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T.A.R. TOSCANA - FIRENZE - SEZIONE I - Sentenza 28 febbraio 2005 n. 949
G. Vacirca Pres. Est.
T. Dervishi e F. Farruku (Avv. A. Callaioli) contro la Prefettura di Pisa (Avvocatura dello Stato)


Stranieri – Provvedimento il diniego di regolarizzazione motivato con riferimento ad una denuncia del lavoratore per il reato di cui all’art. 648 c.p – Sentenza Corte Costituzionale n. 78/05 - Illegittimità

A seguito della sentenza 10-18 febbraio 2005, n. 78, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 7, lettera c), della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), e dell'art. 1, comma 8, lettera c), del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari), convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222, nella parte in cui fanno derivare automaticamente il rigetto della istanza di regolarizzazione del lavoratore extracomunitario dalla presentazione di una denuncia per uno dei reati per i quali gli articoli 380 e 381 cod. proc. pen. prevedono l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza, è illegittimo e da annullare il provvedimento il diniego di regolarizzazione motivato con riferimento ad una denuncia del lavoratore per il reato di ricettazione di cui all’art. 648 c.p.


REPUBBLICA ITALIANA
In nome del Popolo Italiano

 

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
PER LA TOSCANA - I^ SEZIONE

 

ha pronunciato la seguente:

 

SENTENZA

 

sul ricorso n. 2025/03 proposto da

 

DERVISHI TEFIK e FARRUKU FATOS, rappresentati e difesi dall’avv. Andrea Callaioli ed elettivamente domiciliati presso lo studio dell’avv. Grazia Doni in Firenze, p.za Beccaria, 1;

 

contro

 

- la PREFETTURA DI PISA, in persona del Prefetto in carica, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege, in Firenze, via degli Arazzieri, 4;

 

Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’ atto di costituzione in giudizio della parte intimata;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle proprie difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Designato relatore, alla pubblica udienza del 22 febbraio 2005, il Presidente dott. Giovanni Vacirca;
Uditi, altresì, per le parti l’avv. A.Callaioli e l’avv.dello Stato M.Gramaglia;
Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue:

 

FATTO e DIRITTO

 

Considerato che i ricorrenti, datore di lavoro e lavoratore, hanno impugnato il diniego di regolarizzazione motivato con riferimento a una denuncia del lavoratore per il reato di cui all’art. 648 c.p.;
Vista la sentenza 10-18 febbraio 2005, n. 78, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 7, lettera c), della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), e dell'art. 1, comma 8, lettera c), del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 (Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari), convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222, nella parte in cui fanno derivare automaticamente il rigetto della istanza di regolarizzazione del lavoratore extracomunitario dalla presentazione di una denuncia per uno dei reati per i quali gli articoli 380 e 381 cod. proc. pen. prevedono l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza;
Ritenuto che il ricorso debba pertanto essere accolto e che sussistano giuste ragioni per dichiarare compensate tra le parti le spese del giudizio;

 

P.Q.M.

 

il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, sez. I, accoglie il ricorso e annulla il provvedimento impugnato, salve ulteriori determinazioni dell’Amministrazione. Spese compensate.
Ordina che la sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

 

Così deciso in Firenze il 22 febbraio 2005 dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana, sez. I, in camera di consiglio con l'intervento dei signori:

 

Giovanni Vacirca - Presidente, est.
Giuseppe Di Nunzio - Consigliere
Bernardo Massari - Consigliere


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