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| n.3-2009 - © copyright |
T.A.R. PIEMONTE - TORINO - SEZIONE II - Sentenza 21 febbraio 2009 n. 487
Pres. Calvo – Est. Goso
Elmit srl, Consorzio Cave srl (avv.ti Barosio, Chiapale) c. Comune di Romentino (avv. Lovisetto) e Provincia di Novara (avv. Pozzi) e Regione Piemonte (avv. Maina) e Consorzio Alta Velocità Torino – Milano (avv.ti Giuffrè, Rossi) e Allara spa (avv. Sartorio) |
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1. – Giustizia amministrativa – Interesse al ricorso – Operatore economico – Provvedimento che accresce numero dei concorrenti nel settore – Ha interesse.
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2. – Cave e miniere – Regione Piemonte – Cave di prestito – Autorizzazione – Condizioni - Utilizzazione materiale per opere pubbliche.
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3. – Cave e miniere – Regione Piemonte – Cava di prestito – Autorizzazione – Cava ordinaria – Necessità nuova autorizzazione – Diversi presupposti.
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1. –Si deve ritenere sussistente l’interesse a ricorrere dell’operatore economico contro un provvedimento che accresca il numero dei concorrenti nel medesimo settore, essendo evidente l’incidenza di tale fatto sul piano della concorrenza, delle condizioni di mercato e sulla possibile, conseguente diminuzione di guadagno.
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2. – Nella Regione Piemonte vige una legislazione particolare per le cave di prestito che subordina il rilascio dell’autorizzazione all’accertamento che il materiale estratto sia utilizzato per l’esecuzione delle opere pubbliche previste dall’accordo Stato – Regioni.
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3. – Qualora siano venute meno le condizioni per l’utilizzo di una cava di prestito, l’interessato può proporre nuova domanda per ottenere l’autorizzazione di cava ordinaria, ma in tal caso muta il soggetto competente al suo rilascio e si devono porre in essere accertamenti di natura diversa rispetto a quelli propri della cava di prestito.
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