Le deliberazioni con cui il Consiglio superiore della magistratura provvede in materia di conferimento di uffici direttivi ai magistrati, ancorché espressione di attività amministrativa ampiamente discrezionale, non si sottraggono tuttavia al sindacato giurisdizionale, quanto meno sotto il profilo della esistenza dei presupposti e congruità della motivazione, nonché dell’accertamento del nesso logico di consequenzialità tra presupposti e conclusioni. La peculiare posizione costituzionale del C.s.m. non esclude cioè la sottoposizione dei suoi atti discrezionali a uno scrutinio di legittimità che – pur soffermandosi esclusivamente sui profili sintomatici e senza in alcun modo impingere, neanche indirettamente, nel merito delle scelte dell’Organo di autogoverno – miri ad individuarne i più gravi difetti (sviamento di potere, travisamento dei fatti, contraddizione, illogicità, che possono tutti concretizzare il vizio di eccesso di potere). |