Giustizia Amministrativa - on line
 
Articoli e Note
n. 6-2008 - © copyright

 

PASQUALE DE LISE

Ricordo di Antonio Sorrentino nel centenario dalla nascita (*)


Esattamente due anni fa mi fu conferito il “Premio Antonio Sorrentino”.
Qualcuno dei presenti ricorderà, forse, le espressioni di commozione e di gratitudine che ritenni di manifestare nel mio “ringraziamento” per l’onore che mi era stato fatto nel ritenermi meritevole di un premio, prestigioso innanzitutto per il nome che porta e poi per gli insigni personaggi che, in oltre un ventennio, ne sono stati destinatari.
Ho accolto con gioia, quindi, la proposta della Società Italiana degli Avvocati Amministrativisti e dei familiari dell’avvocato Sorrentino di tenere presso la sede del TAR del Lazio la celebrazione del centenario della nascita dell’avvocato Sorrentino.
Agli oratori che interverranno il compito di ricordare Antonio Sorrentino: un uomo straordinario, con una carriera che si è arricchita di tutte le esperienze possibili per un giurista.
Io ho avuto la fortuna di conoscere, nelle aule di Palazzo Spada, l’avvocato Sorrentino, al quale affidai, insieme ad altri colleghi, l’unico ricorso che mi è capitato di dover proporre nella mia vita (che si concluse con la cessazione della materia del contendere).
Giovanissimo avvocato dello Stato, in Consiglio di Stato le sue doti, già piene, di giurista si affinarono attingendo ai tesori di esperienza e di sapienza di un’antica tradizione, nella triplice funzione consultiva, giurisdizionale e di collaborazione all’attività di Governo, che prestò a livello di altissime responsabilità, specie sul piano legislativo.
Fra gli incarichi istituzionali spicca infatti quello di Capo dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove Sorrentino fu chiamato da De Gasperi e dove fu protagonista della legislazione affidata al Consiglio dei Ministri e al Capo provvisorio dello Stato, che segnò, dopo il ventennio, l’apertura alla legislazione democratica.
Nel luglio del 1948 avvenne il distacco di Sorrentino dal Consiglio di Stato: distacco molto sofferto per l’Istituto, come testimonia una lettera del presidente Rocco a De Gasperi, e sofferto sicuramente anche per lui.
Nel libero Foro, le doti di Sorrentino sono sbocciate nel pieno fulgore di un’attività professionale nella quale ha saputo comporre virtù diverse: calore umano e senso della misura, dottrina giuridica e solido senso pratico, temperamento da lottatore e distaccata signorilità, conservando sempre quel nobile e profondo senso dello Stato che egli ha professato in tutte le sue attività.
Con la sua opera Antonio Sorrentino ha dimostrato che sia nell’Avvocatura che nella Magistratura non bisogna perdere mai di vista il “servizio” reso dalla giustizia amministrativa: quello di fornire una tutela effettiva, rapida, piena.
Egli scrisse: “perché la giustizia amministrativa non si riduca a vano formalismo, ogni sforzo deve essere compiuto, oltre che dai giudici, da noi avvocati ed è questo, in una prospettiva di carattere generale, il nostro dovere più importante”.
Lo “sforzo” di pensiero che Sorrentino riteneva il suo dovere più importante ha prodotto frutti preziosi, di cui ancora oggi si assapora la modernità.
Della lungimiranza e della attualità del pensiero di Sorrentino vorrei richiamare soltanto un esempio, che attiene alla sua visione della giustizia amministrativa in relazione all’ampliamento della tutela e al doppio grado.
Egli fu sempre favorevole all’attuazione dell’art. 125 della Costituzione per l’istituzione di organi di giustizia amministrativa di primo grado e questa sua idea trovò definizione e conferma in quella sorta di testamento spirituale che fu la relazione che egli tenne a Taormina nel novembre 1981 al convegno su “Cinquanta anni di esperienza giuridica in Italia”, nella quale, ponendo in luce le conquiste della giustizia amministrativa, menzionava come prima tra esse l’istituzione dei TAR, con la loro forza propulsiva per il sempre maggiore sviluppo della tutela nei confronti della P.A., e con il loro ruolo di avvicinamento della giustizia ai cittadini.
Vorrei concludere riportando le parole, ancora attualissime, pronunciate da Antonio Sorrentino, quarantacinque anni fa al Convegno di Napoli sulla risarcibilità degli interessi legittimi, di cui egli si dichiarò sostenitore: “conquiste del genere aprono la via ad una giustizia più completa e sono le maggiori ragioni di orgoglio e di soddisfazione di noi avvocati”.
E, mi permetto di aggiungere, anche di noi giudici.

 

----------

 

(*) Celebrazione promossa dalla Società Italiana degli Avvocati Amministrativisti e dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, tenutasi presso la sede di quest’ultimo il 12 giugno 2008.

 

(pubblicato il 18.6.2008)

 

 
Clicca qui per segnalare la pagina ad un amico Stampa il documento