto debole dell’attuale sistema di Giustizia Amministrativa</u>.<br />
	In campo nazionale, circa 700.000 ricorsi pendono nelle varie Sedi, in attesa di giudizio. A Latina, ci ritroviamo 10887 ricorsi giacenti. Per molti di questi ricorsi è certamente cessato l’interesse alla decisione. Trattasi di veri e propri scheletri vaganti, in attesa di bara, per essere definitivamente  sepolti. E’ antica e unanime, in tutta Italia, la supplica dei Magistrati Amministrativi di dare dignitosa sepoltura alla triste e pesante eredità del passato. A missione compiuta –i cui costi sarebbero irrisori-  i Magistrati in servizio potrebbero dedicarsi a tempo pieno ai ricorsi recenti, vivi e di immediato ed attuale interesse per il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Viene da chiedersi perché il Legislatore –pur con tanta voglia di riforme- tarda ad apportare misure straordinarie, che sono di facile attuazione, e già sperimentate in altri processi. <br />
	Come sapete, tutto il personale alle dipendenze della P.A., contrattualizzato, quanto al contenzioso –eccetto le procedure di assunzione- è passato al giudice ordinario. E’ rimasto al Giudice Amministrativo il contenzioso per talune categorie (alcuni dicono forti) di pubblici dipendenti: Magistrati, Avvocati dello Stato, Militari e Corpi di Polizia, carriera Prefettizia e Diplomatica, Professori Universitari.  Tale trasferimento di giurisdizione al Giudice Ordinario ha ridotto anche a Latina, il contenzioso sul Pubblico Impiego. Tale contenzioso in campo nazionale, nel 2005  ha raggiunto  il 15,30%.  A Latina, abbiamo avuto una ottantina di ricorsi.<br />
	La materia dell’edilizia ed urbanistica occupa in campo nazionale il primo posto con una % del 21,50%; il Pubblico impiego con una % del  15,30%; al terzo posto vi è l’attività della P.A. (contratti e gestione dei beni) con una % del 13,50%; al quarto posto si colloca l’Igiene, Sanità, Ecologia, con il 5% ed al quinto posto l’Industria, il Commercio e l’Artigianato, con la % del 4%. A Latina, i ricorsi in edilizia ed urbanistica, nel 2006 hanno confermato la percentuale del 49% che è più che doppia di quella nazionale. Per l’edilizia, stante l’avvenuta presentazione delle domande dell’ultimo condono (il terzo nella nostra storia) il T.A.R. di Latina sta effettuando una vasta attività istruttoria, a tappeto, (rivolta ai ricorrenti ed ai Comuni) per conoscere se, dopo il provvedimento sanzionatorio irrogato (sanzione finanziaria, sospensione lavori, demolizione, acquisizione) sia stata o meno presentata, per lo stesso immobile sanzionato, una domanda di sanatoria edilizia o di condono. Gli esiti di questa attività istruttoria hanno già reso improcedibili centinaia di ricorsi giacenti, ai quali va, comunque, data dignitosa sepoltura, con una Sentenza dichiarativa.<br />
	E’, ancora elevato, il numero dei ricorsi per l’esecuzione del giudicato o di sentenze di I° grado (esecutive) non sospese dal Consiglio di Stato; è questo un chiaro sintomo dell’inottemperanza delle Amministrazioni Pubbliche di fronte alle sentenze del  Giudice.<br />
L’esecuzione di giudicato sta diventando un terzo grado di giudizio. A Latina, nel 2006, sono stati introitati 123 giudizi di ottemperanza. Quasi il 10% dei Ricorsi complessivi. <br />
	Quanto agli esiti, i ricorsi in primo grado sono accolti per il 48%.<br />
	In concreto, un po’ di meno di un provvedimento su due, emesso dalla Pubblica Amministrazione (tra quelli portati in giudizio) è illegittimo! Anche a Latina, la % di accoglimento è la stessa. <br />
	Il T.A.R., più accoglista è la Basilicata con il 61%, (questo potrebbe significare che la P.A. in Basilicata sbaglia più frequentemente). Segue la Sicilia, la Campania e la Calabria. Nel Lazio si accolgono, in I° grado il 43,21% dei ricorsi. I  T.A.R. meno accoglisti sono quello del Piemonte seguito dalla Valle d’Aosta e dalla Toscana. Questo può significare che la P.A.  a Torino, Trento, Aosta ed in Toscana opera più legittimamente!<br />
	Le sentenze di I° grado appellate sono il 10%. Di queste, il 42% è riformato in appello. Ne consegue che le sentenze di I° grado diventano definitive nella percentuale del 96%. La Giustizia Amministrativa la si fa prevalentemente in I° grado.<br />
	E’ ovvio che i casi più importanti arrivano in Consiglio di Stato che esplica mirabilmente  -va riconosciuto- un importante ruolo di nomofilachia nell’ambito della Giustizia Amministrativa.<br />
