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Giurisprudenza
n.11-2008 - © copyright

CORTE DI CASSAZIONE - SEZIONI UNITE - Sentenza 30 ottobre 2008 n. 26008
Pres. Carbone – Rel. Fioretti – P.M. Ciccolo
Comune di Pignola (avv. Pafundi) c. Morese (avv.ti Morelli, Potenza)


1. – Competenza e giurisdizione – Difetto di giurisdizione – Sentenza non definitiva – Necessità di impugnazione immediata o di riserva di impugnazione.

 

2. – Contratti della p.a. – Risoluzione illegittima – Risarcimento dei danni – Rivalutazione monetaria – Dal momento risoluzione – Interessi legali – Dal momento liquidazione in sentenza.

 

3. – Contratti p.a. – Illegittima risoluzione del contratto – Risarcimento – Costo di più onerosa modalità costruttiva – Mancanza ordine e riserva – Esclusione.

1. – Qualora il giudice di primo grado pronunci una sentenza non definitiva, la parte che intende contestare il difetto di giurisdizione è tenuta ad impugnarla o a farne oggetto di riserva di impugnazione anche se la sentenza non ha espressamente pronunciato sul punto.

 

2. – L’obbligazione di risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale configura un debito di valore e pertanto bisogna tenere conto della svalutazione monetaria sopravvenuta fino alla data della liquidazione. Sulla somma così determinata gli interessi legali sono dovuti soltanto dalla data della liquidazione sino all’effettivo soddisfo.

 

3. – Ai fini del risarcimento del danno per illegittima risoluzione di un contratto di appalto pubblico, non può essere considerato il costo di una più onerosa modalità esecutiva rispetto a quanto previsto in contratto quando la stessa non consegua ad un ordine scritto della DL, non sia stata approvata neppure implicitamente dalla stazione appaltante, non abbia formato oggetto di tempestiva riserva e non trovi capienza nell’ammontare delle spese approvate.


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