|
L’importanza
del caso in esame risiede nella sentenza di condanna dello
Stato italiano, adottata dalla Grande Camera della Corte.
La prima problematica inerente al presente ricorso concerne
una fattispecie di esproprio formale, caratterizzata dall’applicazione
retroattiva della legge n° 359 del 1992. Tenuto contro della
riduzione sostanziale dell’indennizzo in ragione di tale
intervento legislativo, la Corte riscontra tanto una violazione
del diritto al rispetto dei beni tutelato dall’articolo
1 del Protocollo addizionale n° 1, quanto una violazione
del diritto ad un equo processo, garantito dalla disposizione
di cui al primo paragrafo dell’articolo 6 della Convenzione.
Peraltro, nel ricorso in esame la Corte si pronuncia altresì
sulla durata eccessiva della procedura innanzi le giurisdizioni
nazionali, enunciando i criteri posti alla base dell’ammissibilità
dei ricorsi in materia e della liquidazione dei danni patrimoniali
e morali su questo punto.
Trattandosi di sentenza di grande Camera, ampio spazio è
dedicato ad un excursus giurisprudenziale riguardante le
materie ivi trattate. |