	Concludo, ringraziandoVi di cuore, anche per la pazienza e l’attenzione con la quale mi avete ascoltato.<br />
Segue ora la Tavola Rotonda su temi di legalità e giustizia nell’Amministrazione.<br />
Partecipano gli Avvocati: Giovanni Malinconico, Armando Argano, Paola Chirulli, Francesco Di Ciollo, Francesco Di Leginio, Loreto Gentile, Cesare Manchisi, Greta Morelli, Antonella Pisapia, Vincenzo Pizzutelli, Margherita Quadrini, Alfredo Zaza d’Aulisio.<br />
Signori Avvocati, ora interverrete Voi, su questi temi:  fatelo con  schiettezza, senza  remore verbali, senza compromessi interpretativi. Comunicateci il Vostro pensiero, qualunque esso sia!<br />
I lavori termineranno alle ore 12,45. Mi auguro che si trovi il tempo affinché tutti possiate intervenire.<br />
Alle ore 13,00 il ricco buffet è aperto a tutti!</p>
<hr />
<p>Note</p>
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		<title>Inaugurazione anno giudiziario 2006 del Tar Lazio &#8211; Sezione di Latina</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2006-del-tar-lazio-sezione-di-latina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:35:23 +0000</pubDate>
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		<title>Inaugurazione anno giudiziario 2005 del T.A.R. Latina &#8211;  Relazione del Presidente Franco Bianchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:32:01 +0000</pubDate>
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<hr />
<p>Note</p>
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		<title>Inaugurazione anno giudiziario 2009 TAR Piemonte</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2009-tar-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:25:37 +0000</pubDate>
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<p>Per visualizzare il testo del documento clicca qui (pubblicato il 19.3.2009) Note</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2009-tar-piemonte/">Inaugurazione anno giudiziario 2009 TAR Piemonte</a></p>
<p>Per visualizzare il testo del documento <a href="/static/pdf/d/3370_ART_3370.pdf">clicca qui</a></p>
<p align=right><i>(pubblicato il 19.3.2009)</i></p>
<hr />
<p>Note</p>
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		<title>Inaugurazione anno giudiziario 2008 del Tar Piemonte  Relazione del Presidente Franco Bianchi</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2008-del-tar-piemonte-relazione-del-presidente-franco-bianchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 17:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2008-del-tar-piemonte-relazione-del-presidente-franco-bianchi/">Inaugurazione anno giudiziario 2008 del Tar Piemonte&lt;br&gt;  Relazione del Presidente Franco Bianchi</a></p>
<p>Per visualizzare il testo del documento clicca qui (Pubblicato il 18.3.2008) Note</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/inaugurazione-anno-giudiziario-2008-del-tar-piemonte-relazione-del-presidente-franco-bianchi/">Inaugurazione anno giudiziario 2008 del Tar Piemonte&lt;br&gt;  Relazione del Presidente Franco Bianchi</a></p>
<p>Per visualizzare il testo del documento <a href="/static/pdf/d/3047_ART_3047.pdf">clicca qui</a></p>
<p align=right><i>(Pubblicato il 18.3.2008)</i></p>
<hr />
<p>Note</p>
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		<item>
		<title>Relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 del TAR PIEMONTE</title>
		<link>https://www.giustamm.it/dottrina/relazione-dinaugurazione-dellanno-giudiziario-2011-del-tar-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Giustamm.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 17:41:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/relazione-dinaugurazione-dellanno-giudiziario-2011-del-tar-piemonte/">Relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 del TAR PIEMONTE</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.giustamm.it/dottrina/relazione-dinaugurazione-dellanno-giudiziario-2011-del-tar-piemonte/">Relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 del TAR PIEMONTE</a></p>
<p>Per visualizzare il testo del documento <a href="/static/pdf/d/4014_ART_4014.pdf">clicca qui</a></p>
<hr />
<p>Note</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giustamm.it/dottrina/relazione-dinaugurazione-dellanno-giudiziario-2011-del-tar-piemonte/">Relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario 2011 del TAR PIEMONTE</a> proviene da <a href="https://www.giustamm.it">Giustamm</a>.</p>
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