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n. 2-2006 - © copyright

 

L’imminente scadenza del termine del 31 gennaio 2006, entro il quale vanno recepite le direttive comunitarie “appalti” nn. 17 e 18, pone un problema di applicazione generalizzata e di coordinamento delle legislazioni previste, in materia, dagli Stati membri dell’Unione Europea.
Nel corso di una riunione del Forum Europeo delle Imprese Generali (1), tenutasi venerdì 20 gennaio 2006 presso la sede dell’IGI, sono state analizzate le principali problematiche legate alle proposte di recepimento di tali direttive nei rispettivi Paesi.
In particolare, l’Associazione delle Grandi Imprese Spagnole (SEOPAN), ha evidenziato la scelta del legislatore iberico di regolare l’intera materia degli appalti pubblici con una legge che soppianta e modifica l’intero assetto normativo spagnolo, nel tentativo di ridurre le differenze attualmente esistenti tra servizi, forniture e lavori, oltre che dei settori speciali.
La scelta del legislatore spagnolo, non distante dal criterio ispiratore del Codice de Lise, è destinata, secondo le valutazioni espresse nel documento dell’Associazione SEOPAN che si allega, a determinare una situazione di incertezza in ordine all’applicabilità delle nuove norme, dovuta alla difficoltà dei soggetti interessati di trovarsi ad operare con un articolato normativo così nuovo e così diversamente disciplinato.
Inoltre, la scelta di tentare di accorpare norme che disciplinano fenomeni diversi, ha comportato, anche nella proposta di riforma spagnola, la necessità di operare continui rinvii alle norme che disciplinano le parti comuni, a scapito della chiarezza e della semplificazione, che pure dovevano essere i criteri ispiratori nel recepimento, oltre che naturali presupposti della certezza del diritto.
D’altra parte, tali preoccupazioni, condivise peraltro dai rappresentanti delle Associazioni delle grandi imprese francesi (SNBATI), belghe (ADEB, FEGC) e portoghesi (ANEOP), sono alla base della scelta dell’IGI di dare un proprio contributo al dibattito legato al recepimento del diritto comunitario, attraverso la predisposizione di un vero e proprio “Testo Unico sugli appalti pubblici”.
Il Testo Unico proposto dall’ IGI, è un corpus normativo che, nel contempo, recepisce le direttive comunitarie n. 17 e 18 del 2004, semplifica e coordina l’intera legislazione in materia di appalti pubblici.
L’ impostazione della Proposta IGI, si concreta nel sostanziale mantenimento del vigente assetto normativo, poiché conferma la separazione della disciplina degli appalti di lavori da quella degli appalti di forniture e servizi.
Il Testo Unico IGI dedica, inoltre, una parte ad hoc agli appalti dei settori così detti speciali e disciplina nella parte III il fenomeno delle concessioni.

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(1) Il Forum Europeo delle Imprese Generali nasce a Parigi nel 1992.
Il suo obiettivo è di sostenere e sviluppare l'impresa generale di costruzione.
Vi aderiscono le Associazioni di 9 paesi europei, tra cui l'Italia, che attraverso l'Igi
ne detiene la presidenza dal 1995.

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